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    20/09/2019

Avellino capoluogo: si mobilita il popolo di Facebook. Giuditta bacchetta Viespoli e Mastella

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La torre dell'orologioAVELLINO – Il popolo di facebook si mobilita per Avellino capoluogo, ma non solo. Dopo la manifestazione in Piazza Libertà, con il presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, e poche decine di cittadini, stavolta sembra che si prepari una contestazione più affollata, che si svolgerà martedì prossimo, con inizio alle 9.30, da via Pescatori con il seguente slogan “Scendi in piazza anche tu per difendere la nostra dignità di cittadini avellinesi”.

Sono ormai centinaia e centinaia gli irpini che sul web protestano per l'assurda decisione di inglobare nella provincia di Avellino il Sannio, con capoluogo di provincia, però, a Benevento. Molto gettonato dalla rete è il logo con la scritta Avellino (BN). Come pure ha avuto un certo consenso l’immagine di quel cartello posto all’ingresso della città con la scritta Avellino, città debeneventizzata (mutuata dal famoso giornale satirico Il vernacoliere che, a proposito della rivalità tra Pisa e Livorno, sentenziò qualche anno fa: Livorno, città depisanizzata). L'arma dell'ironia, insomma, è finora il migliore antidoto verso l'incomprensibile decisione presa nell'ultimo Consiglio dei ministri.

Bisogna però dire che sul web le reazioni sono nel complesso molto composte e da alcuni non è vista proprio come ipotesi completamente negativa la fusione fra irpini e sanniti. Piuttosto gli strali degli internauti si rivolgono contro i politici locali ai quali viene addebitata la colpa del declassamento di Avellino capoluogo. Prima che a "scippare" il ruolo di capoluogo ad Avellino ci pensasse il governo Monti, avevano già provveduto nei fatti politici ed amministratori irpini. Insomma le recenti decisioni dell'esecutivo nazionale hanno se non altro il pregio di focalizzare il dibattito sul ruolo di capoluogo che la città di Avellino ha progressivamente perso in questi anni.

Noi non sappiamo se e quando questo riordino delle Province andrà in porto: sono ancora molti, infatti, i passaggi da superare. Ma a prescindere da quello che potrà accadere, è opportuna da subito una franca e diffusa discussione (e sulla piazza di internet è già cominciata) sulle caratteristiche che deve avere un capoluogo per essere riferimento del territorio provinciale e che non possono certo ridursi ad una serie di uffici e di mansioni burocratiche.

Intanto, sempre sul riordino delle Province, continuano le reazioni del mondo politico ed economico. Ad intervenire, ancora una volta, dopo la nota di ieri, è l’ex parlamentare dei Popolari-Udeur, Pasquale Giuditta, attuale sindaco di Summonte, che s’inserisce nella polemica, apparsa su alcuni quotidiani, tra il senatore Viespoli e l’europarlamentare Mastella, entrambi di Benevento, sulla paternità dell’emendamento, o per meglio dire della “furbata”, che ha portato con il decreto governativo all’accorpamento di Avellino e Benevento e alla perdita dello status di capoluogo da parte di Avellino.

“Bisogna ragionare – dichiara Giuditta che, lo ricordiamo, è cognato di Clemente Mastella – in termini di esclusivo interesse della collettività, senza cercare necessariamente la paternità di alcune scelte. È devastante ed umiliante per i cittadini, specie in questo momento così delicato, volersi intestare la rivendicazione di un emendamento. Cosa importa se è stato proposto da Viespoli o Mastella? Su questo decreto è importante discutere esclusivamente per l’interesse della collettività. La contesa politica non porta da nessuna parte. Anzi, è un elemento che negli anni ci ha fatto accumulare ritardi in quanto non sono stati mai messi al centro i cittadini. Questo modo di affrontare i problemi non serve. Oggi c’è bisogno di mettere insieme due realtà e far sì che insieme diventino un’unica forza. Le rivendicazioni rappresentano un arretramento della politica. Questi non sono i primati della politica, ma sono gli arretramenti della politica. Guardiamo insieme con grande attenzione, se questo decreto sarà realmente definitivo, cercheremo di ragionare nell’esclusivo interesse dei cittadini, senza rivendicare paternità. Del resto – prosegue Giuditta – queste sterili polemiche fanno semplicemente emergere che l’attuale classe dirigente non ha più proposte ma si appella a delle “furbate”.

“Trattandosi di un passaggio parlamentare che deve essere ancora approvato – prosegue Mastella –  proporrò ai nostri parlamentari irpini di fare un altro emendamento, ovvero di stabilire che il capoluogo venga scelto dai sindaci di Irpinia e Sannio con una votazione a maggioranza. Sarebbe più opportuno e legittimo che nell’ambito di queste due realtà che arrivano ad una fusione, il capoluogo di questa nuova provincia sia stabilito dai sindaci. E il capoluogo, potrebbe anche non essere Avellino o Benevento ma una realtà che sia una sintesi tra le due province. Il capoluogo che deve rappresentare questi due territori non può essere determinato certo da 5000 mila abitanti in più. Se immaginano che con un emendamento hanno risolto il problema, si sbagliano. Se queste sono le “furbate” e va avanti il provvedimento credo che sia doveroso affidare la scelta alla  maggioranza”.

 

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