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    06/09/2026

Salvini: «Il 26 maggio ad Avellino si può fare la storia»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica10_av_salvini.jpgAVELLINO – “Perdonatemi se non la metto qua dentro ma altrimenti muoio di sudore, magari la porto a qualcuno della Cgil lì fuori che…così almeno si scalda il cuore: sono qua a protestare cercando fascisti e razzisti che non ci sono, qua ci sono italiani orgogliosi di essere italiani”: inizia così il suo intervento in un cinema Partenio gremito di sostenitori della Lega, mostrando orgoglioso la felpa con la scritta Avellino appena donatigli, il ministro dell’Interno Matteo Salvini giunto nel capoluogo irpino dal Sannio dopo una visita di meditazione a Pietralcina, il paese natale di padre Pio, per sostenere la candidatura a sindaco di Biancamaria D’Agostino.

Massiccio lo schieramento delle forze dell’ordine in città per far fronte alla contro-manifestazione promossa dalla Cgil con la partecipazione di rappresentanti di partiti e associazioni, sulle note di Bella ciao, bella ciao, svoltasi in Piazza Libertà dinanzi alla Provincia (saltato, per i ritardi accumulatisi, l’annunciato incontro a Palazzo Caracciolo con il presidente e i consiglieri provinciali).

“Certo – ha detto Salvini – se i compagni fuori ritengono razzismo una scelta chiara, sappia chi sceglie la Lega, il simbolo della Lega, sia per il Comune sia per l’Europa ad Avellino il 26 maggio, che fa una scelta chiara, chi sceglie questo sindaco (D’Agostino), per le case popolari, per i contributi comunali, bonus bebè, bonus affitto, bonus luce, per tutti gli aiuti economici, ad Avellino, se vince la Lega, prima vengono gli italiani e poi viene il resto del mondo. Perché l’unico razzismo in cui io mi imbatto in giro per l’Italia è quello della sinistra per cui prima vengono i rom e gli immigrati e poi, se avanza qualcosa, vengono gli italiani”.

Il responsabile del Viminale ha poi affrontato diversi temi ad iniziare da quello degli immigrati e degli sbarchi clandestini: “Ad oggi, rispetto all’anno scorso, gli sbarchi degli immigrati in Italia si sono ridotti del 92 per cento, in Italia si arriva se si ha il permesso di arrivare. Perché ero stufo di sentirmi che dovevamo accogliere tutto e tutti. C’erano questi qua che scappavano dalla guerra invece la guerra ce la portavano ad Avellino”.

Un passaggio polemico nei riguardi di chi l’ha preceduto: “No, non sono un grande, sono un italiano normale, erano quelli prima di me che non erano normali a fare i ministri perché se facevano entrare tutti lo facevano per guadagnarci i quattrini evidentemente, non perché erano buoni”.

Lotta alla malavita e questione sicurezza: “Lotta alla mafia, alla camorra, alla ‘drangheta perché non è possibile sparare in mezzo ad una strada in pieno giorno colpendo anche degli innocenti: io sono orgoglioso di quello che le forze dell’ordine, non solo in Campania, in Irpinia ma in Italia stanno facendo. Quest’anno entreranno in servizio migliaia di nuovi poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco che vengono assunti grazie ai soldi che abbiamo risparmiando bloccando e chiudendo i porti italiani all’immigrazione clandestina: più carabinieri, meno clandestini”.

“Sulla sicurezza il Senato approva entro il mese di maggio una legge che mi sta particolarmente a cuore da ministro e da papà che è quella che permetterà di mettere telecamere negli asilo-nido, nelle scuole materne, nelle case di riposo per il servizio ad anziani e disabili. Sto lavorando come ministro dell’Interno per l’incontro di mercoledì – i giornalisti mi dicono che mercoledì c’è il Consiglio dei ministri sulle dimissioni di Tizio, di Caio, quello mi interessa poco – perché per me mercoledì è una giornata importante perché vengono al ministero dell’Interno le principali comunità di recupero dei tossicodipendenti perché io voglio una legge che metta in galera gli spacciatori sicuramente il giorno in cui vengono beccati, senza se e senza ma: lotta alla droga piazza per piazza, scuola per scuola, quartiere per quartiere”.

Gli ultimi passaggi sono dedicati alla vicenda locale: “Io sono orgoglioso del fatto che qua la Lega corra da sola a testa alta perché meglio soli che male accompagnati, soli a testa alta che in compagnia di….Se uno doveva scegliere il vecchio andava a Nusco: largo ai giovani, a 91 anni, io se il buon Dio ed il Padre mio mi concederanno di arrivare a 91 anni, ma mi godo i miei nipotini a 91 anni invece di continuare a fare il sindaco, però ognuno fa quello che crede”.

E ancora: “C’è qualche politico campano che ha detto sui giornali: cosa ci fa Salvini in Campania? Io rispondo: ma che cosa hanno fatto i politici campani per cinquant’anni per la gente della Campania, cosa hanno fatto, solo promesse, promesse, promesse. Che cosa è rimasto? Zero”.

Il finale con un proclama reboante: “Il 26 maggio ad Avellino si può fare la storia. La Lega sceglie la coerenza, il coraggio, l’onestà e la concretezza: viva Avellino, viva la Lega”.

 

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