AVELLINO – “Auspico, visto che siamo nella settimana santa di Pasqua, che Avellino possa vivere finalmente una stagione di resurrezione per uscire da questo stato di malattia cui l’hanno ridotta in questi anni”: è quanto sottolinea Amalio Santoro in chiusura del suo intervento al circolo Le Querce di Avellino in occasione della conferenza stampa di presentazione della sua candidatura a sindaco della città per lo schieramento di centrosinistra alternativo sorretto da Si Può, Possibile, Rifondazione comunista.
Molti i temi trattati da Santoro che aveva al suo fianco l’ex capogruppo consiliare di Si Può al Comune di Avellino, Nadia Arace. A tenere banco, naturalmente, in queste ore l’invito del segretario nazionale del Pd Zingaretti che, sollecitato dal Colle d’Irpinia, e non solo, non ha potuto fare a meno di agitare un po’ le acque all’interno del centrosinistra, ad una settimana dalla presentazione delle liste, rivolgendo l’appello all’unità ai vari schieramenti in campo.
“Ho la sensazione – ha spiegato Santoro – che sia un po’ tardivo. Da un lato è la conferma che la nostra intuizione di aprire una grande discussione in città, di operare una discontinuità radicale rispetto al passato era stata appunto un’intuizione giusta, quindi lui ce lo conferma; dall’altra la presa d’atto di avere a che fare qui sul territorio con gruppi di potere interessati a consumare vendette da questo punto di vista credo che la scelta dei tavoli sia una scelta assolutamente regressiva. Abbiamo bisogno di trasparenza, di partecipazione, di atti di gratuità e da questo punto di vista noi ci permettiamo di offrire un’alternativa credibile”.
E ancora: “Prendiamo tutto il meglio di questa esperienza, dei ragazzi di Si Può, del lavoro fatto in Consiglio comunale, della capacità di aver testimoniato un’alternativa non solo programmatica, ma direi di stile a ciò che è avvenuto, a ciò che soprattutto ha caratterizzato la vita amministrativa in questi anni.
Noi aggiungiamo un valore in più che è rappresentato dal recupero delle tradizioni politiche, delle tradizioni culturali. Mettiamo in campo un vero, compiuto centrosinistra che mette insieme il meglio dell’esperienza cattolico-democratica ed il meglio del mondo della sinistra cittadina, e non solo, che rappresenta per me un autentico giacimento di moralità politica”.




