www.giornalelirpinia.it

    07/09/2026

Comune: sì alle variazioni di bilancio, poi salta la seduta

E-mail Stampa PDF

b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica7_giunta_foti.jpgAVELLINO – Si è chiusa alle 20.50 con un arrivederci da parte del segretario generale Feola la seduta del Consiglio comunale anche questa sera sciolta anticipatamente per mancanza di numero legale. Non era ancora stato portato a termine l’appello, uno dei tanti che sono stati chiamati nel corso della riunione, che in molti fra i consiglieri presenti avevano già indossato il cappotto pronti ad abbandonare l’aula. Nella fretta di andare via Feola non ha neppure dato lettura dell’esito dell’appello indicando, come da regolamento, il numero dei presenti e degli assenti ma, come detto, si è limitato a lanciare un liberatorio rompete le righe.

Orami quella di mandare deserta la seduta dell’assise cittadina nel bel mezzo della discussione apparentemente senza una motivazione precisa che non sia figlia di tatticismi, di stanchezza o quant’altro, è diventata una prassi pressoché consolidata che, incredibilmente, è accettata ormai con una rassegnata assuefazione un po’ da tutti i gruppi politici. Risparmiamo, per ora, ai nostri lettori il resoconto dei cosiddetti fuori onda su cui pure si potrà tornare per meglio far capire in che clima si svolge il confronto politico nel corso dei lavori consiliari. E pensare che il dibattito si è interrotto su un argomento, quello della costituzione dell’Area vasta, che costituisce un autentico cavallo di battaglia un po’ per tutti gli schieramenti se si considera che alla realizzazione dell’Area vasta è strettamente collegata la questione, non di poco conto, di accesso ai fondi europei. Non se l’è presa comunque più di tanto della mancata discussione l’assessore Iannaccone che aveva appena fatto in tempo a leggere il dispositivo della delibera su cui  avrebbe dovuto appunto pronunciarsi il Consiglio. Se ne riparlerà nella seduta di domani pomeriggio convocata in seconda convocazione.

Precedentemente, con 12 voti a favore, 4 contrari e 7 astenuti erano state approvate le due variazioni al bilancio proposte dall’assessore al ramo Maria Elena Iaverone. Vivace il botta e risposta tra la stessa Iaverone e il consigliere Giordano. Quest’ultimo, nell’annunciare il proprio voto negativo, ha precisato: “Non potete venire qui con questo atteggiamento da maestrini. Se ci sono cifre incerte che insistono sul bilancio – il riferimento è ai conti sul teatro – non potete propinarcele con questa sicumera. Voi dite che io faccio terrorismo? No, sono io ad essere terrorizzato da voi. Noi poniamo tematiche serie che voi continuate a scansare”. Riferendosi poi alle elezioni provinciali (di cui riferiamo in altro articolo) Giordano, dopo aver fatto gli auguri di buon lavoro ai consiglieri che siedono in Consiglio comunale (Festa e Ambrosone), ha dichiarato: “Resta un’amarezza: uno spettacolo in cui gli eletti sono eletti da eletti. Invece di abolire le Province abbiamo abolito gli elettori”.

Prima della trattazione degli argomenti all’ordine del giorno si sono svolte le interrogazioni: spazio alle questioni legate alle cooperative per i parcheggi e al teatro Gesualdo.

È andato deluso, dunque, chi pensava che il successo alle elezioni per il Consiglio provinciale, con l’elezione di cinque consiglieri del Pd su dodici, avesse consentito una navigazione più tranquilla anche all’amministrazione Foti (e sia Festa che Ambrosone – vale a dire i due candidati consiglieri comunali – sono stati eletti nel Parlamentino). In primo luogo è da registrare che non sono stati ancora formalmente sciolti i due gruppi autonomi sorti di recente in Consiglio comunale, quello che fa capo a Gianluca Festa (con Negrone e Genovese) e quello dei cosiddetti dameliani, con Salvatore Cucciniello, Medugno e Melillo.

Festa ha più volte dichiarato che avrebbe sciolto il suo gruppo consiliare (e del resto era questo il prezzo per la sua candidatura alle Provinciali), ma non lo ha ancora fatto: sembra che aspetti che analogo passo sia compiuto dai dameliani (e questo era il prezzo da pagare per l’ingresso in giunta di Gambardella, che fa capo, appunto, a Rosetta D’Amelio). I consiglieri che fanno riferimento al presidente del Consiglio regionale non solo non hanno sciolto il loro gruppo consiliare, ma addirittura, uscendo dall’aula, hanno determinato la mancanza di numero legale.

Altre crepe, peraltro, si sono evidenziate in seno alla maggioranza. Le due variazioni di bilancio (relative al riammagliamento di Piazza Libertà, alla riqualificazione di Quattrograne, al nuovo arredo urbano del Corso) approvate ieri sono passate, infatti, con l’astensione di Percopo e Matetich. Quest’ultima a dire il vero da un po’ di tempo – per comprensibili ragioni – non partecipa al voto quando si tratta di delibere relative all’Acs (e c’era anche questo nelle variazioni di bilancio). Ma la consigliera di Democratici per Avellino ha anche richiesto per l’ennesima volta che venga rispettato il progetto esecutivo di Piazza Libertà che prevede – come per legge – che una percentuale fissa dell’importo complessivo dei lavori sia destinato alla realizzazione di un’opera d’arte.

Domani sera si dovrebbe discutere del polo enologico (mozione presentata dal consigliere Russo) e dell’Area vasta: argomenti che richiederebbero un’atmosfera più tranquilla di quella registrata ieri sera (anche per la presenza fra il pubblico di una folta rappresentanza dei parcheggiatori che hanno fin qui gestito la sosta nelle aree chiuse e che ora rischiano di essere sostituiti dalle cooperative sociali iscritte nell’apposito albo regionale (tre in Irpinia e nessuna di Avellino).

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com