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    20/08/2017

Il Pd non si presenta in Aula, salta di nuovo il Consiglio

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica6_aula_cons.jpgAVELLINO – Ennesima seduta del Consiglio comunale, quella di questa sera, andata deserta per mancanza di numero legale. Solo 15 i consiglieri presenti in Aula al momento dell’appello (quelli di minoranza al completo più Festa, Grella, Poppa, Melillo, Matetich e Miro per la maggioranza) con addirittura il capogruppo del Pd Geppino Giacobbe e il vicepresidente della commissione Cultura Mario Cucciniello avvistati mentre si allontanavano proprio poco prima della conta da parte del segretario generale. Di rendiconto della gestione 2016, piano di zona, politiche abitative si dovrebbe parlare domani, in seconda convocazione, con inizio alle 17.30.

Saltano, dunque, le dichiarazioni del sindaco Paolo Foti che avrebbe dovuto spiegare alla città le motivazioni alla base della sua volontà di volersi dimettere così come annunciato nella seduta del 10 luglio scorso, salvo poi a ripensarci sia per le pressioni giunte direttamente da Roma sia per il chiarimento all’interno del gruppo Pd. Chiarimento che, in considerazione di quanto verificatosi anche questa sera, non ha sortito alcun effetto positivo. Salta, infatti, anche l’esordio del nuovo direttorio che è stato nominato per gestire l’ufficio di capogruppo e che è composto da ben quattro persone, vale dire Giacobbe, Grella, Ambrosone e Salvatore Cucciniello che dovrebbero dettare la linea del Pd nell’assise cittadina in questo fine consiliatura.

Critica, molto critica naturalmente l’opposizione per quanto verificatosi questa sera. Costantino Preziosi di La svolta inizia da te: “La cosa grave è che la città si aspettava le dichiarazioni del sindaco. Ancora più grave che alcuni consiglieri della maggioranza sono prima entrati in aula, poi hanno visto che l’opposizione era tutta presente sono usciti per non far celebrare il Consiglio comunale. La cosa che mi spaventa ancora di più è che queste persone della città non se ne fregano assolutamente niente. Stasera si sarebbe potuto parlare da un punto di vista serio di un bilancio che secondo me presenta notevoli ed immense criticità, come dimostreremo. Ma venire in Consiglio comunale per poi approvare domani sera con 11 persone – l’altra volta hanno approvato con sette persone il regolamento delle partecipate – è un’offesa, uno schiaffo a chi li ha votati. Questo la società lo deve sapere perché il voto di gratitudine deve finire, non serve più: serve un voto per cambiare le cose, ma soprattutto per estirpare un cancro che dura da decine e decine di anni”.

Giancarlo Giordano, Si può: “Ho visto i consiglieri di maggioranza fuggire per essere certi che non si raggiungesse il numero legale pur mantenuto da noi, come al solito. Noi lo volevamo mantenere perché il sindaco ci deve qualche spiegazione sulla ennesima figuraccia che ha fatto facendo finta di dimettersi: ci deve qualche spiegazione sul teatro, sul bando parcheggi, su quello che sta accadendo sui servizi sociali, vale a dire su una serie di cose che interessano la vita quotidiana dei cittadini”.

 

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