www.giornalelirpinia.it

    06/09/2026

Verso il voto/Quale Avellino dopo il 10 giugno?

E-mail Stampa PDF

b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_torre_orologio.jpgAVELLINO - Dunque otto candidati a sindaco e oltre cinquecentocinquanta candidati alla carica di consigliere comunale: questo è quanto ha partorito la lunga fase di avvicinamento alla prossima consultazione amministrativa del 10 giugno, il tutto dopo una serie infinita di nomi e volti succedutisi sulle colonne dei vari giornali. Tra gli aspiranti “primo cittadino” c’è chi si è proposto da vari mesi iniziando un faticoso cammino fatto di incontri, interviste e manifesti sempre diversi, e c’è chi invece è comparso sulla ribalta negli ultimi giorni, facendo da “collettore” di liste riempite di personaggi dalla notorietà più varia.

Come definire questo tempo appena trascorso? Un’occasione perduta probabilmente, un’opportunità non raccolta (salvo qualche rara eccezione) per iniziare un dibattito serio sulla condizione del capoluogo, sulle risorse disponibili, sulle priorità da affrontare, sui tempi necessari per raggiungere almeno gli scopi più urgenti. Un’opportunità persa anche sul piano del rinnovamento della classe dirigente se è vero che il criterio di scelta ha ancora una volta privilegiato nomi già ampiamente visti a Palazzo di Città, oppure personaggi in grado di garantire pacchetti di voti senza verificarne l’effettiva volontà a condividere un progetto comune.  Ma tant’è. Occorre prendere atto di quello che abbiamo e provare a immaginare l’Avellino che potrà venirne fuori a partire dall’11 giugno (o dal 25, in caso di ballottaggio): e noi ci proviamo.

Il gran ritorno di Nicola Mancino ha rappresentato il catalizzatore verso la composizione di un’alleanza inimmaginabile fino a qualche giorno prima, quella con l’eterno rivale Ciriaco De Mita.  L’ex presidente del Senato, dopo la buona notizia dell’assoluzione dal processo per la trattativa Stato-mafia, si è lanciato ventre a terra (a dispetto degli 86 anni più volte da lui stesso evocati) per mettere insieme una coalizione di centrosinistra massiccia sul piano del consenso elettorale, supportato in questo, più che dal sindaco di Nusco, dal suo uomo forte, il deputato regionale Maurizio Petracca: il tutto con la benedizione di Rosetta D’Amelio e Umberto De Basso De Caro.

Alla fine tutti insieme appassionatamente (compreso l’inizialmente recalcitrante Festa, convinto, evidentemente, con argomenti solidi) e convergenza sul nome di Nello Pizza, avvocato penalista, chiamato a sostituire (se gli elettori saranno d’accordo) il suo collega Paolo Foti, quest’ultimo coerentemente fedele al suo impegno di non ripresentare la propria candidatura. E Pizza avrà, così,  al proprio fianco ben sette liste, con poco meno del 50 % di tutti i candidati al Consiglio comunale di Avellino: un esercito che, sulla carta appare in grado di consegnargli, fors’anche al primo turno, la guida della città.

E a favorire Pizza ha pensato lo stesso centrodestra che, dopo riunioni, proclami e una convergenza quasi scontata sul nome di Giovanni D’Ercole, rampollo dell’ex consigliere regionale Franco (ma egli stesso già in passato oppositore dell’ex sindaco Galasso), ha operato un contro-blitz dell’ultim’ora, “segando” lo stesso D’Ercole (peraltro ammirevolmente schieratosi ugualmente in lista) e proponendo Sabino Morano come aspirante primo cittadino, un personaggio apparentemente non in possesso del consenso di D’Ercole. Un’operazione che ha, di fatto, spianato la strada a un altro grande ex oppositore (questa volta di Foti) che cerca gloria personale con al fianco una propria lista personale, insieme con quella di Fratelli d’Italia: si sta parlando, evidentemente, di Dino Preziosi, già la volta scorsa, sfortunato “competitor” dello stesso Foti.

Gli outsider possono facilmente individuarsi in Vincenzo Ciampi e Luca Cipriano. Il primo è il “benedetto” dalla Casaleggio & c. come l’aspirante sindaco marcato Cinque Stelle. I fivestars contano ovviamente di sfruttare il vento turbinoso del 4 marzo che li ha portati in Irpinia a fare “cappotto”, con 5 parlamentari eletti e percentuali superiori al 40 %, roba da Dc dei “tempi belli”!  Sarà così anche tre mesi dopo? La cosa sembra più problematica, anche guardando quello che è accaduto qualche settimana fa in Friuli e Molise, dove il consenso per gli eredi di Peppone Grillo è stato subito fortemente eroso; non solo perché le Amministrative sono in realtà cosa diversa dalle Politiche, ma anche perché la logorante fase di formazione del governo centrale potrebbe aver alienato diverse simpatie ai pentastellati.

E poi lui, Luca Cipriano e il suo “Mai più”: la sua campagna è partita da lontanissimo con la costruzione del primo movimento Ossigeno; gli va certamente dato atto di aver provato a focalizzare l’attenzione sui problemi di Avellino (dalle opere incompiute, alla questione Teatro, a lui ben nota, al commercio fortemente decaduto), attraverso alcuni incontri pubblici. Probabilmente gli è mancata la capacità di mediazione con altre forze politiche e sociali cittadine con le quali costruire convergenze: verosimilmente potrebbe averlo frenato, in questo senso, il  timore di dover rinunciare poi a mettere il proprio nome sulla scheda quale candidato a sindaco.

Il panorama si completa con Nadia Arace (candidata della Sinistra), Massimo Passaro (Cittadini in Movimento) e Giuliano Bello (Casa Pound) per i quali sembra estremamente improbabile nutrire ambizioni che vadano al di là del già difficilissimo ingresso in Consiglio comunale.

Per la città adesso l’attesa di assistere ad una campagna elettorale che sappia offrirle la speranza di una rinascita, dopo anni di profonda sofferenza.

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com