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    06/09/2026

Controvento prova a tenere insieme il centrosinistra. Annunziata: «No ad un’unità fittizia»

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Al tavolo, da sx: Gengaro, Picone e BellizziAVELLINO – Secondo appuntamento, a distanza di una settimana, dell’assemblea organizzata dall’associazione “Controvento” nella sede del centro sociale “Samantha Della Porta” per cercare di proporre un cammino comune del centrosinistra in vista delle prossime elezioni amministrative del 26 maggio ad Avellino. Qualche assenza, rispetto alla precedente riunione, come quella del gruppo che fa capo a Luca Cipriano, che non ha inteso accogliere la proposta di un cammino comune con le altre rappresentanze del mondo politico, del volontariato, dei movimenti. In sala, invece i consiglieri regionali Rosetta D’Amelio, Enzo Alaja e Francesco Todisco; ma soprattutto presente, come preannunciato, il nuovo segretario regionale del Partito democratico, Leo Annunziata.

Il presidente di “Controvento”, Generoso Picone, ha esordito sottolineando la domanda di partecipazione emersa nel precedente incontro, invitando i presenti a partire dai bisogni e dai problemi, disegnando un campo in cui collocare la proposta. Picone ha voluto ricordare quanto potrà accadere alla città con l’annunciato predissesto (innalzamento delle tariffe, privatizzazione degli asili, etc.) denunciandolo come frutto delle storiche clientele. Avellino dovrà ripartire, ha concluso l’ex responsabile della redazione provinciale del Mattino, dalla discussione sulle povertà e sull’urbanistica. Su quest’ultimo punto Picone è stato chiaro: non occorrono nuove case quanto mettere in sicurezza il patrimonio già esistente.

Anche questa sera gli interventi sono stati molti e particolarmente incisivi: Antonio Gengaro si è soffermato sul tema dell’urbanistica per passare poi al bisogno di una classe dirigente completamente nuova (ha citato una canzone di Fiorella Mannoia ”Cambiare per non morire”) e finire ad un richiamo molto forte sull’assenza di ribellione della cittadinanza rispetto a candidature fortemente compromesse con la criminalità. Francesco Iandolo di App ha invitato a marciare in una direzione comune evitando la costruzione di liste plurime che abbiano il semplice scopo di “raccattare” quanti più voti possibile e scegliendo alla fine un nome di candidato sindaco che dia un sogno ad Avellino. Massimo Vietri ha invitato i responsabili dello stato attuale di Avellino ad andare via senza mezzi termini.

Roberto Montefusco di “Si Può’”, oltre a ribadire il bisogno di un totale rinnovamento, ha presentato un programma scritto di punti qualificanti (dalla salvaguardia dell’ambiente all’opposizione alla privatizzazione dell’Alto Calore Servizi, alla riorganizzazione dei servizi sociali, fino allo stop al consumo del territorio) auspicando un candidato sindaco frutto di sintesi e garanzia dei principi condivisi.

Giuseppe De Mita, oltre a ribadire l’autocritica espressa nel precedente incontro, ha parlato di un “narcisismo” che sta guidando alcune delle nuove esperienze messe in campo. Egli ha proposto di incardinare il discorso sui problemi della città costruendo un programma che sia un “sentimento” più che un mero elenco di proposte. “Bisogna cambiare i volti” - ha concluso De Mita - “ ma anche rinnovare le pratiche”.

Annamaria Pascale di Controvento ha ammonito dal riversare accuse gratuite sul Movimento Cinque Stelle che in fondo ha governato solo pochi mesi. “I partiti dovrebbero essere contenti di questa discussione sulla città “. Ha poi concluso invitando a recuperare la posizione di Avellino come capoluogo di provincia. Molto decisa Maria Grazia Papa, di Soma, che ha invitato a dire con chiarezza chi ci sta a precorrere questo itinerario comune per poi passare al metodo.

Vibrante l’intervento dello scrittore Franco Festa che ha attaccato senza mezzi termini il Pd, accusato di non far sentire la propria voce, che non ha detto nulla sin qui su problematiche gravi come il pre-dissesto. “Non voglio un centrosinistra piccolo”, ha detto Festa, ammonendo sul fatto che qualcuno possa credere che il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni possa sparire.

Felice Rubinaccio ha parlato di necessità di rinnovamento di uomini come base per il rinnovamento dei metodi parlando di “attuale disastro storico”. Egli ha sottolineato la necessità, oltre che di fare autocritica, anche di precisare i modi di correzione.

Giancarlo Giordano di Si Può, dopo aver lodato la resistenza di “Controvento” nel provare a mettere insieme tante storie, ha sottolineato la necessità di tornare a parlarsi come frutto di un momento storico più che di una convenienza. Anch’egli ha attaccato i silenzi del Pd e ha inviato tutti ad agire, a trasformare l’“essere d’accordo” nel “mettersi d’accordo”, ad uscire allo scoperto, visti i tempi ormai stretti.

Il più atteso era ovviamente Leo Annunziata. Il neo segretario regionale del Pd ha precisato di essere un segretario “itinerante” verso tutti i focolai di centrosinistra. Egli ha parlato del prossimo voto di Avellino come di una consultazione che ha valore regionale e addirittura nazionale. Annunziata ha parlato della necessità di costruire un centrosinistra largo, come auspica lo stesso Zingaretti, sottolineando però come, almeno in campo nazionale, al Pd, in ripresa nei sondaggi, non si affianchino al momento altre forze. Il Pd, secondo Annunziata, è interessato a costruire un centrosinistra, in maniera non egemonica ma trainante, e ha precisato, di non volere, ad Avellino un’unità “fittizia”. Per Annunziata ad Avellino il Pd darà una disponibilità per accordi su programmi e valori. Annunziata ha concluso invitando a non soffermarsi troppo sul passato quanto a costruire il futuro: il Pd non ha preclusioni ma chiede che nessuno abbia preclusioni.

Prima delle conclusioni è intervenuto anche Antonio Sasso che ha voluto ricordare belle esperienze di aggregazioni di giovani vissute a Greci e a Valle quali esempi utili nella costruzione di un processo di centrosinistra.

A chiudere, Gennaro Bellizzi, vice presidente di Controvento, che ha dichiarato chiusa questa fase assembleare che doveva essere l’innesco per una messa in moto di un progetto di centrosinistra, consegnando al Pd il ruolo di guida e invitando il partito di via Tagliamento a cogliere i fermenti emersi in questo incontro. Bellizzi ha ricordato come in tutta Italia tante sigle del volontariato, delle forze cattoliche, delle associazioni stiano mobilitandosi per rilanciare il ruolo del centrosinistra. Egli ha definito Avellino “terra di sperimentazione” ricordando come proprio nel capoluogo, ventiquattro anni fa si realizzò, in anticipo rispetto all’Ulivo di Prodi, l’unione del centrosinistra intorno ai nomi di Tonino Di Nunno e Luigi Anzalone, eletti sindaco di Avellino e presidente della Provincia.

Bellizzi ha sollecitato il Pd e tutti i presenti a non sprecare questa occasione per portare avanti un progetto che veda in primo luogo i programmi, che evitino che il predissesto colpisca soprattutto la povera gente. Bellizzi ha infine concluso parlando della “questione morale” come di un cardine da tener presente nella costruzione ad Avellino di un vero progetto di centrosinistra.

 

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