AVELLINO – “Se ridurremo tutto ad un semplice scontro personale non vedo come chi sarà chiamato a governare questa città dopo di noi potrà concretizzare sviluppo e rinascita per la nostra comunità, limitandosi invece a gestire la semplice apertura e chiusura della Casa comunale. Questo è il senso della sfida che rivolgo ai cittadini, alle forze sociali, ai partiti politici, ma soprattutto a voi, consiglieri comunali, ai quali sono demandati i compiti di indirizzo e di programmazione, affinché vengano superati anche gli steccati ideologici e di partito e tutti si sentano protagonisti della costruzione del futuro della nostra comunità. Nello spirito di lealtà e sincerità al quale si ispira il mio intervento vi informo che gli assessori che oggi siedono tra questi banchi e che qui ringrazio caldamente per l’impegno profuso mi hanno rassegnato le proprie dimissioni per il venir meno di una salda maggioranza politica.
A questo punto è necessario ritrovare presto il senso della ragione e della responsabilità per uscire da questa situazione di impasse e riportare nel desolante quadro della vita politica locale speranze e idealità. Alla minoranza, al mio competitor del giugno 2013, che non ho mai ritenuto un rivale ma un legittimo avversario, chiedo un sostegno leale e condiviso. A chi vuole contribuire a chiudere i conti col passato e a impostare l’Avellino del futuro io dico: superiamo gli steccati e insieme, condividendo metodi, obiettivi, procedure, lavoriamo per il bene della città.
Spesso, in quest’aula, senza distinzione fra maggioranza ed opposizione, sono risuonati appelli al bene comune, ad operare per il benessere della nostra collettività. L’espressione “bene comune”, per sua stessa natura, non può coincidere – anzi ne è l’opposto – con aspirazioni personali, per quanto legittime, né con interessi di parte”.
È quanto ha dichiarato il sindaco Paolo Foti la cui relazione sulla situazione politica in atto al Comune di Avellino ha aperto, dopo il minuto di raccoglimento per le vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia, la seduta di questa sera del Consiglio comunale, seduta attualmente sospesa per dare spazio ad una conferenza dei capigruppo al fine di stabilire un’unica discussione sia sulle dichiarazioni del sindaco che sul documento presentato dagli otto consiglieri del Pd dissidenti.
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E proprio dal suo competitor nelle elezioni del 2013, alias Costantino Preziosi, capo dell’opposizione, arriva una chiara apertura al primo cittadino: “La mia è una vittoria politica a posteriori, una vittoria morale. Le pongo, signor sindaco, alcune inderogabili condizioni per stabilire un salvataggio della città: le assegniamo un compito, in cento giorni deve trovare un’idea portante di governo che finora non c’è stata. Avellino deve trovare entusiasmo ed energie. Una nuova giunta è necessaria, bastano 5, 6 assessori che possano portare avanti il programma che abbia al centro importanti questioni: urbanistica, politiche sociali, cultura, Isochimica, fondi europei”.
Lungo ed articolato il dibattito nel quale sono intervenuti i consiglieri dei vari schieramenti che in sostanza hanno ribadito le loro posizioni. Rimane il fatto che, alla fine, dopo oltre cinque ore, non si è votato perché la seduta è stata sciolta allo scoccare della mezzanotte in applicazione del regolamento che vuole l’unanimità dei presenti nel continuare la discussione oltre questo orario.




