AVELLINO – Tantissima gente a riempire la sala del “Samantha Della Porta” per l’assemblea del “popolo del centrosinistra” organizzata dall’associazione “Controvento”. Fra personaggi noti (Ciriaco e Giuseppe De Mita, Rosetta D’Amelio, Enzo Alaja, Enzo De Luca, Pino Rosato, Raffaele Aurisicchio, Francesco Todisco) e meno noti, protagonisti di precedenti stagioni amministrative di Avellino e giovani rappresentanti di movimenti ed associazioni, la riunione non può non essere definita un successo, almeno sul piano della partecipazione.
Ad introdurre i lavori il presidente di “Controvento” Generoso Picone; il giornalista, dopo aver brevemente indicato le ragioni dell’associazione e successivamente quelle dell’incontro di oggi ha voluto cancellare ogni possibile dietrologia: l’assemblea vuole essere un luogo sul quale definire un terreno di confronto sottolineando il bisogno di ripartire dalla città e dai suoi bisogni. Ha anche voluto spendere qualche parola sull’epoca Di Nunno, spesso richiamata in questi ultimi tempi: nessuna mitizzazione, però la sottolineatura di un tempo “speciale” che si visse. Picone ha concluso il suo intervento ribadendo la sua personale volontà di non candidarsi alle prossime elezioni.
È toccato poi a Giancarlo Giordano, l’ex parlamentare di Sinistra italiana, che, dopo aver espresso apprezzamento per l’iniziativa, ha parlato soprattutto nella realtà dell’impoverimento della popolazione e della progressiva riduzione dei servizi (ha citato gli asili-nido). Ha invitato, poi, a non dimenticare tutti gli errori del passato sottolineando la necessità di recuperare un’identità comunitaria. Infine ha sollecitato “Controvento” a organizzare una nuova assemblea per costruire regole e criteri.
Il nuovo movimento App (Avellino prende parte) è stato rappresentato da Andrea D’Alessandro che ha voluto sottolineare l’assoluto “non interesse” verso il toto sindaco quanto piuttosto l’attenzione al Bene comune. Tante le sofferenze di questa città, dall’Isochimica alle famiglie dei ragazzi autistici verso le quali possono bene agire coloro che questa azione la stanno già compiendo. Stefano Iannillo di So.Ma, ha definito la sua associazione “parte della città che vive i problemi”. “Occorre spiegare le ragioni di questo disagio”, ha proseguito soffermandosi su problemi come le diseguaglianze, la precarietà e la presenza delle mafie. La psichiatra Maria Grazia Papa ha ammonito sul rischio di voler riprendere i cosiddetti “tavoli” riservati di trattativa e ha richiamato sul silenzio cittadino rispetto questioni come gli asili-nido, l’Alto Calore, le povertà e il rispetto delle diversità.
Ha quindi preso la parola l’ex segretario del Ppi irpino, Amalio Santoro, il quale si è soffermato sulla questione morale, cresciuta notevolmente nel tempo, dalle questioni bilanci alle case popolari, con conseguente crescita dell’antipolitica. Santoro ha invitato tutti ad accogliere il grido di dolore della città e a stringere un patto politico. Pesanti critiche ha rivolto al Pd irpino definito un self service in cui ognuno ha preso quel che gli serviva. Santoro ha concluso invitando ad un nuovo momento assembleare.
L’ex parlamentare Giuseppe De Mita ha espresso una profonda emozione nel ritrovarsi in una comunità che prova a ragionare, invitando a una scelta che non si limiti solo a quella del sindaco. Occorre tentare la costruzione di una comunità che aiuti la Città. Dopo aver contestato coloro che invocano un cambiamento sic et simpliciter (spesso è gente che ha fatto gli assessori o i presidenti di qualcosa) ha invitato tutti, e se stesso in primis, a un profondo esame di coscienza sugli errori commessi. Ha concluso ribadendo la propria disponibilità al dialogo.
Paolo Roca (Comitato Cinema Eliseo) ha ribadito la constatazione sulla rabbia sociale esplosa per gli errori del passato. Ci vuole il dialogo, ma non con chi è stato responsabile dello stato attuale delle cose.
Il segretario provinciale del Pd Giuseppe Di Guglielmo ha auspicato l’annullamento delle divisioni per ricostruire un nuovo centrosinistra che parte anche dal riconoscimento degli errori commessi. Occorre dialogare con tutti, soprattutto coi cittadini e mettere al centro Avellino. L’invito rivolto a tutti è stato quello di unire le forze sui contenuti prima che sui nomi.
Roberto Montefusco di Sinistra Italiana ha voluto analizzare quanto verificatosi alle ultime elezioni amministrative, riferendosi al disagio che la popolazione avellinese ha percepito rispetto al governo del centrosinistra. Il quadro, ad avviso di Montefusco, non è cambiato, a dispetto della pessima prova del M5S. Occorre un cambiamento, sia nella biografia che nella proposta politica. Montefusco ha messo anche in guardia dal civismo come strumento di riciclaggio. Anch’egli ha invitato Controvento a convocare una nuova assemblea.
Giuseppe “Pucci” Bruno, già assessore della prima giunta Di Nunno, partendo dalla rocambolesca sconfitta del centrosinistra di giugno 2018 ( “per la prima volta”), ha sottolineato il silenzio assoluto del Pd, un silenzio che persiste ad un mese dalla scadenza della presentazione delle liste. Egli ha definito i democratici come un “convitato di pietra” sia dell’assemblea che di tutta la fase politica attuale. Occorre, secondo Bruno, un segnale di risveglio di via Tagliamento, anche se non si dovessero incontrare i “desiderata” di tutti. Dopo un duro attacco a Foti, responsabile di aver inserito in amministrazione assessori di chiaro orientamento di destra, anche Bruno ha ammonito sul rischio trasformismo celato dietro il civismo.
Leonardo Festa di Mai Più ha voluto ripartire dalla prime parole da segretario del Pd di Nicola Zingaretti sollecitando il cambiamento. Ha fatto riferimento alla recente marcia dei bambini sull’ambiente per sottolineare come molto spesso i giovanissimi siano un passo avanti rispetto agli adulti, invitando a dare spazio a chi incarni novità. Ha elencato tutte le iniziative finora messe in campo dal gruppo che si rifà a Luca Cipriano, invitando tutti alla partecipazione.
Tony Della Pia, di Rifondazione comunista, ha invitato tutti all’autocritica e alla coerenza delle idee. Un forte attacco al Pd le cui politiche nazionali hanno danneggiato anche la terra irpina. Egli ha garantito la presenza del suo partito al dibattito invitando alla lotta contro clientelismo e subalternità, presenti soprattutto nei quartieri.
A concludere i lavori è stato Gennaro Bellizzi, vice presidente di Controvento, che si è compiaciuto del successo dell’incontro ribadendo, al pari del presidente Picone, la propria indisponibilità a candidature di qualunque tipo. Bellizzi ha voluto ricordare come da mesi ormai c’è un fermento nazionale che ha rimesso in moto il popolo del centrosinistra e che ha avuto l’ultimo momento nelle primarie Pd. Nel ribadire la disponibilità di Controvento ad essere luogo di incontro e discussione ha, infine, invitato tutti a partire dai problemi, dalle proposte di soluzione , dalla composizione della squadra per arrivare solo alla fine al nome del candidato sindaco. “Occorre ridare speranza ai nostri giovani che oggi non hanno più la libertà di tornare ad Avellino, perché non trovano nulla da fare!”.




