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    10/08/2020

Fierro si dimette da coordinatore dell’area Bersani, Todisco si ritira dalle primarie del Pd

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Lucio Fierro e Francesco TodiscoAVELLINO – A pochi giorni dalla celebrazione delle primarie all’interno del Pd irpino per definire la scelta dei candidati alle prossime elezioni per il Parlamento un vero e proprio terremoto politico è scoppiato in queste ore frenetiche di consultazioni e decisioni all’interno dell’area Bersani: si è dimesso da coordinatore Lucio Fierro, da sempre una delle voci più intransigenti e critiche all’interno del Partito democratico, mentre Francesco Todisco, vicesegretario provinciale del Pd, ha deciso di ritirarsi dalla corsa per le primarie. Fanno, dunque, per il momento, un passo indietro, quelli che qualcuno non ha esitato a definire i Dioscuri del Pd, una sorta di coppia che opera in sintonia ed interviene in maniera critica sui principali temi della vita cittadina, soprattutto su quelli legati alla vita interna del partito e del rinnovamento della classe dirigente.

“Il coordinamento dell’area “Bersani: un senso alla nostra storia” appositamente riconvocato – si legge in una nota diffusa in serata –  ha considerato un aspetto del regolamento che la concitazione delle discussioni precedenti non ci aveva consentito di valutare nell’intera sua portata: la norma che impone ai massimi vertici del partito di sospendersi se candidati alle primarie. Tale norma, ispirata all’esigenza oggettiva di garantire la direzione politica del partito nella fase delle primarie e della campagna elettorale, ci impone di riconsiderare l’opportunità di mantenere la candidatura alle primarie del vice segretario provinciale, compagno  Francesco Todisco, con la conseguente immagine di un gruppo dirigente che si squaglia nel momento in cui è richiesto il massimo dell’impegno. In secondo luogo il coordinamento ha preso atto della decisione del compagno Lucio Fierro di rimettere il mandato della responsabilità dell’area. Le vicende anche travagliate, con il portato anche di strascichi di polemiche personali che hanno alimentato un clima sbagliato accelerano l’esigenza del passaggio ad una fase nuova della vita del nostro collettivo. Nel lavoro di questi anni sono venute avanti affermandosi, per impegno, qualità e competenza, energie nuove che rappresentano l’approdo più significativo del nostro comune lavoro. Su esse abbiamo puntato per le elezioni, anche scontando una scelta traumatica. Oggi che è del tutto evidente la fase nuova che si apre di fronte a noi, accelerare il passaggio del “cambio di testimone” nella responsabilità del coordinamento dell’area. Non si tratta di una scelta meramente organizzativa. Gli scenari aperti dalle primarie sul candidato premier del centrosinistra pongono all’intero Pd l’esigenza di costruire già dentro l’esperienza elettorale un suo nuovo modo di essere e che impone di porsi alle spalle, e con decisione, vecchie storie, vecchie divisioni sulla base di appartenenze datate, atteggiamenti conservativi. Si apre una fase nuova, di cui l’elemento caratterizzate è proprio il dato di nuovi gruppi dirigenti chiamati a dirigerla. Di questo dobbiamo prendere atto, senza comodi conservatorismi. Sono queste le ragioni per le quali il coordinamento, pur dispiaciuto dalla accelerazione, condivide la scelta rassegnata dal compagno Lucio Fierro e la condivide. Una specifica assemblea dell’area, subito dopo le primarie, sarà chiamata a definire le proposte di nuovi assetti”.

 

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