AVELLINO – Come era prevedibile è stata la tragedia del Mercatone il giorno dell’Epifania con la morte per assideramento di Angelo Lanzaro, un senza tetto originario del Napoletano, a tenere banco ad inizio dei lavori del Consiglio comunale di questo pomeriggio, ancora in corso mentre scriviamo, che ha all’ordine del giorno l’informativa del consulente Pino Terracciano relativa all’indagine amministrativa contabile sull’Istituzione Teatro Gesualdo. Osservato, in apertura di seduta, un minuto di raccoglimento in ricordo del giurista Michele Sandulli recentemente scomparso.
Sollecitata a dare una spiegazione sui fatti del Mercatone l’assessora alle Politiche sociali Teresa Mele si è limitata a dire che è in corso una verifica e che il sindaco ha avviato una indagine amministrativa. Risposta che non ha soddisfatto la minoranza che ha manifestato il proprio dissenso circa l’atteggiamento assunto dall’amministrazione in questa triste vicenda attraverso gli interventi dei consiglieri Arace (“si affronta la questione in maniera cinica”), Bilotta (“mi ha lasciato sconcertato l’arida e fritta comunicazione dell’assessore”), Spiezia (“Lei ha una faccia tosta a stare qui, io mi sarei dimessa. Le politiche sociali sono un’altra cosa ed in questa città non funzionano”), Giordano (“Come si fa a venire qui e non intervenire e ad aprire un dibattito su di un argomento del genere. Parlare di burocrazia rispetto ai senza tetto è come parlare di suoni ad un sordo”).
Si è passati quindi alla trattazione della questione teatro. Dopo un breve intervento della dirigente Cortese e del segretario generale Feola nella sua qualità di commissario ha preso la parola il sindaco Foti che ha letto in aula una propria relazione ringraziando quanti hanno lavorato per districare una matassa ingarbugliata di fatture, reversali, libri cassa non sempre facilmente rinvenibili e sottolineando come nessun aiuto per la ricerca di questa mole di documenti sia venuto dalla struttura che ha amministrato il Gesualdo.
“Dalla ricostruzione dei documenti esaminati – ha detto il primo cittadino – sono emerse gravi irregolarità contabili e gestionali reiteratesi nel tempo che il dott. Terracciano vi potrà descrivere con maggiore cognizione di causa, ma voglio ricordare anche a me stesso solo alcune delle lacune amministrative/contabili/finanziarie rilevate dal consulente: l’irreperibilità degli atti obbligatori per legge stabiliti dal Tuel per la formazione di entrate e spese con relativa menzione nei titoli di riscossione e pagamento e/o l’impossibilità di ottenerli presso terzi; la tenuta di una contabilità informatizzata ma indisponibile all’uso; la mancata tenuta di registri obbligatori quali il giornale di cassa entrata ed uscita per il triennio 2013/2015 e l’impossibilità di effettuare un riaccertamento generale dei residui in quanto dalla verifica effettuata sulla contabilità tenuta nelle precedenti annualità non risultano registrati accertamenti ed impegni sulla base della normativa prescritta dal Tuel. Gravi le criticità riscontrate sia per quanto concerne le certificazioni obbligatorie per legge, sia per quanto riguarda le dotazioni tecniche e strumentali necessarie alle attività di spettacolo. Ma soprattutto gravi sono le conseguenze delle modalità gestionali e contabili sin qui operate”.
In aggiornamento…
Aggiornamento del 16 gennaio 2017, ore 20.50 – Seduta monotematica, dunque, quella del Consiglio comunale di questa sera, conclusasi poco dopo le 20.30, per discutere della situazione venutasi a determinare in seno al teatro Gesualdo. Più volte rinviata per la mancanza di dati rilevanti, forse questa sera è stata fatta un po’ più di chiarezza, ma alla fine nemmeno poi tanta.
Dopo la relazione del sindaco la parola è passata al consulente, Pino Terracciano, che ha esposto la situazione non ancora chiarita completamente e ha risposto alle domande dei consiglieri su singoli aspetti della questione. Alcuni dati sono venuti fuori, innanzitutto che manca un regolamento di contabilità dell’Istituzione teatro. In secondo luogo sembra accertato in 510mila euro il credito complessivo che il Teatro vanta nei confronti della Regione e che consentirebbe, insieme alle cifre già stanziate dal Comune, di chiudere senza ulteriori aggravi il bilancio di previsione 2016. Mancano ancora delle “carte” che sono state più volte sollecitate alla banca tesoriera per chiudere il consuntivo 2015. Il commissario ha chiarito più volte che non spetta a lui stabilire le responsabilità né dare indicazioni politiche. E questa resta, appunto, una pagina ancora vuota che l’amministrazione Foti farebbe bene a riempire.
Terracciano ha anche spiegato a chiare lettere che se a gestire il Teatro fosse stato un privato, sulla gestione non vi sarebbe nulla da ridire; ma il Teatro era ed è un’istituzione pubblica e perciò andavano seguite le procedure di contabilità pubblica. Insomma negli ultimi anni la gestione del “Gesualdo” sarebbe stata fuori dalle righe ed è il caso di dire “fuori controllo”, visto che neppure i controllori hanno fin qui eccepito nulla.
Per il passato, quindi, il quadro si va chiarendo, ma per il futuro? Sembra farsi strada l’idea di mutare il modello di gestione, passando dall’istituzione Teatro ad una fondazione. Ma, scendendo nel particolare, alcuni vorrebbero una fondazione che si occupi solo del Teatro, altri una fondazione che si occupi anche degli altri luoghi della cultura di competenza comunale, come la Casa della cultura cinematografica Marino-D’Onofrio e la Casina del principe. E nel frattempo? Finora il regime commissariale ha assicurato, con l’apporto del Teatro pubblico campano, solo la stagione teatrale: e il Teatro per le scuole, le scuole di danza, il coro del Teatro, la stagione estiva all’aperto?
Domani mattina, a partire dalle 9.00, nuova seduta dell’assise cittadina con il question time.




