AVELLINO – “Penso che dovremmo approvare linee programmatiche il più possibile condivise. Sono pronto a ritirarle per poterle riscrivere insieme con quanti vorranno dare il loro contributo. Respingo l’accusa di aver mai minacciato questo consesso, ho troppo rispetto per l’Aula e per il ruolo che vi svolgono i consiglieri. Ecco, ora io ritiro le linee programmatiche, vediamo quanti sono pronti ad assumersi le proprie responsabilità”: così, con questo autentico coup de théâtre, il sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi - che ha respinto l’accusa di aver copiato il suo programma da quello del sindaco di Verona limitandosi solo a condividere una quindicina di righi dell’introduzione – ha evitato, per ora, la discussione sul suo programma di governo che pure era all’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale di questa sera.
Sarà ora la conferenza dei capigruppo, convocata per lunedì prossimo, a definire come s’intenda procedere su quanto proposto dal primo cittadino. Un dissenso, intanto, sul ritiro da parte del sindaco degli indirizzi programmatici è stato già annunciato da Nadia Arace (Si Può), che ha parlato di un atto gravissimo, e Dino Preziosi (La svolta inizia da te): entrambi hanno abbandonato la seduta in segno di protesta.
Come era, dunque, prevedibile a tenere banco nel dibattito consiliare è stato il ricorso presentato al Tar di Salerno da Ciampi e dai consiglieri del M5S allo scopo di ottenere il premio di maggioranza.
“Sono stato tacciato di menzogne e di non aver detto la verità sul ricorso – ha spiegato Ciampi ad inizio di seduta – ribadendo quanto già postato qualche ora prima sul suo profilo Facebook. Non è così. Al solo scopo di ottenere un risultato chiaro – ha detto ancora – si è ritenuto di cercare di avere una risposta chiara dinanzi agli organi giuridici. Lo scopo di questo ricorso è stato quello di capire se tutto si è svolto secondo la regolarità. Non vedo nessuna particolarità. A memoria ricordo che tutte le consultazioni sono state accompagnate dalla verifica e dal riconteggio delle schede. Il sottoscritto non può essere tacciato di menzogna in quanto ha agito nell’interesse della comunità”.
La prima ad intervenire nel dibattito è stata la capogruppo del Pd, Enza Ambrosone: “Non so se il sindaco si rende conto delle parole che dice. C’è una distanza tra le cose che dice e quelle che poi fa come è accaduto nel caso delle vele, prima annunciate come annullate, poi fatte circolare. Ancora in queste ore Vincenzo Ciampi, che si diletta di scrivere post, minaccia questo Consiglio: sfiduciatemi, altrimenti vado avanti. Questo è un modo non istituzionalmente corretto per affrontare i problemi. Ci vuole il rispetto della democrazia, non è con la minaccia che può immaginare di estorcere un consenso a quest’aula. Non ci prenda in giro: lei aveva il dovere di comunicare che c’era questo ricorso dal 17 luglio. È un dovere che compete al rappresentante più alto della comunità cittadina”.
Ha quindi preso la parola Luca Cipriano, capogruppo di Mai Più, che ha chiesto di poter far proiettare in aula un filmato con “le bugie di Ciampi raccolte in questi due mesi”. Qualche voce di protesta dal pubblico. “Non so – ha detto Cipriano – con quale faccia si possa venire in questa aula e dire che queste non siano bugie. La valutazione: un sindaco che dice bugie è un sindaco che mente alla città su qualsiasi argomento, il cambiamento non è prendere in giro il Consiglio comunale e soprattutto gli avellinesi”.
Un invito a parlare di questioni concrete per risolvere i problemi della città è venuto dal capogruppo del M5S Antonio Alvino: “Io non ho firmato nessun ricorso. Il video dice mezze verità. I prossimi interventi siano costruttivi”. Critiche al primo cittadino sono venute anche nel corso degli interventi di Nadia Arace, Dino Greziosi, Nello Pizza, Gianluca Gaeta e Lazzaro Iandolo.
Prima della chiusura dei lavori i consiglieri Stefano Luongo e Lazzaro Iandolo sono stati nominati componenti della commissione per l’aggiornamento dell’albo dei giudici popolari. In apertura di seduta l’assessore alle Finanze, Forgione, procede alla lettura della delibera di nomina dei revisori dei conti sorteggiati dalla prefettura: si tratta di Alessandro Truseo (presidente), Emilio Autorino e, Marco Silvestri. Delibera approvata all’unanimità.




