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    18/10/2018

Carullo: «La mia è una candidatura al servizio del territorio»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica9_carullo_fdi.jpgAVELLINO – “Non entro dalla porta principale, ma dalla porta di servizio. Lo dico a tutti i militanti, la mia è una candidatura al servizio del territorio. Io sono abituato da sindaco ad esplicare i contenuti: quando un cittadino viene da me un sindaco non può dire vedremo, faremo: no, deve dare risposte a quelle richieste. Io intendo dare voce a chi non ha voce, per cercare di perseguire il bene comune. Noi ci mettiamo in gioco, ci troviamo in una società in continua evoluzione in cui i consensi uno o li merita per la sua capacità politica o non li merita”.

È quanto dichiara dinanzi al suo elettorato il sindaco di Mercogliano Massimiliano Carullo, capolista nel collegio proporzionale Avellino-Ariano-Benevento alla Camera dei deputati per Fratelli d’Italia, alla presentazione dei candidati in campo il prossimo 4 marzo svoltasi questa sera nel locale Que Sabroso di via Brigata Avellino.

Presenti all’incontro gli altri candidati di Fratelli d’Italia, vale a dire Elisabetta Castiglione, Alberto Febbraro e Ida Santanelli, in corsa alla Camera, e Anna Maria De Vanna e Giovanna Petrenga in campo per il Senato. Sono intervenuti altresì Edmondo Cirielli, presidente del direttivo nazionale e già parlamentare di FdI-An e Paolo Piciocchi, portavoce regionale e provinciale di Fdi.

Evitato ogni riferimento alle polemiche che pure ci sono state da parte di alcuni militanti sulla sua candidatura, il primo cittadino di Mercogliano ha dedicato alcuni passaggi al programma elettorale: “Intendo rigenerare quel principio di sicurezza democratica – ha spiegato– tra chi chiede un consenso e chi lo riceve, un filo istituzionale spezzato che intendo riallacciare per rispettare le istanze del territorio in Parlamento. Io non mi dimetterò da sindaco perché sono stato legittimato dal consenso popolare, i miei concittadini stiano tranquilli, ma da sindaco continuerò a vivere quei problemi del territorio e li porterò a Roma se il consenso degli elettori me lo consentirà”.

E ancora: “L’Irpinia, il Sannio: terra di pensiero, di storia, di arte e di spiritualità. Abbiamo il dovere di riscoprire la lezione di due grandi meridionalisti che hanno segnato questo territorio, Francesco De Sanctis e Guido Dorso, il cui insegnamento dobbiamo riprendere e trasmettere alle future generazioni. Lo sviluppo del Paese riparte dalle comunità locali, lo sviluppo del Paese è quello delle autonomie locali. Bisogna puntare ad un patto per il Mezzogiorno attraverso una nuova questione meridionale. Le nostre province dovranno mirare ad una prospettiva di miglioramento del territorio con opportunità di crescita e di sviluppo”.

Infine: “Io non sono mai stato iscritto a nessun partito, io appartengo al mio popolo, alla mia gente, alle persone che ammiro come l’on. Carlo Iannace, un medico che io ammiro, un medico straordinario che guarisce dai tumori le persone”.

Giovani, lavoro, lotta allo spopolamento: questi gli altri punti fondamentali del programma. “Dobbiamo puntare a realizzare il più imponente piano di sostegno alle famiglie e alle politiche sociali, dobbiamo evitare la fuga dei cervelli, dei tanti giovani che lasciano le nostre terre. Ho condiviso un progetto politico che vede nel Dna di questo partito la famiglia, la dottrina sociale della Chiesa, che sono vicine alle mie tradizioni di carattere personale, ma soprattutto ho voluto rispondere ad una chiamata che è venuta direttamente dai leader nazionali e per la prima volta un sindaco di questa terra, l’unico sindaco dei 117 Comuni irpini, può farsi interprete dei bisogni reali del territorio. Io sarò, se dovessi essere eletto, il parlamentare anche di tutti i miei colleghi sindaci”.

In merito alle polemiche sulla candidatura di Carullo ha precisato Cirielli: "Guarda caso quelli che hanno fatto polemiche pubbliche sono persone, come D’Ercole, che rientrato nella destra dopo averla abbandonata cinque anni fa per  andare nell’Ncd alleato del Pd al governo, oggi voleva pontificare sulle nostre scelte ed altri che passavano dall’estrema destra alla Lega con una certa facilità. Io credo che quando si voglia giustamente criticare scelte degli organi del partito effettuate nel rispetto dello statuto ci sono i modi da uomo di partito e poi, dopo che si è espresso all’interno del partito questo dissenso, il giorno dopo si fa la campagna elettorale perché si fa la campagna elettorale non per una poltrona ma per un ideale".

 

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