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    07/09/2026

Area vasta e polo enologico: la maggioranza si spacca, tutto rinviato

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica7_magg.jpgAVELLINO – Il Consiglio comunale di Avellino si è limitato all’approvazione di pochissime pratiche relative al contenzioso mentre sono rimaste inevase le due maggiori questioni all’ordine del giorno: la convenzione per l’Area vasta e la variante urbanistica per avviare il polo enologico a viale Italia. La presenza dei parcheggiatori, che verrebbero tagliati fuori dall’intenzione di procedere a nuove gare per l’affidamento da parte dell’amministrazione a cooperative sociali di tipo B, ha ritardato l’inizio dei lavori del Consiglio. Ma sono state soprattutto le assenze e i contrasti in seno alla maggioranza a suggerire il ritiro delle pratiche più importanti.

Il gruppo che fa capo a Gianluca Festa, in apertura, ha formalmente annunciato il proprio scioglimento e il rientro nel gruppo del Pd, ma Festa ha sottolineato che questo non significa il venire meno dell’atteggiamento critico nei confronti dell’attuale amministrazione. Festa ha ricordato il motivo all’origine del dissenso: “Perché nacquero i gruppi autonomi? Perché l’attuale primo cittadino disse: mi confronterò solo con i 9 consiglieri alla mia sinistra. Di fronte a quella posizione netta, prendemmo una decisione, una decisione coraggiosa, per rivendicare una posizione. Non c’era spazio politico per esprimere questo dissenso, per far finire questa agonia, questa disastrosa esperienza amministrativa, non a caso abbiamo votato contro il bilancio. Ma il leone è tornato e ruggirà più forte di prima. Però il partito ci ha chiesto un atto di responsabilità. Abbiamo avuto un colloquio a Roma con la segretaria Tartaglione sulla base di una possibilità di esprimere un dissenso. Le Provinciali sono state un’evoluzione”.

Ed a proposito di dissenso sull’Area vasta Festa ha sparato le sue bordate, sottolineando la mancanza di coinvolgimento non solo dei consiglieri, ma anche dei portatori di interessi: “La prima nota da fare è quella di un’aula deserta. Una questione così importante trattata in seconda convocazione e con numeri risicati. Come si fa a parlare ancora di maggioranza. Stiamo per approvare questo schema di convenzione, ma chi ha deciso che dovesse far parte di questa strategia. Sarà votato in 11 perché nessuno l’ha condiviso. Teniamo dentro Montoro perché ha 20mila abitanti. Che centriamo noi con la Valle de Dragone? Come metteremo le esigenze di Avellino con queste popolazioni? Non voteremo questo atto insieme agli altri miei amici. Non votiamo frettolosamente atti senza averne compreso l’utilità e la genesi. Non c’è nessun elemento utile alla città”.

Sul tema dell’Area vasta sono intervenuti Giancarlo Giordano per il gruppo Si può, Ida Grella per il Pd, Alberto Bilotta per l’Udc, Costantino Preziosi per La svolta inizia da te. Giordano: “Troppi 37 Comuni per poter poi far convergere finalità e strategie. Devo criticare il metodo: come fai le cose, poi condizioni quello che fai. C’è un impoverimento della partecipazione dal basso, dei portatori d’interesse. Sono due anni che cerco di capire qual è il vostro piano in materia urbanistica. Presumo che vogliate procedere per adeguamenti. L’urbanistica non è del Pd. L’urbanistica è della città, del pubblico. Facciamo marcire l’interesse pubblico per far prevalere quello privato. Non ci sto”.

Grella: “Penso che qualche consigliere di maggioranza debba pure intervenire su una vicenda come l’Area vasta. Bisogna cercare di capire che questa è un’occasione irrepetibile. Avere un gruppo di sindaci che hanno aderito e che riconoscono il Comune di Avellino quale Comune capofila è già un grande risultato. Non concordo con Giordano che ritiene questa aggregazione troppa numerosa. Rispetto ad un tema così importante dobbiamo trovare il modo di stare insieme. Siamo oggi ad un atto formale importantissimo. Sarebbe una follia ed un’offesa immaginare che l’Area vasta proceda su alcuni progetti ed il Piano strategico per Avellino sia discordante. Legato all’Area vasta c’è il destino non solo di Avellino ma di un’intera comunità”.

Bilotta: “Si tratta di un momento importantissimo per Avellino e per tutta la provincia.  Però contesto questo tipo di programmazione senz’anima. Vedo solo l’obiettivo di raggiungere una aggregazione demografica per ottenere i fondi, mi sarei aspettato delle linee guida che dessero un’identità a questo territorio. I servizi che devono essere organizzati per questo territorio sono cosa prioritaria”.

Preziosi: “Ero per un’Area vasta più stretta: Atripalda, Mercogliano, Monteforte, Aiello e Cesinali, più Prata e Pratola. Aldo Moro riuscì a distinguere la Puglia in tre settori. Mettere insieme sette Comuni è difficile, pensate 37. Bisogna portare in quest’aula il luogo della decisione. L’opposizione può dare un contributo, può essere un supporto”.

Di fronte agli attacchi che sono giunti anche dall’opposizione e soprattutto in considerazione che erano in bilico i numeri necessari per l’approvazione della convenzione, l’amministrazione ha ritirato la pratica dell’Area vasta: se ne parlerà nella seduta fissata per il 5 dicembre. Ha tuonato a questo punto Giordano: “È un gesto di debolezza politica. Quando si tratta di votare per la Provincia sono presenti in 21, quando ci sono le scelte strategiche non ci sono. Voi non avete i voti, non siete in 17 per votare questa convenzione. Capisco l’imbarazzo che avete con Festa ma dite la verità in quest’aula. Se avete un problema politico appena Festa mette piede nel vostro gruppo perché di Festa vi servono i voti, non possiamo stare una settimana sì, una settimana no dietro a questa barzelletta”.

Anche  i dameliani, per bocca della portavoce Medugno, hanno sciolto ufficialmente il loro gruppo rientrando in quello del Partito democratico. Più sfumato, rispetto a Festa, ma anche per loro resta un atteggiamento critico nei confronti delle scelte della giunta. In questo clima era facile immaginare che anche la variante urbanistica richiesta dalla Provincia per ottenere i finanziamenti necessari per il polo enologico difficilmente sarebbe passata. Tanto più che dall’opposizione Dino Preziosi ha fatto notare che esiste un contenzioso fra Provincia e Istituto agrario di fronte al Tar.

Ritirata anche questa pratica, è stato invece approvato all’unanimità il piano  B, vale a dire la mozione presentata dal consigliere Pd Russo che impegna il sindaco a intervenire nella vicenda, cercando tutte le possibili soluzioni perché non venga persa l’occasione di un’università del vino in città. In pratica al sindaco si chiede di mediare fra Istituto agrario e amministrazione provinciale.

Insomma, chi pensava che con l’ingresso in giunta dei dameliani (assessore Gambardella) e con la candidatura Festa nella lista Pd alle Provinciali la maggioranza avrebbe ritrovato i numeri necessari, almeno per il momento è rimasto deluso. Certo, se non si ritrova un minimo di coesione all’interno della maggioranza (e forse se i consiglieri non vengono coinvolti fino in fondo nelle scelte dell’amministrazione) è facile prevedere un cammino quanto mai tormentato e difficile per la giunta Foti.

Non sono mancati, nel corso della seduta, momenti di vivace confronto, per non dire veri e propri siparietti: il primo c’è stato tra il presidente dell’assemblea, Lino Pericolo, elogiato dal consigliere Preziosi per la bravura nella conduzione dei lavori, e il consigliere Poppa, richiamato più d’una volta nel corso dell’intervento di Bilotta (“Se non vuole ascoltare può uscire, non è necessaria la sua presenza, il numero legale si è abbassato”). Il secondo, più duro, di natura più politica, tra il consigliere Giordano e l’assessore Penna redarguito per avere usato l’espressione “certa sinistra”: “Sindaco, dove li andate prendendo – ha detto Giordano rvolto al primo cittadino –  da  adesso in poi la chiamerò assessore due per cento, come si permette lei di dire certa sinistra, di quale sinistra va parlando. Io non la conosco, ed in questo tempo in cui ha fatto l’assessore non l’ha conosciuto nessuno”.

 

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