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    21/09/2018

Immigrazione, SI: « Le parole sono pietre e quelle di De Luca sono macigni»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica8_si.jpgNAPOLI – “De Luca invitato dalla Lega alla festa di Campagna dopo le farneticanti dichiarazioni sui migranti. Se questa è la risposta del Pd a ciò che sta accadendo in Italia e la base per costruire un nuovo centro sinistra, siamo lontani, molto lontani”. Queste le parole del coordinatore regionale della Campania di Sinistra Italiana, Tonino Scala, dopo le esternazioni del presidente della Regione Vincenzo De Luca  alla Festa nazionale dell’Unità in merito alla vicenda migranti.

“Il presidente della Regione mostra la sua vera identità, se mai ce ne fosse stato bisogno, e lo fa con parole sprezzanti e populiste che non tengono conto di alcuni fattori. Le mafie nigeriane così come tutte le organizzazioni criminali, in una terra dove parti del territorio sono governate dalle camorre nostrane, non agiscono in solitaria, ma diventano nella maggior parte dei casi manodopera di clan autoctoni che utilizzano gli stranieri e gli ultimi per ampliare il loro “raggio di affari”. L’onestà intellettuale vorrebbe che un presidente di una regione leader, di un partito progressista, utilizzasse altre parole per parlare di vicende serie. Il buon senso vorrebbe che un presidente lavorasse per chiedere la modifica della legge "Bossi- Fini" che non consente a chi arriva in Italia di poter entrare in un circuito legale. Le norme in merito all’immigrazione aiutano le criminalità: questo va detto con forza e De Luca, uomo non sprovveduto, lo sa bene, ma è più facile in un momento di difficoltà personale visto che il governo non decolla e i problemi personali con la giustizia potrebbero far precipitare la sua azione di governo non proprio eccelsa, se vogliamo utilizzare un eufemismo, parlare alla pancia di un paese dove le paure sono state costruite a tavolino piuttosto che affrontare,  e perché no, risolvere i problemi.

Tutto nasce con la Bossi-Fini, un feticcio che, tra l'altro, non è stata mai applicata e lascia tutto nel limbo. Una norma sbagliata perché lede diritti, ciò nonostante chi la sventola come banderuola non riesce ad applicarla e non ha il coraggio di cambiarla. De Luca chieda a Salvini di applicarla. Fa il progressista? Chieda di cancellarla! I numeri e i soldi per fare una o l'altra cosa ci sono e ci sono sempre stati, quella che manca è la volontà perché è facile giocare con le paure e non affrontare i problemi. Tutto il resto è populismo e demagogia a buon mercato”. Continua il coordinatore della Campania di Sinistra Italiana.

“I problemi di chi vive in un Sud lasciato al proprio triste destino sono legati alle camorre che opprimono e non ai migranti in un centro di accoglienza: questo chi non ha occhi foderati di prosciutto lo sa bene. Si continuano ad utilizzare armi di distrazione di massa per distogliere l’attenzione dai veri problemi. Come afferma in un comunicato il procuratore antimafia De Raho, le mafie non lavorano da sole, nei settori dell'approvvigionamento della droga e delle attività di riciclaggio, emerge "spesso un legame di volta in volta rinnovato con 'Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra". Per contrastare le nuove mafie bisogna contrastare quelle locali, lo dica al suo ministro di riferimento Salvini. Si facciano meno dichiarazioni insulse e si lavori – conclude Scala – per provare a far ripartire questo Paese che ha bisogno di carne e non di fumo”.

 

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