AVELLINO – “Prima di tutto gli avellinesi, gestione nell’interesse della città”: cita le parole del commissario Priolo la consigliera Marietta Giordano nel presentare la conferenza stampa del gruppo Mai Più sull’attuale momento politico ed amministrativo svoltasi questa mattina a Palazzo di città.
La sua analisi si sposta subito sul fallimento dell’amministrazione Ciampi: “Hanno agito con una sorta di autoreferenzialità, di diffidenza non solo nei riguardi di noi consiglieri comunali ma anche nei confronti degli uffici, dei dipendenti, dei funzionari, dei dirigenti ritenendo di aver tutti gli strumenti per poter mettere in atto le azioni amministrative che però purtroppo si sono rivelate spesso errate, sbagliate e non attuabili.
L’atto di sfiducia che noi come gruppo abbiamo sottoscritto e poi votato in Consiglio comunale è stata una decisione sofferta: noi avevamo tutte le buone intenzioni per collaborare ma purtroppo il sindaco è stato sfiduciato dal suo Movimento che l’ha messo in condizione di non poter governare, hanno continuato in questi cinque mesi di consiliatura una campagna elettorale mai finita, perché loro dovevano essere le vittime e noi i carnefici che li sfiduciavamo per poter continuare con questo refrain. Abbiamo inteso sfiduciare questa amministrazione perché non volevamo sottostare alle menzogne, ad una amministrazione che non era in grado portare la città a fatti concreti”.
È quindi intervenuto Leonardo Festa: “Ho avuto grandi difficoltà di comunicazione con loro, li ho trovati rinchiusi nel loro gergo, hanno dimostrato pienamente di non avere cultura democratica, di anteporre la loro visione delle cose al rispetto per le istituzioni. Hanno detto di essere in difesa del popolo, suppongo che non sono mai arrivati alla fine della lettura dell’articolo primo della Costituzione: la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Il popolo per loro è stato solo un espediente per giustificare l’ideologia di chi pretende di rappresentare la parte in nome del tutto. Questi 5 Stelle sono entrati per scardinare un sistema ma poi ne hanno creato uno loro: non hanno cercato un confronto con le altre forze declassando il Consiglio comunale a semplice ufficio del protocollo e ribadendo di essere in aula per il bene della città ma ammettendo implicitamente di essere gli unici detentori in grado di poterlo definire. La politica è, a nostro avviso, un’arte nobile. Buttare tutto in caciara, banalizzare, urlare può aiutare a costruire qualche like ma non certo a costruire un reale progetto per la città”.
Lunga e puntigliosa l’analisi del capogruppo Luca Cipriano: “Noi avevamo l’esigenza di spiegare e di far capire agli avellinesi che cosa è realmente accaduto e che cosa accadrà. Perché evidentemente il nostro primo messaggio che anche questa mattina ribadiamo è un messaggio che rivolgiamo alla città ed alla città diciamo che la vostra delusione è la nostra delusione, la vostra arrabbiatura è la nostra arrabbiatura. In Consiglio comunale ho definito questa amministrazione non il governo del cambiamento, come per mesi è stato raccontato, ma il governo del cambia-niente perché di fatto quella che abbiamo vissuto è stata, a mio avviso, la più inutile esperienza amministrativa che potesse capitare a questa città dopo la disastrosa esperienza amministrativa targata Pd del sindaco Foti.
Il M5S ha dimostrato, in quasi tutte le occasioni, di comportarsi come uno scolaro impreparato: ogni atto prodotto è stato accompagnato da polemiche, è stato spesso un atto sbagliato, in alcuni casi è stato un atto illegittimo. È evidente che ci sono ancora oggi le conseguenze di alcune vicende amministrative gestire dal M5S: la mensa scolastica in primis, che è un servizio ancora negato a migliaia di famiglie avellinesi; il rendiconto 2017 che, se non ci fosse stato un emendamento delle opposizioni, avrebbe comportato l’automatico scioglimento del Consiglio comunale e non sarebbe stato approvato; la ormai stranota vicenda del Ferragosto avellinese che inseriamo tra gli eventi di colore, ma colore non è, perché comunque s’è privato una città morente di un’ulteriore occasione di visibilità o di rilancio; la vicenda drammatica dell’ordinanza antismog che di fatto ha sequestrato con una improvvida ed inopportuna ordinanza sindacale gli avellinesi in casa, ordinanza che è ancora in vigore anche se nessuno più controlla. Su questo mi sento di lanciare un primo appello al commissario prefettizio perché intervenga rapidamente a rimettere mano a un’ordinanza che è stata inopportuna, esagerata, scomposta, e che ha recato solo fastidio e disagio. L’ordinanza antismog del sindaco Ciampi è in vigore e se non viene modificata si continua a mortificare, a dare problemi a famiglie, ai commercianti, agli avellinesi. Ancora: la vicenda del Natale su cui pure mi sento di dire due parole perché un Movimento che fa della meritocrazia, della trasparenza, della rivoluzione dei metodi il proprio Dna poi elargisce decine di incarichi ad personam con un importo complessivo che supera i 200mila euro alla vigilia delle festività natalizie, senza alcun bando, senza alcuna procedura di evidenza pubblica.
Noi riteniamo che le istituzioni non siano un gioco, nelle istituzioni si sta con compostezza, si sta con competenza e si sta con attenzione perché le istituzioni hanno a che fare con la vita delle persone. Gli esempi che ho citato sono esempi che hanno segnato in negativo la vita degli avellinesi. Per noi è la competenza il valore che funziona, non siamo tutti uguali, non tutti possiamo fare tutto e bisogna mettere le persone giuste al posto giusto.
I conti - Così come per noi è un valore la verità, quella verità che abbiamo in tutti i modi provato ad inseguire e a consolidare, abbiamo sempre tifato solo esclusivamente per la verità. Ma sulla verità questa amministrazione ha costruito il più grande dei tranelli: la verità sui conti la potrà a questo punto raccontare alla città solo ed esclusivamente il commissario.
Per noi l’indipendenza è un valore e come ricordava Leonardo il sindaco ha dimostrato di non avere alcuna indipendenza. Trovo delirante l’approccio di Ciampi a commento dell'epilogo della sua amministrazione e mi rendo conto che brucia sulla sua pelle in maniera violentissima questa defenestrazione e questa sconfitta che ha umiliato l’uomo, il politico ed un Movimento che sperava di stare in questo palazzo per cinque anni e non è riuscito a conservare la poltrona nemmeno per cinque mesi.
Ciampi non è mai stato il vero sindaco di Avellino, Carlo Sibilia è sempre stato il sindaco di questa città per il Movimento 5 Stelle, Ciampi non ha scelto un assessore della sua giunta, Carlo Sibilia ha nominato l’intera giunta che è stata imposta al sindaco Ciampi, Carlo Sibilia è stato l’artefice della più violenta occupazione delle poltrone che sia mai stata registrata in questi ultimi anni. Dicevano di voler essere diversi da quelli di prima, hanno fatto esattamente lo stesso, hanno occupato ogni poltrona utile, molte delle quali ben retribuite.
Noi di Mai Più non abbiamo nulla di cui pentirci perché il cambiamento è un fatto complesso che necessità di tempo, oggi siamo a metà del guado, non siamo arrivati alla meta ma non siamo nemmeno al punto di partenza, siamo un passo avanti quel sistema che abbiamo fatto saltare con il contributo di tutti, ma siamo ancora un passo indietro rispetto all’obiettivo del cambiamento vero e reale.
Mai Più era, è e rimane una forza di cambiamento, una forza di innovazione, una forza che punta a far risorgere una città che, secondo noi, può ancora risorgere. E se noi siamo una forza di cambiamento auspichiamo che anche gli altri si associno ad un’operazione di profonda rigenerazione politica, un profondo rinnovamento di tutte le liste in campo, di tutti coloro che spiegano alla città la loro voglia di andare avanti.
Adesso serve uno sforzo di generosità, una grande sforzo di generosità della città migliore, la città delle persone competenti, la città delle persone appassionate, chiaramente la città delle persone oneste, che non deve stare sempre dietro le quinte ma deve scendere in campo, deve farsi avanti e deve dare una mano ad una rigenerazione che è complessiva.
Voglio dirlo con chiarezza oggi: noi siamo convinti che il civismo è la strada giusta, un civismo allargato che metta insieme persone che hanno affinità, ma con dei recinti e dei paletti, un civismo allargato ma che non deve coprire altre operazioni politiche. Oggi alcuni rinnegano tradimenti e traditori, trasformisti: noi con i traditori ed i trasformisti non ci siamo mai alleati ed abbiamo scelto di non allearci, facendo una corsa ben più difficile, in solitaria, complessa, un anno fa, ma una corsa che probabilmente è stata più credibile e più autorevole.
Il civismo quindi richiede chiarezza ed è qui l’appello che faccio: attendiamo chiarezza definitiva da tutte quelle forze politiche, finora fortemente connotate politicamente, che adesso guardano al civismo come ad un elemento di rinascita, come elemento di rinnovamento. Se il nostro progetto vuole essere credibile deve essere un progetto chiaro, trasparente, lineare: diciamo perciò no alla ipocrisia, non ci interessano la propaganda e la mediocrità che sono state un po’ la cifra di questa amministrazione che abbiamo finalmente archiviato.
Sbaglia quindi chi inizia questo gioco dei veti e dei ricatti, noi non candidiamo un nome, noi candidiamo un metodo ed un progetto: le regole devono essere elemento fondante per poter incominciare a dialogare. Noi non barattiamo il futuro della città di Avellino con altre candidature in altri enti o istituzioni. Noi proponiamo un patto sulle cose fare, dobbiamo andare oltre tutto ciò che non ha funzionato. Un patto che abbia tre regole fondamentali: un profondo rinnovamento, le competenze, le idee. Diciamo no ai portatori di voti, sì ai portatori di idee”.




