AVELLINO – Sono ormai ufficiali i dati delle primarie del Pd. A livello nazionale Renzi vince con il 70 per cento dei voti, mentre ad Orlando va il 19.5 per cento e ad Emiliano il 10.5. Di poco diverse le percentuali in Irpinia, dove più marcato è il successo di Renzi, con circa il 75 per cento dei voti, mentre Orlando deve accontentarsi del 17 per cento ed Emiliano dell’8 per cento.
I delegati eletti ad Avellino sono, per la lista Renzi, l’ex senatore Enzo De Luca, la presidente del Consiglio regionale, Rosetta D’Amelio, il vice sindaco di Aiello, Sebastiano Gaeta e i due dirigenti di partito, Iovino e Chiara Maffei; per la lista Orlando, un solo eletto, l’avvocato Iacobelli, mentre non ottiene neanche un delegato la lista Emiliano.
Qualche considerazione a margine del voto. Netto è stato il calo dei votanti rispetto alle primarie del 2013: un milione quasi di elettori in meno a livello nazionale e circa seimila in meno a livello provinciale. Tuttavia, rispetto alle previsioni della vigilia, i quasi due milioni che si sono recati ai gazebo rappresentano un buon risultato, sia in considerazione della recente scissione di Bersani e D’Alema sia tenendo conto della costante e progressiva “disaffezione” degli italiani rispetto al sistema dei partiti politici.
Più significativo, da questo punto di vista, il dato dell’affluenza della città di Avellino. I votanti sono stati poco meno di 1400 rispetto ai circa duemila tesserati del capoluogo. Se si tiene conto che hanno votato anche alcune centinaia di non iscritti, alla fine il 50 per cento dei tesserati al Pd in città non ha votato. Forse non ha torto chi ritiene che il tesseramento in città sia stato “gonfiato” con amici e parenti, ma non con autentici militanti. Piccola sorpresa, infine, sempre in città è rappresentata dal sorpasso, sia pure per poche decine di voti, della lista Emiliano rispetto alla lista Orlando.




