AVELLINO – “Penso che la Campania sia importante ma che qui si misurerà un approccio gerarchico, burocratico, addirittura per usare le sue stesse parole, clientelare, contro un approccio costituzionale. Noi parliamo di Costituzione, lo facciamo in modo assolutamente libero, senza grandi organizzazioni dietro le spalle ma con la fiducia dei cittadini che vengono a partecipare con noi. Questo è lo spirito con cui si approccia un referendum costituzionale, non è materia di scambio, non è materia di potere, non è una ragione per dire delle cose assurde come quelle che sono state dette”.
È quanto dichiara dinanzi a taccuini e microfoni, richiesto di un commento sulle dichiarazioni del governatore della Campania De Luca, il segretario nazionale di Possibile, Pippo Civati, questa sera ad Avellino per spiegare le ragioni del No nel corso dell’incontro svoltosi nella sala blu dell’ex carcere borbonico nell’ambito del tour ricostituente. Tra gli intervenuti il parlamentare di Sinistra Italiana Giancarlo Giordano, la giornalista e scrittrice Francesca Fornario e Ida Iasi, del comitato Anna Lindh di Possibile Avellino.
Un giudizio sullo schieramento della sinistra: “Mi pare che votino alcuni sì, alcuni no in perfetta linea con una certa coerenza, quindi penso che faranno un altro governo Renzi o un governo Franceschini se vince il No. Saremo alle solite, nel senso che ci sarà la stessa maggioranza che c’è sempre stata, forse ci sarà un ricongiungimento familiare tra Berlusconi e Verdini perché Berlusconi dirà: è Natale, sono tutti più buoni perché mi lasciate all’opposizione, per il resto non cambierà nulla. Tutta questa drammatizzazione servirà solo a Renzi come gioco per affermare se stesso, la propria leadership ed inevitabilmente, se le cose dovessero andargli male, anche per avere un colpo, però chi è causa del suo mal…”.
Una campagna elettorale che non sempre è entrata nel merito del referendum: “Non c’è nessun motivo per riversare sulla Costituzione dei risentimenti o delle contrapposizioni che riguardano l’agone politico. Sono le elezioni politiche quelle in cui ci si confronta con una programma di governo, con una leadership, la Costituzione dovrebbe essere un’altra disciplina, ma purtroppo il primo che ha derogato a questa regola è stato il premier”.




