AVELLINO – Lunedì prossimo gli amministratori dei Comuni irpini e sanniti dovranno eleggere i 30 componenti del consiglio di distretto dell’Ente idrico campano. È un appuntamento di notevole importanza anche per il futuro dell’Ente idrico Alto Calore. I partiti di centrodestra e quelli di centrosinistra hanno tentato un’intesa istituzionale, capace di portare ad un’unica lista di candidati. Ma l’accordo non è stato raggiunto e così centrodestra e centrosinistra si presenteranno a questo appuntamento con due liste contrapposte. L’Udc di Ciriaco De Mita, cui fa da spalla il sindaco di Benevento Clemente Mastella, è schierato con il centrodestra, quindi in contrapposizione al Pd, come accade pure al Comune di Avellino e all’amministrazione provinciale, ma non alla Regione Campania, dove i consiglieri Udc sostengono il presidente De Luca.
Fibrillazioni, intanto, già si registrano all’interno del Pd. Il consigliere regionale di Scelta civica, Enzo Alaia, ha già preso le distanze dal partito di maggioranza relativa, perché il candidato di Scelta civica al consiglio di distretto, Buonfiglio, è stato candidato in una posizione non utile per la sua elezione. Pertanto Buonfiglio ha ritirato la sua candidatura e non è da escludere che, per lo stesso motivo, faccia lo stesso il consigliere comunale di Avellino, il lettiano Lorenzo Tornatore. Per il Comune capoluogo, infatti, oltre Tornatore sono stati candidati, ma in posizione utile per l’elezione, i consiglieri Russo, che fa riferimento all’ex senatore De Luca, e Medugno, dell’area che fa capo a Rosetta D’Amelio. A completare il quadro, a livello nazionale, Scelta civica, che appoggia il sindaco Foti al Comune capoluogo, è uscito dalla maggioranza e non ha votato il governo Gentiloni.
A complicare ulteriormente la situazione è il corteggiamento che alcune componenti del Pd fanno a Ciriaco De Mita. Questa potrebbe essere una linea discriminante di discussione all’ormai prossimo congresso del Pd irpino. Attualmente all’interno del partito di maggioranza emergono infatti una linea favorevole all’alleanza con De Mita, che finora è stata sostenuta soprattutto da Rosetta D’Amelio, ed una linea di chiusura, invece, sostenuta soprattutto dall’onorevole Famiglietti, nei confronti dell’ex parlamentare di Nusco.
Queste posizioni emergeranno con chiarezza al prossimo congresso provinciale del Pd, che tutti reclamano, ma che potrebbe anche spostarsi di alcuni mesi. Tutto è in relazione, naturalmente, alle vicende nazionali del partito e quindi del governo. Sembra, infatti, che Renzi intenda andare al congresso nazionale prima della primavera e, in questo caso, ancor prima dovrebbero essere celebrati i congressi provinciali. Ma la durata del governo, sulla quale nessuno è in grado di fare previsioni attendibili, finirà per determinare anche la data di celebrazione del congresso nazionale.
È, invece, facile prevedere che, in attesa del congresso, sarà il Consiglio comunale di Avellino il terreno di confronto e di scontro fra le varie anime del Pd. Tanto più che restano irrisolti sul tappeto alcune questioni che dividono la stessa maggioranza consiliare. Ci riferiamo in particolare ai nodi dell’ex Eliseo, per il quale non si decide ancora la forma di gestione e neppure si riesce a completare la procedura che consenta il definitivo passaggio di proprietà dalla Regione al Comune; ma ci riferiamo anche alla questione Teatro, che sembra un’opera infinita: è certo che c’è una situazione debitoria, ma ancora non si sa, neppure con buona approssimazione, a quanto ammonti il debito. E ci riferiamo, infine, agli indirizzi che il Consiglio comunale dovrà dare per l’adeguamento del Piano urbanistico comunale; e si sa che l’urbanistica è storicamente il terreno di scontro non solo fra maggioranza e opposizione, ma all’interno della stessa maggioranza.




