Dopo Foti anche Vignola è caduto sotto il fuoco amico di alcuni esponenti del partito democratico. Il nuovo presidente della Provincia di Avellino, Domenico Biancardi, democristiano di lungo corso, ha beneficiato delle spaccature all'interno del centrosinistra, ottenendo un risultato addirittura migliore rispetto all'uscente Gambacorta. Con poco piu di 46.000 voti il sindaco di Avella ha sconfitto quello di Solofra fermo ad oltre 43.0000. Gli amministratori irpini hanno così somministrato l'ennesima scoppola all'alleanza mai nata e spiegata tra i demitiani e i democratici.
Biancardi, rispetto allo sfidante, ha avuto il vantaggio di una campagna elettorale avviata in largo anticipo, presentandosi come il candidato del territorio, dell'anti partito, così da usato sicuro si è trasformato nella novità. Si è avvalso anche della spregiudicata regia del consigliere regionale Alaia, con De Luca in Regione e con il centrodestra alla Provincia. La sua lista, che ha imbarcato anche gli amici di Gerardo Capozza, capo del cerimoniale di Palazzo Chigi (Giandonato Giordano già sindaco di Guardia Lombardi è risultato tra i consiglieri più votati) ha ottenuto tre seggi. Cosa ci fanno gli allievi di Gerardo Bianco alleati della Lega di Salvini e di Damiano Genovese rimane un mistero. Sarà prevalsa la voglia più che legittima di tirare l'ennesimo sgambetto a Ciriaco De Mita.
Non si contano i tradimenti nel campo di Vignola. Innanzitutto il duo Festa-Petitto, inaffidabili per indole e convenienza, le cui rispettive ambizioni sulle prossime comunali e regionali hanno pesantemente influito sull'esito del voto. Cipriano più intelligentemente, accodandosi ai bianchiani, si è rifugiato nel voto disgiunto.
Che la candidatura del sindaco di Solofra fosse destinata al fallimento è dimostrata dalle divisioni della vigilia, tra l'altro con nessuno dei tre aspiranti presidenti, Urciuoli, Farina, Palmieri in lista. Il paradosso del Pd è che elegge in Consiglio provinciale addirittura i due capigruppo di maggioranza ed opposizione di Sant’Angelo dei Lombardi. I consiglieri Repole e Santoro sono la metafora di un partito senza rotta né regole che sta facendo di tutto per regalare anche l'Irpinia ai populisti, ai sovranisti, ai trasformisti .Chi è causa del suo mal...




