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    06/09/2026

Zanetti, Scelta civica: «Sì alla riforma, sconcertante la posizione di Monti»

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Enrico Zanetti e Angelo D'AgostinoAVELLINO – “È stata assolutamente sconcertante la posizione di Mario Monti sul referendum, una posizione assurda, una posizione che lo mette in scia ai vari D’Alema, Grillo e Salvini, cioè coloro i quali dicono votiamo no per mandare a casa Renzi”: è quanto dichiara il viceministro dell’Economia e segretario nazionale di Scelta civica Enrico Zanetti questa sera ad Avellino per spiegare le ragioni del Sì al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

Insieme con i referenti irpini con in testa il parlamentare di Montefalcione nonché vicepresidente nazionale del partito Angelo Antonio D’Agostino, nella sede di Corso Vittorio Emanuele Zanetti ha toccato più punti: “ Le ragioni del Sì – ha detto – sono nel testo di un quesito che ovviamente è perfettamente legittimo. Gli attacchi sono ridicoli e sono la dimostrazione più chiara che c’è un vero e proprio terrore che si discuta nel merito perché se si entra nel merito ci si rende conto che si parla di superare il bicameralismo paritario, dare più responsabilità al Paese, si parla di ridurre il numero dei parlamentari, di ridurre i costi della politica, di razionalizzare il rapporto Stato-Regioni”.

“Se vince il No – ha ancora detto – si perde una grandissima occasione e bisogna avere l’onestà di riconoscere che comunque ci vorranno come minimo altri dieci anni prima di ritornare a questo punto. Il fronte del No ha ormai rappresentanti di ogni tipo ed estrazione che naturalmente tra di loro hanno un comune denominatore pari a zero, cosa che già di per se stessa dimostra come da un lato c’è un fronte che cerca di ammodernare il Paese e prova anche a governarlo, dall’altro c’è semplicemente un’accozzaglia indistinta”.

Un passaggio lo dedica al Jobs act respingendo le varie critiche: “Si conferma come uno strumento importante che ha determinato tra febbraio 2014 ed agosto 2016 un saldo netto di posti di lavori pari a 588mila. Alcuni evidenziano come siano aumentati di 25mila unità in questi mesi i licenziamenti, però sono anche diminuiti di 90mila le dimissioni perché non c’è più la possibilità di fare dimissioni in bianco”.

 

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