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    06/09/2026

Teatro e bilancio, le opposizioni all’attacco di Foti

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Da sx: Francesca Di Iorio, Giancarlo Giordano e Costantino PreziosiAVELLINO – “La maggioranza rinnega se stessa. È la stessa maggioranza che ha votato, con la stessa delibera con cui ha liquidato l’istituzione teatro, l’obbligo per il sindaco di nominare un membro con nomina sindacale, però gli altri due spettavano al Consiglio comunale. Questa procedura non è stata rispettata, così come non è stato rispettato l’articolo 22 dello statuto, così come non è stato rispettato l’articolo 12 del regolamento consiliare. Allora, noi in questo momento non è che contestiamo le nomine, le possono rifare quelle nomine, contestiamo il fatto che l’amministrazione, di fronte ad una vicenda grave, gravissima come quella del teatro, non riesce nemmeno a seguire le procedure e gli indirizzi che si è auto-data. Allora di fronte a questo pressappochismo noi non possiamo tacere, dobbiamo denunciarlo, soprattutto perché vengono lesi i diritti del Consiglio comunale, i diritti delle minoranze, e viene ulteriormente aggravata una vicenda che ha visto proprio nella confusione dell’attuazione delle procedure una delle cause che ha portato alla situazione gravissima in cui versa il teatro Gesualdo”.

Così Giancarlo Giordano, consigliere comunale del gruppo Si può, nel corso dell’annunciata conferenza stampa dei gruppi consiliari di opposizione svoltasi questa mattina presso la sede di via Dante di Sinistra italiana cui hanno preso parte anche la consigliera Francesca Di Iorio, sempre di Si può, e Costantino Preziosi di La svolta inizia da te.

Nel mirino anche i conti in rosso del bilancio di previsione: “Sui conti di nuovo in rosso – spiega Giordano – siamo alle solite barzellette: si viene in Consiglio comunale non più di due settimane fa a dir che va tutto bene, bilancio politico, sorrisone dell’assessore Iaverone che ha salvato la città, il sindaco che ci fa la storiella di aver trovato i conti pessimi, due settimane dopo si ritrovano di nuovo con l’ente strutturalmente deficitario e con tutte le conseguenze del caso. Io lo voglio dire con chiarezza: non gli credo, loro lo sapevano già, solo che per avere i voti in Consiglio comunale di una maggioranza che, come sapete, negli ultimi due anni, ha votato in 11 bilanci che hanno portato a questa conseguenze, per avere quel voto hanno, secondo me, raccontato una mezza verità. Allora, venissero in Consiglio comunale innanzi tutto a chiedere scusa, perché quella è un’Aula che va rispettata, rappresenta il voto dei cittadini, e poi noi dobbiamo solo aspettare con pazienza che scada il mandato per vedere se questa città ha finalmente voglia di cambiare o meno. Io spero proprio di sì anche perché questi ultimi anni sono stati talmente devastanti da non lasciare alibi a nessuno: né a noi che facciamo politica né agli elettori che scelgono i propri rappresentanti”.

Bilancio e teatro anche al centro dell’analisi di Preziosi: “Noi avevamo visto bene già nel 2013 tanto è vero che tutto ciò sta determinando quello che voi state seguendo rispetto alla attività di organi diversi da quello comunale, e c’avevamo visto bene anche nel 2015 quando, alle fine del 2015, il sottoscritto chiese in autotutela l’annullamento di una determina dirigenziale che accertava 7 mln e 238mila euro di ingiunzioni fiscali portate dalla società gestrice dei servizi. Alla fine non si sono trovati quei soldi ed hanno avuto problemi sia con i residui attivi sia per quanto riguarda la mancanza di fondi per la copertura. Questa per quanto riguarda la parte tecnica. Sul piano politico sono venuti in Consiglio a spiegare che andava tutto bene madama la marchesa e mi è dispiaciuto che anche le ultime pregiudiziali le avevamo azzeccate rispetto alle quali s’è presa in giro la città dicendo che s’è tirato il Comune fuori dalle secche. Così non è, e se non si arriva ad un piano di rientro che venga fatto sotto il controllo stretto della Corte dei conti – perché chi non ha nulla da temere lo può fare – il Comune in realtà non si salverà mai. Né possono essere lasciati bocconi amari per chi viene dopo questa vicenda”.

“La stessa cosa – spiega ancora Preziosi – dicasi per quanto riguarda il problema del comitato di gestione del teatro perché loro hanno fatto una delibera di giunta con la quale hanno detto che due nomi venivano indicati dal Consiglio comunale e uno dal sindaco, cosa che non è avvenuta e noi come opposizione non abbiamo voluto dare i nomi proprio perché erano state violate le regole votate dal Consiglio comunale. Sono cose di una gravità estrema. Peraltro andare a nominare un comitato di gestione senza attribuire regole questo significa proprio essere scellerati

 

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