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    09/09/2026

Picierno ad Avellino per il Sì: «De Mita? Un’opposizione sorpassata»

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Aldo D'Andrea e Pina PiciernoAVELLINO – Costruire un’Italia migliore, più giovane, più progredita, più giusta, che promuova lo sviluppo del Meridione e dia un futuro alle nuove generazioni: è in questo senso che va la riforma, voluta dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, per la quale gli italiani sono chiamati a votare il 4 dicembre prossimo. Se prevarranno i «Sì», avremo finalmente un governo nazionale che potrà fare bene, governando in modo rapido ed efficiente, e una Camera dei deputati che avrà  l’autorevolezza e il prestigio per legiferare così da corrispondere a quelle che sono le reali domande di cambiamento e di innovazione che vengono dal Paese, affrontando, nel contempo, le stringenti e ineludibili sfide, spesso darwinistiche, della mondialità dei mercati e quelle parimenti ineludibili, oltre di nobile senso umano, di una società sempre interetnica e multiculturale come quella italiana, al pari di tante altre società europee e occidentali. Tra l’altro, non si può dimenticare, anzi è giusto ed opportuno mettere in vivida evidenza, che la riforma costituzionale recepisce un’elaborazione politico-giuridica che ha i suoi maggiori rappresentanti in grandi personalità come Nilde Iotti e nei protagonisti della stagione dell’Ulivo.

È questo, in sostanza, il senso dell’intervento che l’onorevole Pina Picierno, eurodeputata del Partito democratico, ha tenuto questa sera al Centro sociale “Samantha Della Porta” di Avellino nell’ambito del suo tour elettorale in cui si sta davvero prodigando con intelligenza e passione perché il 4 dicembre prossimo sia davvero un “giorno fiorito” per le sorti della democrazia in Italia.

Ad invitare l’on. Picierno è stato il circolo degli “Amici di “Fondazione Sudd di Avellino”, emanazione irpina della fondazione napoletana di Bassolino. Ed infatti l’incontro-dibattito con Pina Picierno è stato coordinato e introdotto da Aldo D’Andrea, presidente del circolo avellinese di “Fondazione Sudd”.

D’Andrea, nel suo intervento, non ha mancato di sottolineare come l’on. Picierno “rappresenti la figura intellettuale, politica e morale più nuova, convincente e prestigiosa del Pd campano, che purtroppo, unitamente a quello irpino, tutto è tranne che una forza politica che susciti simpatia e fiducia nella pubblica opinione”. A far sì che quella di Avellino fosse una interessante riflessione a più voci a favore del Sì al referendum hanno contribuito, prima delle conclusioni della Picierno, oltre a quello di D’Andrea, gli interventi di Michelina Porcaro, segretaria della sezione del Pd di Pietrastornina, Paolo De Piano, consigliere comunale di Solofra, e due esponenti della società civile e imprenditoriale irpina come Luigi Teneriello di Prata Principato Ultra e Aniello Nicolino di Contrada.

Nel suo intervento l’on. Picierno ha ricostruito il complesso iter parlamentare della riforma: basti dire che essa dovuto superare lo scoglio di ben 67mila emendamenti, per lo più ostruzionistici. L’ostruzionismo, unitamente alla volontà di sopravvivenza del vecchio e dell’Italia peggiore, si perpetua ora in quella sorta di Armata Brancaleone che il è cosiddetto fronte del «No», in cui sono prevalenti la destra leghista e i grillini, uniti solo dall’odio anti Renzi, e dalla voglia matta di farne cadere il governo e, più ancora, dallo smodato desiderio di perpetuare i privilegi di una casta politica fallimentare, e spesso opaca, che è la vera palla di piombo che impedisce lo sviluppo socio-economico e civile dell’Italia e del Mezzogiorno.

Ed infatti - ha giustamente notato Picierno - se costoro vincessero, di una riforma che riformi il bicameralismo perfetto o che dia agli italiani, per fare un esempio significativo, la possibilità di usufruire di una sistema sanitario avanzato ed unico in egual misura ai cittadini italiani non se ne parlerebbe per decenni e decenni. A tal proposito, basta ricordare che è dagli anni Ottanta che si parla di riformare la Costituzione, ma fino ad oggi i tentativi sono andati a vuoto.

Prima del convegno, discorrendo con i giornalisti, l’eurodeputata casertana ha notato opportunamente che, nella sua campagna elettorale contro la riforma, Caldoro, ex presidente di centrodestra della Regione Campania, non dimostra di avere titoli per parlare  a nome del Sud, dopo il fallimento della sua esperienza di governo della nostra regione.

“Quanto all’opposizione di De Mita, poi, ha aggiunto Picierno, essa appare ormai del tutto sorpassata, priva di argomenti e, quel che è peggio, in stridente contraddizione con quello che ha detto chi, come lui, fin dagli anni Sessanta del secolo scorso, ha parlato di “Patto costituzionale” per riformare la Costituzione ed è stato presidente, negli anni Novanta, della bicamerale per la riforma della Costituzione.

 

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