AVELLINO – “Accettare le idee non significa dare poltrone”. Ringrazio il sottosegretario Carlo Sibilia e l’onorevole Michele Gubitosa per aver condiviso e rafforzato la mia visione politico-amministrativa e quanto ho dichiarato nei giorni scorsi. Aprire sulle linee programmatiche, come ho fatto giovedì in Consiglio comunale, non vuol dire dar vita ad un rimpasto in giunta, non vuol dire essere pronti a trattare su nomi e poltrone”.
È quanto dichiara in un post su Facebook il sindaco di Avellino intervenendo sul dibattito politico che divide maggioranza ed opposizione intorno alle linee programmatiche ritirate nel corso dell’ultima seduta consiliare.
“Noi siamo disposti, invece, a ragionare sulle proposte, le idee ed i suggerimenti che consentano di amministrare Avellino nell’interesse di tutti, con l’apporto di tutti, ma nella massima trasparenza. Apriamo sul programma, non su altro. Le linee programmatiche, lo ricordo, sono una prerogativa del sindaco che, autonomamente, può anche decidere di rivederle per avere una massima condivisione. Non capisco cosa c'entrino in tutto questo gli assessori: loro non si toccano. Eppure ho letto sui giornali che si parla di azzeramento della giunta. A questo punto mi chiedo cosa significhi ciò. Forse si vuol entrare nel merito della composizione dell’esecutivo? Qualcuno è pronto a riscrivere con noi le linee programmatiche soltanto in cambio di qualcosa, di un posto al sole?
Se fosse realmente così, ci troveremo di fronte al solito e vecchio modo di fare politica: io do una cosa a te, tu dai una cosa a me. Noi siamo lontani anni luce da tutto questo e andremo avanti per la nostra strada in piena autonomia”.
Domani mattina, intanto, è in programma una riunione dei capigruppo per definire la linea da portare avanti e sulla proposta di apertura sugli indirizzi programmatici avanzata dal primo cittadino e sul ricorso presentato al Tar dal M5S per ottenere il premio di maggioranza. Va prendendo, comunque, sempre più consistenza l’ipotesi della raccolta delle 17 firme da parte dell’opposizione per sfiduciare Ciampi e la sua giunta.




