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    26/05/2019

Comune, si decide sui conti ma è già bagarre per le candidature

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-Editoriale_aula_gonfalo.jpgAVELLINO – Il commissario prefettizio del Comune di Avellino non ha ancora sciolto il dilemma predissesto o dissesto (dovrebbero mancare ormai solo pochi giorni per la decisione definitiva) ma già le forze politiche e “civiche” affilano le armi in vista delle amministrative di primavera per il rinnovo dell’assise municipale. Al momento si sono portate avanti le liste che dovrebbero supportare la candidatura a primo cittadino di Gianluca Festa e Luca Cipriano. L’ex presidente del teatro, già candidato al Consiglio comunale con il Pd a supporto del sindaco Galasso prima e di Foti dopo, in queste settimane è molto attivo con la sua associazione “Ossigeno”. Cipriano, candidato sindaco con una civica già lo scorso anno, riportò un significativo successo che spera questa volta di poter incrementare. La vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto come presidente del consiglio di amministrazione del teatro Gesualdo non dovrebbe avere conseguenze sulla sua candidatura. Lo stesso Cipriano, infatti, ha lasciato intendere che anche un eventuale rinvio a giudizio non frenerebbe la sua candidatura a sindaco.

Ancora una volta, poi, correrebbe per la poltrona di primo cittadino Gianluca Festa, che avrebbe quasi completato la composizione di tre liste a supporto della sua candidatura. Festa potrebbe partecipare alle primarie del Pd (che non si faranno) e candidarsi quindi con il simbolo del partito. Ma è un’ipotesi molto lontana dalla realtà. Molto probabile, invece, che ancora una volta Festa si candidi a capo di liste civiche.

E liste civiche sono in preparazione sia da parte di movimenti ormai storici in città (come Cittadini in movimento) sia nell’ambito del centrodestra, che proprio non riesce a coalizzarsi qui da noi e a presentarsi in maniera unitaria e con i simboli di partito, come è accaduto di recente alle Regionali in Abruzzo, dove il centrodestra ha conquistato il governatorato.

Gli stessi grillini non hanno ancora metabolizzato l’esperienza Ciampi e paiono ancora divisi in tre tronconi: quello per così dire ufficiale, che intenderebbe riproporre Ciampi o al più qualcuno della sua giunta, quello che fa riferimento alla base e vorrebbe cambiare la propria rappresentanza al Comune, e quello che si rifà al sindaco di Parma Pizzarotti, che quasi certamente sarà presente con una propria lista. A completare il quadro, infine, c’è Dino Preziosi che sarebbe disponibile a porre la propria candidatura, ma cerca di stringere alleanze più ampie nell’ambito del centrodestra.

Cosa farà il Pd? È questo l’interrogativo attorno al quale ruotano le possibilità di elezione del futuro sindaco. Infatti i grillini appaiono in discesa, e non soltanto a livello nazionale e un sindaco “civico” difficilmente potrà vincere al primo turno e forse neanche al secondo. Ora il Pd irpino, e non solo, è in forte crisi, ma prima delle elezioni comunali ci sarà il congresso nazionale, che potrebbe cambiare le carte in tavola. È certo, però, che il simbolo del partito continua ad avere in città una sua attrattività, sia pure fortemente ridotta. Molti spingono (ultima in ordine di tempo la consigliera comunale di lungo corso, Enza Ambrosone) perché il Pd sia presente alla competizione elettorale con il proprio sindaco e alla testa di una coalizione di centrosinistra.

Appare evidente che l’elevato numero di liste e di candidati sindaci che si prospetta rendono quanto mai difficile l’elezione del primo cittadino in prima battuta. Ma al ballottaggio si va soltanto in due ed è già scattata la corsa, anche fra le liste civiche, ad apparentamenti che hanno però un obbiettivo ostacolo: alla testa delle civiche che stanno nascendo ci sono candidati a sindaco che non intendono rinunciare a questa aspirazione.

Un’ultima notazione: finora si parla di nomi di candidati ma poco emerge sui programmi elettorali. L’unica parola d’ordine, in comune a quasi tutti gli aspiranti sindaci, è quella del cambiamento: poco importa se molti dei rinnovatori sono stati protagonisti degli ultimi vent’anni di politica cittadina.

 

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