AVELLINO – Il sindaco Foti supera l’ennesimo scoglio, il riequilibrio di bilancio viene approvato con diciotto voti a favore e all’inizio della prossima settimana dovrebbe essere varata la nuova giunta. Ma le cose non sono così semplici come potrebbe sembrare. Innanzitutto è sfumato il possibile apporto di Preziosi e Palumbo. Dino Preziosi, come è noto, si era detto pronto a siglare il cosiddetto patto dei cento giorni, ponendo due precise condizioni: azzeramento effettivo della giunta, nomina di un nuovo esecutivo formato da personalità di altro profilo e possibilmente non più di sei, sette assessori; tre mesi di tempo per preparare i progetti e chiedere i relativi finanziamenti, per non perdere l’occasione offerta dalla disponibilità dei fondi europei.
Il patto, in realtà, è saltato quando Foti ha ritrovato il sostegno di due consiglieri dameliani, Medugno e Melillo, e di Poppa. A quel punto la “scadenza” dell’amministrazione Foti si è proiettata ben oltre i famosi cento giorni, verso il termine naturale del quinquennio amministrativo nel 2018. Al tempo stesso un repulisti totale della giunta è apparso irrealizzabile, mentre, d’altro canto, il ritorno in maggioranza di Poppa e dei dameliani sembra preludere ad una distribuzione delle deleghe con il bilancio, misurando il peso delle varie componenti presenti all’interno della ritrovata (per ora ) maggioranza.
Nel Pd, infatti, bisogna tener conto del gruppo di Irpinia di Base, con Ambrosone e Montanile, dei dameliani Melillo e Medugno (e non si sa ancora quale posizione assumerà Salvatore Cucciniello, assente all’ultima seduta di Consiglio), dei deluchiani (Russo, Grella Medugno e Giacobbe), dei fotiani critici (Percopo e Mario Cucciniello), del duo Petitto-Nargi e poi, all’interno della maggioranza, dei due consiglieri eletti nella lista capeggiata da Arturo Iannaccone e di Poppa che, al momento, si collega con l’onorevole D’Agostino di Scelta civica.
A non tener conto, inoltre, del fatto che ogni singolo consigliere si ritiene indispensabile per reggere l’attuale maggioranza e quindi si ritiene abilitato ad avanzare richieste, ma a tirarla troppo la corda si potrebbe spezzare e il sindaco potrebbe perdere la pazienza. Le voci che circolano di un sindaco pronto a presentare le dimissioni vengono da alcuni collegate all’ennesimo avviso di garanzia, che anche stavolta raggiunge il sindaco in un momento delicato della vita amministrativa del capoluogo. Il reato ipotizzato, per il sindaco e per l’assessore ai Lavori pubblici, Preziosi, sarebbe quello di omissioni in atti d’ufficio, con riferimento alla vicenda della scuola media Cocchia, che secondo il provveditore agli studi di Avellino andava prudenzialmente chiusa (ma di parere opposto è il dirigente scolastico) perché non antisismica.
Noi crediamo piuttosto che a far balenare nel sindaco l’idea delle dimissioni (ma questa intenzione è tutta da verificare) potrebbero essere le richieste dei vari gruppi e i veti incrociati, che renderebbero arduo la costituzione della nuova giunta.
Che Foti, comunque, stia attraversando una fase di riflessione e di ripensamento che lo tiene particolarmente impegnato in queste ore lo si evince anche dal fatto che questa sera non ha preso parte, sembra per motivi di salute, ai lavori del convegno di cui riferiamo in altro articolo, promosso da Quarta fase e appena conclusosi a San Tommaso.




