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    21/09/2019

Sibilia contro il riordino delle Province: « È un provvedimento devastante, mortificato tutto un territorio »

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Il presidente della Provincia di Avellino Cosimo SibiliaAVELLINO – Fioccano le reazioni del mondo politico ed economico al decreto-legge varato oggi dal Consiglio dei ministri sul riordino delle Province e sull’istituzione delle città metropolitane. Come è ormai noto, il nuovo provvedimento governativo prevede la riduzione delle Province a statuto ordinario da 86 a 51, l’eliminazione delle giunte in carica a partire dal prossimo mese di gennaio (saranno delegati dal presidente per l’esercizio delle funzioni non più di tre consiglieri provinciali), l’operatività delle città metropolitane dal gennaio del 2014. In questo quadro Avellino sarà accorpata a Benevento e perderà la condizione di capoluogo. Questa, in rapida sintesi, il senso del dl del governo Monti.

Severo il giudizio del presidente della Provincia di Avellino, Cosimo Sibilia: “E’ un provvedimento devastante. Altro che risparmi, in questo modo si creano solo problemi. Non solo. Alla Provincia di Avellino, inoltre, è stato confermato il taglio di cinque milioni e mezzo di euro sul bilancio corrente, con conseguenze notevoli sull’erogazione dei servizi. Per l’Irpinia anche il rischio di perdere il capoluogo, nonostante la Provincia rispetti tutti i parametri imposti dalla legge. Questo governo peggio non poteva fare. Ribadisco quanto affermato nei giorni scorsi: siamo ai limiti del colpo di Stato. Ci facciano capire a quanto ammonta il vantaggio economico per le casse dello Stato da questi provvedimenti che sono solo di facciata e servono solo ad aver dimostrato di aver fatto qualcosa. Gli sprechi sono altrove, ma si fa finta di non vedere. Il territorio è mortificato. La gente chiede risposte serie e concrete. Continuerò ad oppormi in tutte le sedi. A cominciare dal Senato, dove nei mesi scorsi ho già votato contro la spending review. Spero che prevalga il buon senso anche da parte di altri colleghi e ci sia unità d’intenti contro questo colpo di mano. Serve subito un fronte comune. Qui si rischia il futuro di un territorio, non dell’una o dell’altra parte politica”.

Sul tema del riordino è intervenuto anche il presidente del Consiglio provinciale, Vincenzo Alaia: “Credo che il presidente della Provincia,  Cosimo Sibilia, abbia compiuto un gesto esemplare, espressione di coerenza e profondo senso del dovere: si è comportato come un vero uomo delle istituzioni, assumendosi fino in fondo il carico delle sue responsabilità e facendo scelte necessarie, che antepongono l’interesse della comunità a quello strettamente individuale. Oggi la Provincia è ancora un punto di riferimento essenziale, un anello di congiunzione nodale, che si raffronta e funge da collante con enti e amministratori locali: il presidente Sibilia – a più riprese – si è distinto come autorevole rappresentante di un’Irpinia che vuole emergere dalla marginalità in cui troppo spesso è relegata da politiche poco attente al territorio. La scelta di rimanere alla guida di Palazzo Caracciolo contribuirà a dare stabilità e nuovo slancio amministrativo all’ente. E consentirà anche di rimodulare  un piano programmatico, che sia  adeguato alle mutate esigenze: una prima conferenza dei capigruppo si è svolta lunedì e la prossima è convocata per il 7 novembre. Sul tavolo la questione Osa, Irpiniambiente e  la questione rifiuti, i tagli al bilancio della spending review  e  altri punti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio provinciale”.

Questo, invece, il commento di Pasquale Giuditta, sindaco di Summonte: "Il Governo ha voluto accelerare i tempi sul riordino delle Province ma non credo che sia questo il modo per raggiungere efficienza ed economicità. Avrebbe dovuto porre l'attenzione su altri fronti, fare analisi diverse. Mi spiace che fino ad ora non si sia aperto un dialogo costruttivo su questa questione. In ogni caso la decisione di accorpare la Provincia di Avellino con quella di Benevento penso debba rappresentare un elemento positivo in quanto si tratta di due forze che si mettono insieme.  Avellino perderà il capoluogo in quanto negli ultimi trent'anni ha accumulato dei ritardi. Non è certo una questione numerica, ma la nostra città non è stata protagonista, non ha guidato il processo. Avrebbe dovuto guardare con maggiore attenzione l'hinterland, del resto Avellino avrebbe dovuto sfruttare, come punto di forza, il fatto che è una periferia di Napoli. Avrebbe dovuto negli anni riuscire a costruire una posizione da leader. Ma così non è stato. Obiettivamente credo che Benevento sia cresciuta molto in questi anni come realtà. Ma, viste le decisioni del Governo centrale, credo sia opportuno che Avellino e Benevento insieme siano protagoniste per la Campania e lavorino per essere protagoniste del Sud Italia vincendo quei conflitti interni e quelle inutili difese d'ufficio".

Questa la nuova mappa delle Province secondo il riordino previsto dal decreto. Piemonte: da 8 (Torino, Cuneo, Alessandria, Vercelli, Asti, Biella, Verbano-Cusio, Novara) a 5 (città metropolitana di Torino, Cuneo, Alessandria-Asti, Biella-Vercelli, Verbano Cusio Ossola-Novara). Lombardia: da 12 (Milano, Brescia, Bergamo, Pavia, Lodi, Cremona, Lecco, Monza-Brianza, Varese, Como, Mantova, Sondrio) a 7 (città metropolitana di Milano-Monza, Brescia, Bergamo, Pavia, Lodi-Mantova-Cremona, Como-Varese-Lecco, Sondrio). Veneto: da 7 (Venezia, Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Treviso, Belluno) a 5 (città metropolitana di Venezia, Padova-Treviso, Verona-Rovigo, Vicenza, Belluno). Liguria: da 4 (Genova, La Spezia, Imperia, Savona) a (città metropolitana di Genova, La Spezia, Imperia-Savona). Emilia-Romagna: da 9 (Bologna, Parma, Modena, Ferrara, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Forlì Cesena, Ravenna) a 5 (città metropolitana di Bologna, Parma-Piacenza, Reggio Emilia-Modena, Ferrara, Ravenna-Forlì Cesena-Rimini). Toscana: da 10 (Firenze, Grosseto, Siena, Arezzo, Pisa, Livorno, Massa Carrara, Lucca, Pistoia, Prato) a 4 (città metropolitana di Firenze-Prato-Pistoia, Siena-Grosseto, Arezzo, Pisa-Livorno-Massa-Lucca). Umbria: da 2 (Perugia, Terni) a 1 (Perugia-Terni). Marche: da 5 (Ancona, Pesaro Urbino, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo) a 3 (Ancona, Pesaro Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno). Lazio: da 5 (Roma, Frosinone, Rieti, Viterbo, Latina) a 3 (città metropolitana di Roma, Rieti-Viterbo, Frosinone-Latina). Abruzzo: da 4 (L'Aquila, Chieti, Pescara, Teramo) a 2 (L'Aquila-Teramo, Pescara-Chieti). Molise: da 2 (Campobasso, Isernia) a 1 (Campobasso-Isernia). Campania: da 5 (Napoli, Salerno, Caserta, Avellino, Benevento) a 4 (città metropolitana di Napoli, Salerno, Caserta, Avellino-Benevento). Basilicata: da 2 (Potenza, Matera) a 1 (Potenza-Matera). Puglia: da 6 (Bari, Foggia, Lecce, Brindisi, Taranto, Barletta Andria Trani) a 4 (città metropolitana di Bari, Foggia-Barletta Andria Trani, Lecce, Brindisi-Taranto). Calabria: da 5 (Cosenza, Reggio Calabria, Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone) a 3 (città metropolitana di Reggio Calabria, Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo).

 

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