AVELLINO – Conferenza stampa, questa mattina, dei vertici regionali e provinciali di Sinistra italiana sull’inchiesta inquinamento delle acque di Solofra e sulle intercettazioni telefoniche tra il sindaco Vignola e l’ex senatore del Pd De Luca circa una presunta richiesta di trasferimento del comandante della stazione dei carabinieri Giuseppe Friscuoli.
Presenti all’incontro il coordinatore regionale di SI Antonio Scala, quello provinciale Raffaele Auriscchio, il parlamentare avellinese Giancarlo Giordano – che sul caso Solofra aveva presentato nel dicembre di due anni fa un'interrogazione ai ministri dell'Ambiente, della salute e dello sviluppo economico – e il segretario del circolo di Montoro-Solofra Renato Siniscalchi.
Univoca da parte di Scala, Aurisicchio e Giordano la richiesta di dimissioni dall’osservatorio regionale sulla gestione dei rifiuti di Vincenzo De Luca che, secondo quanto emerso dalle intercettazioni portate alle luce dal Fatto Quotidiano, avrebbe tranquillizzato il primo cittadino della città conciaria con un “me la vedo io” in merito ad un intervento che sarebbe stato assicurato presso la responsabile del dicastero della Difesa, Pinotti.
“Si tratta di una vicenda – ha sottolineato Scala – a dir poco inaudita. Lo dico con grande chiarezza, noi non siamo per la via giudiziaria al socialismo. Pensiamo che la magistratura debba fare il suo corso, ma pensiamo nello stesso tempo che le istituzioni tutte debbano essere considerate una cosa seria e chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di farlo rispettando in primo luogo i cittadini. E la vicenda nel merito va in tutt’altra direzione. Perché è vero: in politica un m’o veco io è una cosa che non si nega a nessuno, ma quel m'o veco io in quella circostanza è grave. È grave perché significava spostare un uomo al servizio delle istituzioni, che provava a tutelate i cittadini di quella zona come quelli di una regione avvelenata sotto ogni punto di vista, significava prendere un pezzo dello Stato e spostarlo, perché quel pezzo dello Stato faceva uno Stato in uno Stato dove talvolta c’è l’antistato che si sostituisce allo Stato stesso: questo era l’aspetto più grave di questa vicenda. Ed è anche vero che in una Regione come questa dove è il governatore che considera le norme una sorta di organetto che viene suonato a proprio piacimento anche una vicenda come questa può passare in secondo piano. Ma non è così. Le istituzioni, come dicevo all’inizio, necessitano di essere rappresentate con grande dignità. I padri costituenti, quando scrissero la Costituzione che stanno provando in queste ore a stravolgere, decisero di definire coloro i quali rappresentavano le istituzioni onorevoli, utilizzando un termine biblico perché coloro i quali rappresentano le istituzioni lo devono fare con onore. In questa vicenda di onore – che nulla ha a che vedere con le vicende giudiziarie che dovranno fare il proprio corso – non c’è nulla, è una cosa che non è a latere, ma non è per niente presa in considerazione. De Luca e De Luca dovrebbero avere la dignità di dimettersi per il modo con il quale loro pensano di rappresentare la cosa pubblica come se fosse casa propria e cosa propria. Questo è quello che chiede Sinistra italiana sapendo anche che in questo Paese le dimissioni sono una cosa che in pochi hanno il coraggio di fare. L’ultimo che si è dimesso in Italia, però era a Città del Vaticano, è stato Papa Ratzinger per una cosa molto più seria. E talvolta quando una Papa come Ratzinger si dimette c’è anche la fortuna di trovare un Papa Francesco che mette al centro del proprio agire politico gli ultimi. Forse questo è un suggerimento, riteniamo, da un lato a Vincenzo presidente, dall’altro a Vincenzo capo dell’osservatorio perché potrebbe essere un fatto positivo per questa regione”.
Critico sulla gestione di tutta l’emergenza venutasi a creare a Solofra da quando è scoppiato l’allarme tetracloroetilene Renato Siniscalchi, segretario del circolo di SI di Montoro-Solofra, che ha rinfacciato al Pd di non essere stato all’altezza della situazione e di aver circoscritto la questione ad un ambito provinciale.




