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    21/10/2019

Consiglio, sì agli assestamenti di bilancio e al piano di riequilibrio

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica10_bilancuzzola.jpgAVELLINO – Sì agli assestamenti di bilancio: questo il primo atto adottato dal Consiglio comunale in corso di svolgimento con all’ordine del giorno il piano di riequilibrio lasciato in eredità dal commissario straordinario e già approvato nella prima riunione della giunta Festa. Al momento di questa prima votazione le minoranze hanno abbandonato l’aula per poi rientrare subito dopo l’ok dato dai venti consiglieri di maggioranza presenti.

Una seduta quella di questo pomeriggio iniziata all’insegna dell’ennesimo scontro tra il presidente del Consiglio Ugo Maggio e il consigliere del M5S Luigi Urciuoli che aveva chiesto il rinvio dell’assise non essendo state ancora nominate le commissioni. Bocciata la proposta del veterinario di Bellizzi cui è stata anche notificata un’ammonizione scritta da parte della presidenza e che, in segno di protesta, ha deciso di allontanarsi dall’aula.

Subito dopo ha relazionato sul piano di riequilibrio l’assessore al Bilancio Enzo Cuzzola che ha parlato della necessità di approvare le delibera (che dovrà essere inviata alla Corte dei conti ed al ministero dell’Interno entro il termine improrogabile del 23 agosto) e ha illustrato le ragioni del predissesto. Netto, comunque, il no al dissesto da parte dell’assessore che ha spiegato come una tale macchia può essere evitata con la lotta all’evasione e un piano di riscossione dei tributi capillare, anche attraverso l’esternalizzazione dell’ufficio tributi, senza per questo dover per forza dismettere il patrimonio comunale. “Avellino – ha sottolineato Cuzzola – non può essere da questo punto di vista  paragonata a Messina, Reggio Calabria o Napoli che non riescono ormai a togliersi di dosso questo marchio del dissesto. Dobbiamo muoverci fin da subito e contiamo di chiudere il piano di riequilibrio nell’arco di sette anni”. In aggiornamento…

È quindi iniziato il dibattito nel quale sono intervenuti i consiglieri Russo, Santoro, D’Avanzo, Iandolo, Guerriero, Giordano, Picariello, Gaeta, Iacovacci, De Simone. In particolare il consigliere Santoro, del gruppo Si può, ha assicurato, facendosi da portavoce della minoranza cui – ha precisato – non può essere chiesto un atto di fiducia su un tema così rilevante, la massima attenzione con verifiche periodiche: “L’ottimismo dell’assessore sul merito delle questioni mi sembra un po’ gratuito. La salvaguardia mi sembra un pannicello caldo, non il primo atto della nuova amministrazione, ma l’ultimo atto della gestione commissariale. È significativo di dover accettare come atto di fede il pre-dissesto ma con tagli ai servizi sociali, alla cultura. Non mi pare che ci siano i presupporti per andare incontro ad un futuro magnifico”.

Nessun intervento da parte del sindaco Festa che, ancora inebriato dei festeggiamenti ferragostani che l'hanno visto protagonista di performance canore molto applaudite, si è completamente affidato al suo assessore al Bilancio mantenendo un pilatesco aplomb e limitandosi a prendere degli appunti che sicuramente gli riusciranno utili in futuro, soprattutto quando dovrà scendere in campo in prima persona in ossequio alle deleghe, tra cui quella alla Cultura, che si è riservato.

 

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