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    16/07/2018

Anzalone: «Disagio e sorpresa per i provvedimenti di fine mandato»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica6_fond_sudd.jpgAVELLINO – “Per prassi pluridecennale consolidata, dettata da un elementare senso di correttezza istituzionale, le amministrazioni a fine mandato – di qualsiasi tipo o colore politico, specie se elettive – si limitano al disbrigo degli affari correnti a meno che eventi eccezionali, per lo più calamitosi, non richiedano qualche particolare intervento d’urgenza. Suscita, perciò, perlomeno disagio e sorpresa – dichiara in una nota Luigi Anzalone, presidente del circolo Amici di Fondazione Sudd e candidato alla carica di sindaco di Avellino – comprendere perché un’amministrazione, come quella di Avellino, a qualche mese dal rinnovo del Consiglio comunale e dall’elezione del nuovo sindaco, assuma provvedimenti che, per la loro vistosa rilevanza economica e sociale, non essendo peraltro resi indifferibili da nessuna urgenza, dovevano essere demandati a coloro che saranno chiamati dal popolo sovrano di Avellino a governare la città.

Com’è facile intuire stiamo parlando innanzitutto dell’aumento spropositato della retta degli asili-nido e della mensa scolastica e del prezzo per l’utilizzo degli impianti sportivi. Ci riferiamo anche all’aumento della tassa per la nettezza urbana nientemeno che del 40% per i commercianti e del 10%  per i cittadini di Avellino. Questo, per non parlare – si fa per dire – delle bollette dell’acqua, le più salate della Campania, nonostante che l’Irpinia, grazie alle sue sorgenti, disseti mezza Italia meridionale. Si resta poi sconcertati, persino addolorati, nel dover constatare che il Teatro comunale, la nostra più bella e splendida struttura architettonica cultural-artistica di Avellino, sia stato ceduto, quanto alla gestione, a una cooperativa teatrale napoletana.

Che la situazione  finanziaria del Teatro non lo richiedesse, non sono io – si badi bene – a dirlo, ma lo scrive chi, per incarico del sindaco e della giunta, ne ha redatto il rendiconto delle entrate e delle uscite, sottolineando che non era affatto preoccupante. Quel che però è assolutamente inaccettabile è la ventilata ipotesi di una transazione dell’amministrazione con l’Alto Calore che deve al nostro Comune alcuni milioni di euro. È nota a tutti la fallimentare catastrofe debitoria  (130 milioni di euro di deficit) dell’ente, come sono noti coloro che l’hanno provocata. Ma proprio un tale triste dato di fatto sconsiglia dal compiere ulteriori colpi di mano”.

 

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