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    07/09/2026

Il Consiglio discute di ex Eliseo e caso Cocchia, poi salta sui debiti fuori bilancio

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La giunta nel corso dei lavori consiliariAVELLINO – Si è sciolto come neve al sole il Consiglio comunale di Avellino mentre si stava discutendo dei debiti fuori bilancio il cui ammontare, evidentemente, deve aver preoccupato più d’un consigliere al punto da indurlo ad abbandonare l’aula. Alle 21.40, dopo il secondo appello chiamato dal segretario generale Feola – cui peraltro in apertura di seduta, iniziata con la consueta, canonica ed ormai istituzionalizzata ora di ritardo, è stata rivolta, nel corso di un simpatico siparietto tra il presidente ed il vice presidente dell’assemblea, una vera e propria reprimenda per il ritardo con cui si presenta ai lavori tanto che l’appello iniziale, alle 18.03, è stato fatto dal vicepresidente Pericolo – erano presenti in aula solo 15 consiglieri per cui al presidente Petitto non è rimasto altro che dichiarare deserta la seduta. Che dire? Parafrasando il sommo poeta si potrebbe spiegare che, data l’ora di cena, più che il digiuno poté…

Non è la prima volta, comunque, che questo accade. Anzi. Quella di questa sera è stata l’ennesima conferma di quello che può essere considerato un po’ il leitmotiv che ha caratterizzato questa consiliatura con la tecnica dello squagliamento a fare da supporto nei momenti cosiddetti “critici” che, come testimonia la cronaca di questi tre anni, sono stati tanti.

Ritornando alla seduta di questa sera bisogna subito dire che essa si è svolta nel segno del ritorno di Gianluca Festa – o tempora o mores! – se non all’interno della maggioranza (nella quale, in sostanza, non è mai stato, se non forse all’esordio di questo ciclo amministrativo) almeno all’interno del gruppo consiliare del Pd. Festa, infatti, ha comunicato che scioglierà il gruppo autonomo che aveva formalmente costituito. “È  l’ultima volta che parlo da capogruppo di Davvero democratici”, ha annunciato in tono solenne all’assemblea abbandonando quei toni istrionici che avevano quasi sempre caratterizzato i suoi interventi e le sue filippiche nei confronti dell’operato dell’amministrazione.

Questo “ammorbidimento” è stato dai più individuato come il pegno da pagare per la candidatura alle Provinciali nelle file del Pd, anche se Festa ha tenuto a precisare che già prima aveva abbandonato l’idea di sfiduciare l’amministrazione Foti, avendo verificato nei fatti che la maggioranza dei consiglieri non era di quest’avviso. Pertanto, ha concluso Festa, come avevo già annunciato tenterò, in Consiglio comunale, di limitare i danni di un’amministrazione e di un sindaco nei confronti dei quali il mio giudizio resta negativo.

A dire il vero, il ritorno di Festa fra i piddini non è stato accolto esattamente come quello del figliuol prodigo. A parte, ma questo era  in preventivo, gli strali e le accuse di incoerenza, lanciate a Festa dai banchi dell’opposizione – soprattutto da Giordano (“prendo atto che basta fare una votazione alla Provincia per far cambiare i toni a Festa) e  Preziosi (“vorrei capire se il gruppo civico Davvero è in quella maggioranza cui fino ad ieri era avverso con una mozione di sfiducia. Ci troviamo in una provincia in cui è difficile una libertà di pensiero e di voto, la propria libertà a candidarsi in una lista, questo non mi pare vivere in una società civile, mi ricorda il ventennio che è andato via, è una democrazia mascherata” – non sono mancati i distinguo anche fra le file della maggioranza. Il consigliere Pd Russo, che è anche segretario della sezione di San Tommaso, ha polemicamente lasciato l’aula durante l’intervento di Festa, mentre Silvia Amodeo ha chiarito che non basta sciogliere il proprio gruppo consiliare perché Festa rientri automaticamente fra le file del gruppo Pd (per la serie il Pd non è un tram dove si sale e si scende a seconda delle proprie convenienze).

Venendo alla cronaca dei lavori consiliari Festa (e non accadeva da tempo immemorabile) ha votato a favore del riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio.

Sulla questione della gestione dell’ex Eliseo, sono state presentate ben tre mozioni: dal gruppo di Festa, dal gruppo Si può (di cui è stata ufficializzata la costituzione con i consiglieri Giordano, Arace, capogruppo, e De Iorio, vice capogruppo) e dalla presidente della commissione Cultura, Laura Nargi, che, dopo aver parlato delle “intemperanze politiche di questa amministrazione”, ha presentato un ordine del giorno che riflette la proposta del comitato Luce sull’Eliseo. Alla fine si è convenuto che sulla scorta delle mozioni stesse e dell’ordine del giorno sarà la giunta, in tempi rapidi, a presentare la proposta definitiva.

In apertura di seduta, infine, presenti in aula anche molti genitori della “Cocchia”, il sindaco ha ribadito che le aule della scuola media di Tuoro Cappuccini saranno dislocate fra la Leonardo da Vinci e le scuole elementari di Valle e Rione Parco. Osservato dall’aula un minuto di raccoglimento in segno di cordoglio per la prematura scomparsa di un cugino del consigliere Giancarlo Giordano.

 

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