AVELLINO – “Turismo e Mezzogiorno, le potenzialità inespresse delle aree interne”. È questo il tema comune di una serie di colloqui che il candidato del centrodestra al Senato nel collegio uninominale Campania 3, Giuseppe Galati, ha tenuto dalla tarda mattinata al primo pomeriggio di oggi con alcuni operatori del settore turistico ed enogastronomico della zona. Diversi, sono stati gli spunti di riflessione condivisi nel corso degli incontri tenuti singolarmente con gli operatori. Da questi, sintetizzandone i contenuti, viene fuori una proposta organica tesa a risollevare l’intero comparto.
“Nelle nostre aree interne del Meridione – spiega Galati – abbiamo un’enorme ricchezza ma non ce ne rendiamo conto e, quindi, non la riusciamo a sfruttare. Invece, è importante ripartire proprio dalle risorse disponibili sul territorio e farle conoscere al resto dell’Italia e del mondo. La prima cosa da fare è promuovere i nostri borghi, i castelli, i palazzi nobiliari e i monumenti antichi, tutte le nostre bellezze culturali, artistiche e architettoniche che fanno parte di un patrimonio invidiabile. Insieme ad un’opera di marketing che valorizzi le nostre risorse ambientali e paesaggistiche: montagne, boschi, fiumi, piccoli bacini idrici naturali. Qui, tra Irpinia e Sannio c’è davvero tanto da vedere, basta solo saperlo”.
Un percorso da seguire è quello del modello francese. “Il turista che va in Francia – riprende l’onorevole – si ferma in media per 15 giorni, perché dopo una settimana trascorsa a Parigi continua il suo tour visitando le zone interne e le strade del vino, entrambe molto pubblicizzate. In Italia, il paese più ricco al mondo di siti Unesco, invece, la permanenza media è di una settimana, perché dopo Roma, Firenze e Venezia il turista va via. Eppure abbiamo tanto da offrire tra percorsi agroalimentari ed enogastronomici, religiosi e sportivi. Due esempi su tutti: Irpinia e Sannio possono vantare 4 docg, i tre irpini Taurasi, Fiano e Greco di Tufo, e l’Aglianico del Taburno sannita, al quale si affiancano gli ottimi Falanghina e Solopaca; mentre sul fronte religioso da una parte troviamo Montevergine e Materdomini, e dall’altra Pietralcina. Altrove riescono a proporre con successo contesti molto meno validi e interessanti”.




