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    18/11/2018

Ciampi: «La mozione di sfiducia? È un tentativo di restaurazione per fermare la rivoluzione del cambiamento»

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Il sindaco di Avellino, Vincenzo CiampiAVELLINO – “La mozione di sfiducia? Sono rispettoso dei procedimenti democratici e se l’opposizione ritiene di procedere in tal modo ne prendo atto, non ho visto ancora la mozione, la vedrò domani. Da un punto di vista squisitamente politico ci tengo a dire che adesso è chiaro il gioco, cioè per me questo è un tentativo di restaurazione dei vecchi sistemi di gestione del potere partitocratico: non a caso stanno tutti insieme, senza differenziazione di colore politico e di bandiera”.

Questo un passaggio delle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Avellino in margine alla riunione tenutasi questa mattina in Comune sulla questione alloggi. A tenere banco, naturalmente, è l’imminente presentazione presso la presidenza del Consiglio comunale della mozione di sfiducia da parte delle opposizioni che avrebbero messo su un fronte di 20 consiglieri.

“Faccio fatica  a credere che questa unità si sia realizzata sulla mia persona, cioè contro la mia persona e contro l’amministrazione 5Stelle che rappresenta il cambiamento, quindi alla fine stanno sempre tutti insieme, è un tentativo di restaurazione per fermare quella rivoluzione di cambiamento che io volevo portare avanti, che ho promesso in campagna elettorale, per cui i cittadini ci hanno premiato, e che io voglio portare avanti anche con il loro contributo come ho detto perché non ho i numeri per portarla avanti. Evidentemente la sfida è cambiamento o restaurazione. Con questa mozione penso che gli avellinesi hanno capito le questioni in campo. Noi abbiamo cercato il dialogo con tutti”.

Ciampi insiste sul discorso del cambiamento: “La mia responsabilità è di ordine non politico ma forse più morale nel senso che io non potevo e non posso tradire gli avellinesi sul discorso del cambiamento. Il collant di una collaborazione, di una convergenza programmatica sulle cose da fare per la città doveva essere anche questo metodo di gestire la cosa pubblica sul cambiamento: quindi, forse, sono stato rigido su questo ma sono stato rigido perché è una questione che mi coinvolge proprio da punto di vista etico e  morale, cioè se io faccio una campagna elettorale e prometto agli avellinesi un diverso modo di fare la politica, di gestire la cosa pubblica, invoco e chiedo il consenso sul cambiamento, io, una volta arrivato al Comune, non posso rinnegare questa istanza di cambiamento che i cittadini mi hanno dato. Contestualmente mi trovo in una situazione numerica di minoranza, ne prendo atto e voglio collaborare con gli altri: però non posso tradire la mia coscienza”.

Poi ricorda le prossime tappe: “A breve abbiamo l’approvazione del consuntivo e con il rimedio da adottare. Questo potrebbe essere un elemento di rottura rispetto al passato soprattutto qualora dovesse passare l’ipotesi del dissesto, che è una delle ipotesi in campo: questo evento potrebbe creare le condizioni per intraprendere un discorso di solidarietà perché se dovesse essere dissesto sarebbe una rottura forte rispetto al passato per cui, nel caso, si potrebbe aprire una nuova storia…Il dissesto è una scelta che decide il futuro di questa città, il dissesto deve andare in Aula, deve essere approvato, voglio sentire il dibattito in Aula, voglio vedere chi lo approva, chi si assume la responsabilità di approvare il dissesto. E poi? Il giorno dopo te ne vai a casa irresponsabilmente o si vuole aprire, a partire dal dissesto, un discorso sulle cose urgenti della città?”.

“Noi soffriamo una situazione fortemente patologica dal punto di vista debitorio, è una situazione veramente insostenibile. Il punto è: siamo in grado di affrontare un piano di riequilibrio di 15 o 20 anni? I rimedi per risolvere questa situazione debitoria sono sostenibili? Noi abbiamo già le aliquote quasi al massimo: dovremmo puntare sulla vendita di un patrimonio immobiliare che non ha dato mai i frutti in passato. Questi sono tutti quesiti ai quali noi dobbiamo rispondere. Abbiamo una massa debitoria esplosiva: abbiamo le risorse per risolvere o no? La scelta alla fine è sì politica ma è dettata, imposta dai numeri”.

Aggiornamento del 25 ottobre 2018, ore 16.38 – L’approvazione del rendiconto della gestione 2017 su relazione dell’assessore alle Finanze Forgione è l’argomentoi del Consiglio comunale convocato, in prima convocazione, per sabato 3 novembre, alle ore 9:00, e, qualora non dovesse  essere raggiunto il numero legale, in seconda convocazione, alle 15:00, per lunedì 5 novembre.

 

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