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    18/10/2018

Comune, dopo le Provinciali in arrivo la sfiducia?

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Il Comune di AvellinoAVELLINO – Il varo delle commissioni consiliari sembrerebbe preludere al pieno funzionamento della macchina consiliare nel Comune capoluogo. In realtà il condizionale è d’obbligo dal momento che la mozione di sfiducia al sindaco Ciampi è dietro l’angolo. Del resto, proprio al momento della votazione delle composizioni consiliari, la protesta dei consiglieri Gaeta e Luongo (che chiedevano il sorteggio per la definizione delle stesse commissioni) ha lasciato fredda l’aula. Perché fare tanto baccano – questa la posizione espressa da molti consiglieri di opposizione – tanto fra un mese saremo tutti a casa e le commissioni non faranno neanche in tempo a riunirsi.

Come è noto, infatti, i gruppi di opposizione (che in Consiglio sono largamente maggioritari) hanno già avviato le procedure per la mozione di sfiducia al sindaco Cinque Stelle Ciampi. Anzi si aspetta solo la firma dei consiglieri del Pd per poter procedere. A frenare la sfiducia è stata l’imminente elezione del Consiglio provinciale: si tratta ormai di un organismo di secondo livello e a votare sono solo i consiglieri comunali. I rappresentanti avellinesi, in caso di scioglimento del Consiglio comunale, non avrebbero potuto partecipare al voto per le Provinciali. Di qui la decisione del Pd di aspettare almeno un poco prima di mandare a casa Ciampi e la giunta Cinque Stelle. Il disegno è quello di sfiduciare Ciampi entro gennaio, in modo da avere un commissariamento solo per pochi mesi e rivotare quindi nella primavera 2019.

Il discorso, però, non è così lineare come potrebbe sembrare. Innanzitutto il centrosinistra dovrebbe poi presentarsi unito (almeno al ballottaggio) al secondo turno di un’eventuale elezione comunale nel 2019. E questo non è scontato. In secondo luogo appare difficile che possa essere di nuovo presentato come candidato sindaco Nello Pizza, già largamente bocciato dall’elettorato. E soprattutto all’interno del Pd non è affatto scontato che ci si metta d’accordo su un candidato sindaco che venga sostenuto da tutte le componenti interne. Da questo punto di vista saranno già indicative proprio le prossime elezioni provinciali. Dc e demitiani puntano, infatti, su un comune candidato presidente, Michele Vignola, sindaco di Solofra. Ma non è detto che nel segreto dell’urna non vi siano defezioni sanguinose, come già capitò al sindaco di Avellino, Paolo Foti, sconfitto da Mimmo Gambacorta.

Infine c’è da tenere presente l’ipotesi più temuta. Chi assicura che rivotando nel 2019 il risultato cambi? Anzi, tenendo presente il grande progresso nei sondaggi della Lega e la tenuta sostanziale dei Cinque Stelle, tutto lascia intendere che il movimento, forte in Irpinia di un ampio schieramento di parlamentari, possa non solo vincere, ma ottenere stavolta la maggioranza dei consiglieri comunali. Una terza forza, come quella civica di Luca Cipriano, anche stavolta avrebbe scarsa possibilità di successo, per le difficoltà oggettive a presentarsi come proposta nuova visto che l’ex presidente del Gesualdo è stato eletto per due volte di seguito nelle liste del Pd.

Ed intanto pian piano la giunta Ciampi opera come se non avesse di fronte a sé un mese o poco più di vita. E, da questo punto di vista, una mano potrebbe venire al sindaco dalla imminente discussione sul bilancio consuntivo approvato dal commissario prefettizio ed ora da sottoporre al Consiglio comunale. Sono molti, infatti, in aula i consiglieri che hanno approvato i precedenti bilanci, anche quelli che lasciavano intendere che le difficoltà economiche erano state finalmente superate.

Gli unici, su questo argomento, a non averci mai messo le mani sono proprio i Cinque Stelle che solo ora sono entrati per la prima volta in Consiglio comunale.

 

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