AVELLINO – “Non è una vicenda, quella dei Gal, di cui andare orgogliosi. Io sono stata accusata di voler un unico Gal e poi di aver fatto altro. Io volevo un unico Gal, lo ribadisco. Volevo un Gal di 25 Comuni, quanti sono quelli del Progetto pilota, però avevo chiesto di capire come si andava a realizzare questo Gal azzerando qualsiasi carica: evidentemente non ci siamo capiti e credo che non sia stato fatto l’interesse del territorio se è vero che il risultato finale è stato la divisione dello stesso in 4 Gal”: è quanto dichiara Rosanna Repole, sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, promotrice dell’incontro svoltosi questa mattina preso il circolo della stampa di Avellino ed al quale hanno preso parte anche i primi cittadini dei Comuni di Calitri (Michele Di Maio), Conza della Campania (Vito Cappiello), Montella (Ferruccio Capone), Morra De Sanctis (Pietro Mariani), Rocca San Felice (Giuseppe Fiorillo) e Villamanina (Stefania Di Cicilia).
Sono i Gal - gruppi o associazioni locali di privati e Comuni nati per promuovere occasioni di sviluppo, promossi dalla Regione e dall'Unione europea - il nuovo terreno dello scontro politico in Irpinia, soprattutto dopo il declino delle Comunità montane. Da una parte Ciriaco De Mita con Rosa D'Amelio, dall'altra Rosanna Repole con Umberto Del Basso De Caro e Angelo D'Agostino sono i contendenti di una vera e propria guerra clientelare per disputarsi briciole di potere rappresentati dall'inserimento tra gli ambiti ammessi a finanziamento da parte della Regione Campania. Sarebbe stato coerente un unico Gal dell'Alta Irpinia sulla scia del Progetto pilota.
Il ruolo di leadership fin ora esercitato dal sindaco di Nusco viene messo seriamente in discussione da una parte degli amministratori dell'Alta Irpinia che denunciano il rischio del fallimento finanche del Progetto pilota qualora non vi fosse per il futuro una guida più democratica e trasparente del maggiore processo di trasformazione in atto nell'intera provincia di Avellino.




