ROMA – « Il programma che mi accingo ad illustrare non è una mera elencazione di proposte eterogenee che si sovrappongono l’una sull’altra, né tantomeno è la mera sommatoria delle diverse posizioni assunte dalle forze politiche che hanno inteso sostenere questa iniziativa. È, al contrario, una sintesi programmatica che disegna l’Italia del futuro. È un progetto di governo del Paese, fortemente connotato sul piano politico, che preannuncia specifiche risposte alle attese e ai bisogni dei cittadini, risposte che ci impegniamo a realizzare con il lavoro e l’impegno delle donne e degli uomini che qui mi affiancano. È un programma che ha l’ambizione di delineare la società in cui vogliamo vivere noi stessi, che abbiamo già un po’ di anni sulle spalle, ma soprattutto la società che vogliamo consegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti, nella consapevolezza che il “patto politico e sociale” che oggi proponiamo a voi e ai cittadini italiani, si proietta necessariamente, per essere sostenibile, in una dimensione intergenerazionale.
…È un progetto politico di ampia portata, se mi permettete anche culturale. Vogliamo volgerci alle spalle il frastuono dei proclami inutili e delle dichiarazioni bellicose e roboanti. Io e tutti i miei ministri prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee. Ci impegniamo a essere pazienti anche nel linguaggio, misurandolo sull’esigenza della comprensione. La lingua del Governo sarà una lingua “mite”, perché siamo consapevoli che la forza della nostra azione non si misurerà con l’arroganza delle nostre parole».
È un passaggio dell’intervento che, questa mattina, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tenuto alla Camera dei deputati per esporre le linee programmatiche in occasione del voto di fiducia.
Il testo completo delle dichiarazioni del presidente Conte
Aggiornamento del 13 settembre 2019, ore 12.01 - Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi, venerdì 13 settembre 2019, alle ore 10.42 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del presidente Giuseppe Conte. Segretario il sottosegretario alla presidenza Riccardo Fraccaro.
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Nomina dei sottosegretari di Stato
Il Consiglio dei ministri ha nominato quarantadue sottosegretari, nel rispetto dei limiti previsti dalla legislazione vigente. Dei nuovi sottosegretari, dieci assumeranno le funzioni di viceministro, con deleghe che saranno successivamente loro attribuite a norma dell’articolo 10, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
Di seguito la lista dei sottosegretari oggi nominati.
Presidenza del Consiglio
Mario Turco – programmazione economica e investimenti
Andrea Martella – editoria
Gianluca Castaldi – rapporti con il Parlamento
Simona Flavia Malpezzi – rapporti con il Parlamento
Laura Agea – affari europei
Esteri e cooperazione internazionale
Emanuela Claudia Del Re – viceministro
Marina Sereni – viceministro
Manlio Di Stefano
Ricardo Antonio Merlo
Ivan Scalfarotto
Interno
Vito Claudio Crimi – viceministro
Matteo Mauri – viceministro
Carlo Sibilia
Achille Variati
Giustizia
Vittorio Ferraresi
Andrea Giorgis
Difesa
Giulio Calvisi
Angelo Tofalo
Economia
Laura Castelli – viceministro
Antonio Misiani – viceministro
Pier Paolo Baretta
Maria Cecilia Guerra
Alessio Mattia Villarosa
Sviluppo economico
Stefano Buffagni – viceministro
Mirella Liuzzi
Gian Paolo Manzella
Alessia Morani
Alessandra Todde
Politiche agricole alimentari e forestali
Giuseppe L’Abbate
Ambiente e tutela del territorio e del mare
Roberto Morassut
Infrastrutture e trasporti
Giancarlo Cancelleri – viceministro
Salvatore Margiotta
Roberto Traversi
Lavoro e politiche sociali
Stanislao Di Piazza
Francesca Puglisi
Istruzione, università e ricerca
Anna Ascani – viceministro
Lucia Azzolina
Giuseppe De Cristofaro
Beni e attività culturali e turismo
Lorenza Bonaccorsi
Anna Laura Orrico
Salute
Pierpaolo Sileri – viceministro
Sandra Zampa
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Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore10.50.




