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    20/11/2018

Direzione Pd, Martina: «Il coraggio di ripartire, insieme»

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Maurizo Martina (fonte partitodemocratico.it)ROMA – Credo non sfugga a nessuno di noi la delicatezza di questa Direzione e della fase nuova e dura che si è aperta dopo l’esito del voto del 4 marzo. Sento innanzitutto il bisogno di riconoscere la scelta che il segretario ha compiuto dopo il voto, con le sue dimissioni, e voglio ringraziarlo per questo atto forte e difficile ma soprattutto per il lavoro e l’impegno enorme di questi anni. Sento anche il bisogno, insieme a voi, di non cercare a partire dalla Direzione di oggi scorciatoie o capri espiatori a una sconfitta netta e inequivocabile che ci riguarda tutti, ciascuno per la propria responsabilità, e da cui tutti dobbiamo imparare molto.

Sarebbe folle banalizzare quello che è avvenuto, dividendoci come fossimo tifoserie. Sarebbe sbagliato liquidare sbrigativamente il voto e per questa ragione propongo a breve la riconvocazione della Direzione Nazionale anche con tutti i parlamentari eletti per andare in profondità nell’analisi e nel confronto fra noi per capire quello che è successo. Il voto ci consegna un cambio di fase talmente radicale nella sua portata da non poter lasciare alibi a nessuno nel Pd, così come in tutte le forze progressiste, europeiste e di centrosinistra. Non è stata sconfitta solo una forza, la nostra. È stato sconfitto un intero campo politico e culturale. Non ho timore a dire che si è realizzata una cesura storica tra le culture fondative della Repubblica e il Paese.  Penso che per quantità e qualità degli spostamenti elettorali avvenuti, dobbiamo fare i conti fino in fondo con un quadro che ha cambiato la prospettiva repubblicana. E vorrei innanzitutto provare a collocare quello che è successo dentro il contesto internazionale e nel momento storico che stiamo vivendo.

È il passaggio iniziale dell’intervento di Maurizio Martina, vice segretario del Partito democratico, ai lavori della direzione in corso al Narareno assente il dimissionario segretario nazionale Matteo Renzi. In apertura dei lavori il presidente del Pd, Matteo Orfini, ha dato lettura della lettera di dimissioni di renzi: “Caro presidente, rassegno le mie dimissioni preso atto del risultato delle elezioni. L’effetto immediato di questa lettera è di avviare le procedure: c’è un mese di tempo per avviare l’assemblea. In quella sede spiegherò le ragioni delle dimissioni”. Qui di seguito il testo completo dell’intervento di Maurizio Martina

Aggiornamento del 12 marzo 2018, ore 21.59 Il documento finale: Pd all’opposizione - Questo il testo del documento finale approvato dalla Direzione nazionale del Pd con sette astenuti:

La direzione nazionale del Partito Democratico:

– prende atto delle dimissioni del segretario e lo ringrazia per il lavoro e l’impegno appassionato di questi anni alla guida del Partito, nella sfida politica e di governo intrapresa sempre con grande determinazione;

– assume come avvio del confronto la relazione del vicesegretario che svolgerà le funzioni di Segretario fino all’Assemblea nazionale convocata – come da Statuto – dal Presidente, e condivide le proposte avanzate sulla gestione collegiale dei prossimi passaggi politici.

– riconosce l’esito negativo del voto, garantisce il pieno rispetto delle scelte espresse dai cittadini e al Presidente della Repubblica il proprio apporto nell’interesse generale. Il Partito Democratico si impegnerà dall’opposizione, come forza di minoranza parlamentare, riconoscendo che ora spetta alle forze che hanno ricevuto maggior consenso l’onore e l’onere di governare il paese;

– chiama a un impegno straordinario le federazioni regionali, provinciali e i circoli per promuovere a ogni livello il più ampio confronto di analisi e proposta per individuare insieme il percorso da seguire per il rilancio del Partito Democratico nella società italiana.

 

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