AVELLINO – Non è stato, questa sera, un esordio molto felice per la nuova giunta Foti in Consiglio comunale. Dopo la discussione politica, infatti, è venuto meno il numero legale e la seduta è stata sciolta. Usciti dall’aula i consiglieri di opposizione, erano rimasti solo in quindici nei banchi della maggioranza. Era da mettere in conto la bordata di attacchi dai banchi dell’opposizione con i vari Giordano, Bilotta, Pericolo, Preziosi e Palumbo a mostrarsi estremamente critici per la soluzione che il sindaco aveva dato all’ennesimo crisi. L’obbiettivo chiesto da più parti era, infatti, l’azzeramento totale della crisi per far posto ad un esecutivo di alto profilo. Alla fine, invece, i nuovi assessori sono stati soltanto due, espressione l’uno dei cosiddetti dameliani e l’altra di Scelta civica; in aggiunta un solo un cambio di delega per l’assessore Mele, che è passata dalla Cultura ai servizi sociali. Meno prevedibile, invece, l’assenza di cinque consiglieri della maggioranza e il passaggio (con conseguente cambio di posto in aula) all’opposizione della De Iorio, che, tuttavia, continua a rivendicare la sua appartenenza al Pd. Fra gli assenti anche due “fotiane” doc come Percopo e Nargi.
Proviamo a ricomporre la geografia dell’aula. Il Pd è presente con tre gruppi: quello “ufficiale”, quello dei tre dameliani, che è rientrato in maggioranza, ma non si è sciolto, quello di Festa (che si colloca chiaramente all’opposizione, pur rivendicando con forma la sua appartenenza al Pd) e infine la De Iorio che anche fisicamente è passata all’opposizione. Senza tener conto della posizione ambigua di Salvatore Cucciniello, che a differenza dei suoi due compagni di gruppo (Medugno e Melillo) non è rientrato in maggioranza ma nemmeno è esplicitamente su posizioni di contrapposizione rispetto al sindaco: semplicemente non si presenta in aula.
Paradossalmente la maggioranza dell’opposizione ha in tasca la tessera del Pd. E ancora più paradossalmente c’è chi sta lavorando perché il Pd presenti alle prossime provinciali un’unica lista, che includa consiglieri di maggioranza e di opposizione. È allora evidente che Foti avrà pure le sue colpe ma è davvero difficile governare la città potendo contare su un Pd diviso ufficialmente in vari tronconi, alcuni dei quali all’opposizione dell’amministrazione comunale.
Il direttorio (Paris, Famiglietti, De Luca e D’Amelio) avrebbe dovuto traghettare il partito verso un congresso provinciale del quale neppure si parla più. Ma almeno decida da quale gruppo è rappresentato nell’aula consiliare ad Avellino e chi, invece, sta fuori dal partito.




