www.giornalelirpinia.it

    23/08/2019

Comune, lettera al commissario prefettizio

E-mail Stampa PDF

Il commissario prefettizio del Comune di Avellino Cinzia GuercioAVELLINO – Visto che siamo di nuovo incappati in una gestione commissariale del Comune di Avellino, una riflessione sulle precedenti esperienze e di conseguenza sui mesi che ci sono davanti non è proprio un esercizio inutile. Naturalmente ci riferiamo al periodo compreso dall’avvento della Repubblica ad oggi. Avvento che portò sì all’insediamento (1946) della giunta Amendola (sindaco di area liberale, maggioranza di area democratica), ma che ebbe il passaggio della caduta del fascismo gestito dal commissario..sciarpa littorio Di Tondo.

Foriero di ben altri mutamenti (tutti interni alla Democrazia cristiana) fu il commissariato del prefetto Miele. Dopo lo squagliamento del Consiglio comunale conseguente alla morte (1969) del sindaco Scalpati ed il brevissimo ritorno del sindaco Emilio Turco e susseguente non facile interregno dell’assessore anziano Giovanni Mazzone, le elezioni del 1970 segnarono la “presa” del Comune da parte dell’ormai vincente minoranza demitiana nella Dc fino ad allora guidata dal ministro Fiorentino Sullo.

L’involuzione della forza demitiana da progressista a conservatrice (ormai sotto le insegne del Ppi al posto della seppellita Dc) portò, mentre si insediava il commissario prefetto Sbrescia (2003), alla presa del Comune di ambienti ed interessi apparentemente frantumatisi con la nascita del Pd (dal quale fuggiva un De Mita controfigura del tenace innovatore di quasi quarant’anni prima). Quel micidiale contesto sembra liquefarsi oggi con il sindaco Galasso alla ricerca di un’autorevole candidatura ed una città alla ricerca di una decente identità. Compito, quest’ultimo, non assegnabile certo al commissario prefetto Cinzia Guercio. Alla quale, però, occorre far notare che atti di ordinaria amministrazione possono correggere errori rilevanti che possono invece provocare nuovi disastri per l’ente di Piazza del Popolo.

La prima questione meritevole di essere sottoposta all’attenzione del commissario Guercio è il piano vendite di beni immobili predisposto dal Comune per ricavare sostanziose somme di denaro per far fronte ad una pesante situazione debitoria in genere prodotta dalle anomale pratiche espropriative durante gli anni difficili del dopo sisma (1980). Una ricognizione accurata sullo stato delle finanze potrebbe intanto chiarire all’opinione pubblica se il Comune è davvero sull’orlo del dissesto come ha sempre sostenuto l’opposizione in Consiglio (ed ha sempre negato la giunta). In ogni caso il piano vendite non sta producendo significativi effetti, tranne quello di far svalutare ad ogni tentativo d’asta il valore delle aree a disposizione.

Il Comune non ha dato ascolto a chi – e noi tra questi – suggeriva invece un’ulteriore rivalutazione di quelle aree aumentando la cubatura realizzabile prevista. Esempi clamorosi in tal senso sono le aree edificabili nei pressi dell’autostazione e del parco lì previsto nonché l’area dell’ex mattatoio (Piazza Fiorentino Sullo) dove dovranno sorgere edifici prevalentemente per uffici pubblici. Per non parlare delle aree in cui ci sono gli edifici in prefabbricazione pesante dove un vantaggio da concedere ai privati – ci sono aree di notevole interesse paesaggistico – sarebbe abbinabile al rifacimento delle case post-sisma.

Cosa ci sarebbe di scandaloso se a fronte di affari già fatti negli ultimi anni dai privati è stavolta il Comune, pieno di debiti, a farne qualcuno nell’interesse di tutti i cittadini? Paura improvvisa di uno o due piani in più in una città che negli ultimi anni ha fatto costruire – grazie ad “interpretazioni” delle norme urbanistiche – palazzi su giardini, cortili e cigli di strade? Per favore! Ci vuole del pelo sullo stomaco, al contrario, per rendere fabbricabile un’area a verde pubblico come il cosiddetto campo Santa Rita (oggi area di stazionamento dei bus) che ha il particolare pregio di continuare il verde della collina dell’Istituto agrario che con i suoi vigneti di pregio ha finito con il rappresentare, insieme con quelli della collina Solimene di contrada Serroni, i polmoni inattaccabili della città. Campo Santa Rita è stato venduto? È stato dato in permuta? Se sì, perché e quando e come? Quell’area, naturale continuazione della fattoria scolastica dell’Istituto agrario (fu staccata dalla scuola quando più di mezzo secolo fa fu realizzata via Circumvallazione, primo tentativo di evitare il traffico automobilistico dal centro di Avellino), è nel piano Cagnardi l’ideale fascia di rispetto del centro storico.

Sempre in tema di verde pubblico, a parte la riapertura di Parco Santo Spirito (caso emblematico di insipienza, approssimazione e sciatteria) può rientrare nella cosiddetta ordinaria amministrazione un atto attuativo della programmazione urbanistica della città come la creazione di una società di trasformazione urbana per la realizzazione non di palazzi ma del Parco del Fenestrelle, ovvero della striscia di verde che accompagna la città dal lato Sud per tutta la sua lunghezza? Un atto del genere l’amministrazione eletta non ha ritenuto di doverlo compiere. Non è un atto di livello straordinario anche se straordinaria sarebbe l’iniziativa di acquisire il fondovalle in cambio di un minimo, davvero minimo, diritto di cubatura da riconoscere ai proprietari in siti già stabiliti (la prevista perequazione).

Infine, un giusto riconoscimento per una decisione già annunciata dal commissario Guercio: i soldi per luminarie e feste natalizie destinati ai servizi sociali. Tema, questo dei servizi sociali, sottolineato nei giorni scorsi da uno che di queste cose se ne intende, Carlo Mele della Caritas. “Si dà più alle strutture che devono assistere chi è in difficoltà che a questi ultimi. E questo perché gli apparati servono ai partiti. Il risultato di questa rapina è che politici ed amministratori scaricano i problemi della povera gente davanti alle chiese”. Insomma, un po’ quel che accade con enti e consorzi che dovrebbero servire i cittadini ed invece servono soltanto a mantenere in piedi gli apparati.

Debiti ed aree fabbricabili del Comune, verde pubblico previsto ma negato, completamento, d’intesa con la Soprintendenza, dell’iter procedurale per l’acquisizione della dogana, svolta nel modo di fare assistenza sociale: pochi settori, pochi atti secondo noi rientranti nell’ambito dello spazio che la legge assegna al commissario prefettizio. Ma tutti di alto valore sociale e…morale.

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

DG3 Dolciaria

Chime

Geoconsult

Condividi


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com