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    05/09/2026

Il congedo/Priolo: «Progettualità per far sì che i nostri figli possano trovare un’occasione di sviluppo»

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Giuseppe PrioloAVELLINO – “La gestione straordinaria e lo spirito con cui abbiamo operato in questi mesi hanno voluto essere un’occasione per l’amministrazione e per la comunità di Avellino, non un freno. E quindi non ci siamo risparmiati con i nostri errori, le nostre negligenze, le nostre scelte, criticate, accettate o meno, ma con il fine di porre le condizioni perché la macchina amministrativa, e quindi le esigenze della comunità, potessero avere non solo un freno, ma addirittura uno stimolo, uno slancio, uno sviluppo”.

Così Giuseppe Priolo, commissario straordinario del Comune di Avellino, nella conferenza stampa di questa mattina, presenti i sub-commissari  Silvana D’Agostino e Francesco Ricciardi, che segna, in pratica, il passaggio di mano al nuovo sindaco di Avellino Gianluca Festa che si insedierà ufficialmente nella seduta di domani del Consiglio comunale.

“Non so se questo siamo riusciti a fare, ma è l’intento con cui abbiamo operato assieme ai miei colleghi che ho avuto il privilegio di avere accanto a me, la dottoressa D’Agostino ed il dottore Ricciardi, insieme ai dirigenti – e sono qui rappresentati – del Comune, al segretario generale, direi a tutti i dipendenti funzionari”.

“Vi voglio dare solamente – ha spiegato Priolo – un dato degli atti che ha prodotto la gestione commissariale,  o meglio che ha prodotto l’amministrazione comunale di Avellino intesa come squadre nella sua interezza: nei sette mesi, dal 27 di novembre al 27 di giugno, abbiamo fatto 116 delibere con i poteri del Consiglio comunale, 100 delibere con i poteri della giunta, 17 ordinanze commissariali, 44 direttive commissariali. Nell’ambito delle delibere di Consiglio sono stati approvati 15 regolamenti: l’attività regolamentare è garanzia, garanzia per gli amministratori, garanzia per i cittadini, garanzia per gli utenti, ed è la massima espressione dell’autonomia che è attribuita dal nostro ordinamento agli enti locali. Vi ho dato questi numeri non per dire che siamo stati bravi, per dire e confermare l’assunto iniziale: abbiamo inteso che la gestione straordinaria non fosse né fosse considerata un freno, ma semmai un’accelerazione, una velocizzazione che l’ordinamento ci consente perché la politica, i rappresentanti politici elettivi legittimamente sono portatori di interessi che bisogna conciliare e  che bisogna ridurre ad unum”.

“Noi, una volta verificata, una volta accertata la regolarità, la conformità alle norme di un provvedimento per fare una delibera di Consiglio comunale ci impieghiamo molto poco. Ed allora abbiamo detto: è un’occasione ed abbiamo cercato di sfruttarla nel’interesse della comunità, della cittadinanza nella logica di curarsi anche delle piccole cose, ma tutto sempre nell’ottica di una prospettiva, di un progetto. Non bisogna avere paura di osare, di pensare in grande, bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo di fronte alle difficoltà e cercare in ogni atto di indicare una prospettiva, di indicare una progettualità. Questo lo dobbiamo ai cittadini di Avellino, soprattutto lo dobbiamo ai giovani perché se c’è una cosa che mi rattrista è sentire dire: io ho il figlio a Milano, ce l’ho in California, ce l’ho a Bologna, io ce l’ho a Torino. Allora, progettualità per far sì che i nostri figli possano trovare qui un’occasione di sviluppo”.

 

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