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    05/09/2026

De Mita: «Petracca? L’attività politica per lui ha coinciso sempre con l’interesse»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica10_dm_pop.jpgMANOCALZATI – “Alla vigilia del voto ho attraversato una posizione che non avrei mai immaginato. Io con Maurizio Petracca avevo un rapporto personale quasi come se fosse mio fratello. Debbo dire che non è che non me ne accorgessi, però ritenevo diversa la lettura di chi da quando è entrato nell’attività politica, l’attività politica per lui ha coinciso sempre con l’interesse e mai con un obiettivo. Messo all’Asi io pensavo che desse una mano al presidente che c’era – era inadeguato – e lui viceversa si occupava dei progetti di Solofra. Per me era un fratello minore, fra l’altro non era scomparsa dalla mia testa la fase legata alla sua elezione regionale perché quando fu eletto consigliere regionale abbracciandomi mi disse che avrebbe dimostrato come si può essere amici perché Foglia se ne era andato, ed io debbo dire, con la scienza del dopo, che quello era almeno una persona sincera perché se ne era andato”.

Questo un passaggio che Ciriaco De Mita dedicato al suo ex delfino Maurizio Petracca nel corso dell’incontro che L’Italia è popolare ha dedicato all’analisi del recente voto amministrativo presso l’hotel Belsito di Manocalzati.

Analisi che è stata, poi, sviluppata anche da Giuseppe De Mita: “Nessuna conta. Ci sarebbe bisogno di un esame di coscienza da parte di tutti. De Mita ci ha insegnato che in politica l’unica forma di moralità che esiste è fare quello che si dice. Noi abbiamo registrato un mare di ipocrisie, parole vuote, riferimenti a schematismi che non esistono. Direi che tutti dovremmo fare un esame di coscienza perché il risultato elettorale di Avellino è la misura di confusione  nella quale siamo caduti perché non c’è stata una posizione politica leggibile e la città ha scelto un po’ come l’anno scorso: un sindaco prevale per poche centinaia di voti sull’altro. Un risultato legato da un lato più alla simpatia umana di uno, dall’altro lato all’antipatia umana dell’altro. Un minimo di lettura politica è venuto meno quando il Pd ha deciso di appaltare a Cipriano, di legittimare i capricci di Cipriano  sotto il profilo politico. Restiamo, comunque, in una situazione che ancora simile a quella dell’altr’anno, manca cioè una capacità ed una qualità di lettura politica di quello che sta accadendo. La risposta amministrativa non è sufficiente rispetto alla gravità dei problemi che abbiamo e c’è un nanismo spaventoso da parte di quelli che si pensavano di essere i protagonisti della vicenda politica avellinese”. Un passaggio dedicato al neo sindaco Festa che i popolari hanno sostenuto con convinzione: “Direi che Festa ha scongiurato una cristallizzazione di interessi, però ora resta l’interrogativo di interpretare politicamente questo risultato”.

“In ogni caso lo scandalo di questa città gira intorno al ruolo di Festa. Festa è diventato il punto di raccordo degli equilibri politici, amministrativi all’interno di questa città. Che è la vergogna più grossa che questa città possa sopportare. Chi si candida per avere spazio e convenienza andrebbe ammazzato, viceversa condiziona la vita di questa comunità”: questo il giudizio che lo stesso Ciriaco De Mita rilasciò dell’allora consigliere comunale, oggi sindaco di Avellino, nel novembre del 2015 nel corso di un incontro presso l’asilo Patria e lavoro.

http://www.giornalelirpinia.it/images/pdf/Allegati/demita.pdf

http://www.giornalelirpinia.it/index.php/component/content/article/1-politica/12027-de-mita-lin-politica-chi-fa-da-solo-non-fa-politica-penoso-lo-spettacolo-che-da-il-comuner

 

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