www.giornalelirpinia.it

    06/09/2026

Dal Piano urbanistico all’Area vasta, Cagnardi ad Avellino per ricordare Di Nunno

E-mail Stampa PDF

Antonio Di NunnoAVELLINO – “Dal Piano urbanistico all'Area vasta. Avellino disegna il futuro” è il tema del convegno in programma il prossimo 13 gennaio ed organizzato dal nostro giornale in occasione del secondo anniversario della scomparsa di Antonio Di Nunno avvenuta il 3 gennaio dello scorso anno. A tracciare un ritratto dell’ex sindaco-giornalista sarà il professor Francesco Barra, ordinario di storia moderna presso l’Università di Salerno. Per L’Irpinia interverrà Antonio Gengaro. Subito dopo Generoso Picone, responsabile della redazione avellinese del Mattino intervisterà Augusto Cagnardi, progettista del Piano regolatore di Avellino, Ugo Tomasone, attuale assessore all’Urbanistica e Domenico De Maio,  assessore all’Urbanistica di Salerno. Nel corso del convegno sarà assegnato il premio «Franco D’Onofrio» agli architetti Lello Troncone, Massimo Russo e all’ingegnere Michele Candela.

Sarà l’occasione per un confronto a tutto campo su questioni importanti che vanno dall’Area vasta alle periferie. Quelle periferie che, giustamente, l’assessore Tomasone punta a riqualificare inserendo l’intervento in un programma troppo vasto e ambizioso per riuscire ad entusiasmare e a coinvolgere emotivamente, nascono già prima del terremoto quando, in dispregio ad uno dei principi fondamentali dell’urbanistica che prevede di economizzare l’uso del suolo, si decise di non recuperare i volumi residenziali e non tutti fatiscenti del centro antico ma di realizzarne di nuovi sulle colline circostanti.

All’epoca, percorrendo strade di recente realizzazione, si avevano nuovi scorci sulla parte antica della città che, pur non presentando emergenze architettoniche, si mostrava integra e gradevole almeno dal punto di vista panoramico. Sul sito degli avellinesi è apparsa tempo fa una serie di istantanee prese da quelle strade, lungo le quali già si aprivano i cantieri delle nuove residenze, quando si decise per quella scelta scellerata.

Ora, senza voler polemizzare su quella che fu la politica seguita un po’ in tutta Italia, in special modo in quella meridionale, vorrei soffermarmi sulle dichiarazioni di Antonio Gengaro che, invitato a commentare  l’intervista rilasciata da Tomasone,  pur ritenendo condivisibili gli indirizzi espressi, e non potrebbe essere il contrario, si è chiesto se questa maggioranza consiliare, che fin qui ha brillato per divisione e litigiosità, sia in grado di raggiungere l’obiettivo proposto dall’assessore. Quello che afferma Gengaro, dal punto di vista urbanistico, è molto più importante di quello che dice Tomasone. Se non si eliminano le divisioni ed i contrasti, che qui ad Avellino nella migliore delle ipotesi sono fini a se stessi, non si va da nessuna parte ed il problema, che già non si presenta di facile soluzione, si complica sempre di più.

Personalmente non penso che la soluzione la si possa trovare solo ed esclusivamente in una corretta pianificazione urbana. Per l’urbanistica, di solito, il cittadino è la costante che si tiene presente quando si dimensiona un piano, non è il fine. Poiché, da quello che si vede, appare evidente un disamore degli avellinesi  stessi nei confronti della città, si dovrebbe innanzitutto contrastare questa perdita di interesse attuando scelte che, ha ragione Gengaro, nascano da un dibattito con la città stessa e non siano imposte.

Alexander Mitscherlich  nel suo “Il feticcio urbano”, testo che dopo 50 anni è ancora di una attualità sconvolgente, ci ricorda che le “le grandi civiltà urbane furono create da collettività che imponevano spontaneamente un limite all’arbitrio dei singoli”.

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com