AVELLINO – “Sono le 20.38, sono presenti in aula 10 consiglieri, la seduta non è valida. Dichiaro sciolta la seduta, a tutti buonasera”: con queste parole del presidente del Consiglio comunale, Livio Petitto, si è conclusa così anzitempo, anche questa sera, la riunione dell’assise cittadina convocata per proseguire, in seconda convocazione, i lavori sospesi ieri per mancanza del numero legale. Ad originare l’ennesimo squagliamento l’ultimo argomento all’ordine del giorno, il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio, che ha creato l’ennesima frattura tra maggioranza ed opposizioni.
Un rituale, quello di mandare sciolta la riunione del Consiglio, che è ormai diventato una costante e per certi versi una caratteristica di questa consiliatura con i vari schieramenti pronti a rinfacciarsi a vicenda le responsabilità di questo stato di cose. Sta di fatto – e senza andare lontano nel tempo lo si è visto anche ieri quando si sarebbe dovuto discutere dell’Area vasta – che le risposte ai problemi della città vengono continuamente rinviate.
Breve la cronaca dei lavori di una seduta che si è vivacizzata sulla questione dei rifiuti. All’unanimità è passata la mozione presentata dalla consigliera Barbara Matetich, che da tempo cercava di spiegare all’amministrazione comunale che in occasione di visite guidate ed eventi culturali non possono essere utilizzati sedicenti esperti, ma solo guide turistiche professionali, iscritte negli appositi albi regionali. La mozione è passata, resta da vedere se il Comune provvederà ad effettuare da ora in poi gli opportuni controlli.
La bagarre è scoppiata, invece, sulla questione dello Stir di Pianodardine, che la Regione si propone di ampliare. I consiglieri di sinistra italiana hanno presentato un ordine del giorno, con il quale si impegna l’amministrazione comunale ad opporsi ad ogni proposta di ampliamento. Enza Ambrosone, dai banchi della maggioranza, ha fatto notare che analoga mozione era stata approvata due anni fa. Ma la consigliera Arace ha insistito: i tempi sono cambiati ed occorre che il Comune di Avellino dica con chiarezza se sta con gli abitanti della zona o con il governatore De Luca. Alla fine il Pd ha respinto la proposta, che ha avuto il voto favorevole anche dei consiglieri di maggioranza Miro e Matetich, mentre i cosiddetti dameliani abbandonavano l’aula al momento del voto. Alla votazione non ha partecipato il sindaco Foti che è uscito dall’aula dopo un vivace scambio di battute con lo stesso capogruppo del Pd, Giacobbe.




