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    21/10/2019

Emergenza criminalità, il Consiglio unito a difesa della città

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-Editoriale_aula_gonfalo.jpgAVELLINO – Seduta straordinaria del Consiglio comunale questo pomeriggio per affrontare la questione dell’emergenza criminalità in città alla luce dei recenti avvenimenti di cronaca che hanno allertato l’intera comunità e di cui si stanno occupando la magistratura e le forze dell’ordine. Probabili i primi risultati delle indagini, portate avanti anche con il coordinamento della Dda di Napoli, nei prossimi giorni. Ma torniamo ai lavori dell’assise cittadina con la prima parte dedicata alle interrogazioni e alla surroga della consigliera della Lega Bianca Maria D’Agostino, dimessasi per motivi professionali: al suo posto torna Monica Spiezia. Il presidente del Consiglio comunale Maggio introduce l’argomento monotematico all’ordine del giorno, quello appunto della criminalità, ringraziando la magistratura e le forze dell’ordine per il lavoro che svolgono quotidianamente a tutela della sicurezza dell’intera comunità ed invitando i rappresentanti delle istituzioni invitati ai lavori ad intervenire nel dibattito.

Il primo a prendere la parola è il presidente di Confindustria Avellino, Giuseppe Bruno, che sottolinea la necessità di portare avanti un’azione comune in questo particolare momento che sta vivendo la città mantenendo sempre alta la guardia a difesa della legalità. Adesso ci vuole una nostra reazione segnalando alle forze dell’ordine quello che non va con senso di responsabilità e spirito di collaborazione.

È quindi la volta di Oreste La Stella, presidente della Camera di Commercio, che ha parlato della necessità di dover fra fronte comune per combattere un fenomeno così drammatico come quello della criminalità organizzata che ha finito con il prendere piede anche in una provincia come la nostra che non è abituata a combattere questo tipo di situazioni come altre realtà della Campania: Si deve partire dal basso, dalle scuole, dalla società civile, dai cittadini, sempre con spirito reattivo, con senso civico per tenere sotto controllo questi fenomeni che possono danneggiare la nostra immagine, la nostra economia.

Di seguito gli altri interventi. Michele Di Giacomo, presidente dell’associazione costruttori: Un fenomeno che ci lascia esterrefatti, l’edilizia è in crisi, Avellino è una città, una provincia al di fuori di questi fenomeni, quindi rispondiamo in maniera forte. La nostra disponibilità è a tutti i livelli.

Mario Melchionna, segretario generale della Cisl: Se oggi facciamo finta di credere che anche qui c’è la malavita vuol dire che finora siamo stati all’estero. Non bastano, dunque, le buone intenzioni, altrimenti rischiamo di fare solo chiacchiere. La malavita organizzata intercetta i fondi degli appalti, sottoscrivere allora un protocollo sulla legalità e la sicurezza, dobbiamo creare una rete, una barriera che si oppone fortemente a questo stato di cose ponendo in essere un percorso condiviso tra le istituzioni in campo.

Costantino Vassiliadis, segretario provinciale dell’Ugl: Viviamo una situazione a livello lavorativo molto drammatica in provincia di Avellino, quindi siamo disponibili a dare il nostro contributo, credo che il primo passo debba essere quello di varare un protocollo sulla sicurezza. C’è, inoltre, da combattere anche un fenomeno come quello del bullismo ed in tal senso auspico una maggiore collaborazione con le scuole.

Luigi Simeone, segretario generale dell’Uil Irpinia-Sannio: Ognuno deve essere responsabile per quello che è il ruolo che ricopre. Rispetto al lavoro che non c’è dobbiamo fare di più e meglio, impegnarci per attenzionare di più su problematiche come il lavoro nero, sul lavoro che non viene retribuito. Non penso che la nostra sia una comunità di criminali, ognuno di noi deve provare a mettere in campo qualcosa di più per una maggiore presa di coscienza: insieme ce la possiamo fare, incominciando anche dalla scuola.

Franco Fiordellisi, segretario provinciale della Cgil: Ci troviamo a dover far fronte a situazioni estremamente complesse che da un po’ di tempo vengono avanti nella nostra realtà. Di fatto c’è una situazione estremamente delicata nell’ambito del commercio, nelle cooperative spurie. L’Irpinia non può diventare un’area abbandonata a se stessa, una periferia dell’area costiera. Abbiamo una serie di problemi che vanno affrontati, ma lo dobbiamo fare tutti insieme, a partire dall’emergenza sociale. Ognuno di noi deve mettere quello che può, è importante istituire un osservatorio sulla legalità e varare dei protocolli sulla sicurezza, devono essere però qualcosa però in cui crediamo, nel segno della trasparenza.

Sabino Morano, segretario provinciale della Lega: Nessuno deve immaginare di poter rimanere solo in una realtà come la nostra. Quello che bisogna far sentire è che ci sono istituzioni – politica, sindacati, forze sociali – pronte a garantire la loro presenza sul territorio per combattere, senza distinzione fra micro e macro, tutti i fenomeni di criminalità.

Tocca quindi ai consiglieri comunali intervenire nel dibattito. Dino Preziosi, La svolta inizia da te: Si possono considerare semplici sussulti i fenomeni verificatisi? Può essere considerata Avellino ancora un’isola felice? Penso di no. Questi fenomeni si sono verificati sia alla fine della precedente campagna elettorale che al termine dell’ultima che abbiamo vissuto. Quando succedono queste cose non ci deve essere maggioranza, opposizione, ma dobbiamo operare tutti insieme. Se gli amministratori sono persone perbene la camorra non ha spazi per introdursi nella nostra realtà, se invece ci sono persone corrotte allora dobbiamo stare attenti. Diceva un filosofo: la camorra uccide, ma anche il silenzio uccide. La lotta alla criminalità deve avere innanzi una connotazione culturale.

Carmine Montanile, Laboratorio Avellino: Trattiamo un argomento che non avrei mai voluto trattare in Consiglio comunale, parliamo di violenza, parliamo di criminalità. Ricordo l’attentato al procuratore Gagliardi, l’omicidio nel centro storico, l’attentato al palazzo vescovile, una serie di attentati fatti a scopo estorsivo. Dobbiamo, dunque, portare avanti sì un discorso di prevenzione, ma tenendo presente che il compito del Comune non può esaurirsi con le politiche sociali. Mettiamo da parte ogni ideologia, facciamo fronte comune, con uomini e donne liberi, dimostriamo ai giovani che siamo un corpo unico, solo così possiamo respingere gli attacchi della criminalità.

Don Vitaliano Della Sala, vicepresidente della Caritas: Inutile dire che la Chiesa soffre come tutta questa città, è bello che ci si ritrovi uniti a difesa della legalità contro la criminalità.

Amalio Santoro, Si Può: Non è accaduto qualcosa di superficiale, credo che questo non sia il tempo dell’ottimismo spensierato, ma bisogna riflettere sulla condizione della città. Ciò che avvenuto segna un salto di qualità nella organizzazione della criminalità, della camorra. Il problema non è solo ricompattare le forze democratiche, ma è capire in che modo si sta operando. Ciò che sta avvenendo non avviene per caso. La soglia etica, di resistenza morale in questa comunità si è abbassata. In politica si deve solo vincere, s’è detto, costi quel che costi. C’è stata invece una lunga deriva mercantile, c’è una specie di linea grigia che copre le vicende amministrative da troppo tempo, abbiamo fatto i conti con un insieme di vicende oscure – alloggi popolari, Acs, Alto Calore, Aias, parcheggi – che hanno lasciato il segno. Come si può fare per invertire la rotta? Innanzi tutto ricordando che non siamo tornati all’età dell’odio, dobbiamo provare a ridurre la solitudine delle persone. Il cittadino che entra in questo palazzo è un po’ mandato alla deriva, proviamo a mettere in pratica alcune buone intenzioni, se non ce la facciamo chiediamo aiuto, portiamo avanti uno sforzo in più, restando nella concretezza lasciando da parte conferenze stampa per parlare dei cento giorni di amministrazione. Ci sono responsabilità da assumersi. C’è bisogno di una commissione sulla legalità. Si è fatto appello alla società civile ma la società civile è oggi indebolita dalla assenza della politica. Non ci sono dunque speculazioni da fare, l’impegno della politica senza sacrificio non ha nessun valore.

Nicola Giordano, Laboratorio Avellino: Che cosa non abbiamo fatto, che ruolo dobbiamo svolgere noi in Consiglio comunale in questo momento? Cosa può fare questa amministrazione? Qual è il ruolo che la politica deve svolgere? C’è bisogno innanzi di trasparenza da parte di chi la rappresenta, a cominciare da noi consiglieri comunali, per esempio, rendendo pubblica la dichiarazione dei redditi, trasparenza negli appalti, etica politica. Serve una verifica attenta, non dobbiamo dare spazio ai dubbi, ai conflitti d’interesse. Dobbiamo dare nuove regole per gli alloggi, per il piano di zona sociale, dobbiamo dare risposte alla città in tal senso.

Luigi Urciuoli, M5s: Dove sta la criminalità organizzata? Sta dove stanno i soldi, ma ad Avellino dove stanno i soldi? Cosa è successo fino ad adesso nell’utilizzo dei fondi per portare a termine le opere pubbliche, opere come il tunnel? Vediamo se queste opere sono state condizionate o meno dalla malavita.

Domenico Capossela, presidente associazione Usura antiracket: Dal 2010 ci occupiamo dei problemi dell’Irpinia in forma di volontariato. Uno di questi è la pratica dell’usura con un vero e proprio racket delle estorsioni in azione. Chi è soggetto ad estorsioni difficilmente va a denunciare alle forze dell’ordine perché ha paura. Il racket opera dove ci sono i soldi, l’sura dove non ci sono. Dobbiamo fare rete e dare risposte a chi si rivolge alle forze dell’ordine.

Girolamo Giaquinto, sindaco di Montoro: Noi dobbiamo ribadire la necessità di un’azione istituzionale, di recuperare gli elementi nobili della politica, di acquisire nei confronti della opinione pubblica un’autorevolezza che può essere data solo dalla correttezza dei comportamenti.

Giovanna Vecchione, Davvero: Importante affrontare la questione sicurezza come quella dell’ambiente partendo dalla scuola e facendo opera di prevenzione e di sensibilizzazione. La proposta di un sportello su queste tematiche potrebbe essere uno strumento utile. Ci vuole però anche una rivoluzione sul piano culturale e dei comportamenti. Spetta a noi consiglieri l’obbligo di un comportamento che sia di riferimento per nostri concittadini.

Franco Russo, Pd: Nessun invito al commissario del Pd, Aldo Cennamo. Il Partito democratico è sempre stato in prima fila nel garantire la legalità in campo amministrativo. Da tempo Avellino non è più un’isola felice. È necessaria a questo punto che la politica e le istituzioni facciano fronte comune. Dobbiamo a questo punto eliminare le divisioni ideologiche. Fondamentale il ruolo ed il lavoro di magistratura forze dell’ordine. Finanziamenti, appalti, procedure: occorre trasparenza.

Francesco Iandolo, Avellino Più, già responsabile provinciale di Libera: Miope pensare che la l’arrivo della camorra risalga all’altro ieri. Bisogna risalire agli anni successivi al terremoto del 23 novembre del 1980 con la complicità di una parte della classe politica, amministrativa ed imprenditoriale fino ad arrivare ad anni più vicini a noi, quelli del 2000, con vari episodi di violenza  e  criminalità, protagonisti anche bande di ragazzi non sempre distanti da ambienti criminali. E poi le estorsioni ai Mak P e alle feste di fine anno scolastico, il pizzo richiesto nel 2008 ai vincitori del Superenalotto da parte dei clan  Cava e Genovese, gli arresti a Sperone ed Atripalda dei latitanti dei clan Russo e o Lo Russo, l’affaire bancarelle con la bomba carta fatta esplodere sotto l’abitazione dell’ex sindaco Galasso. E così via fino ad arrivare agli ultimi avvenimenti. Qualche equilibrio è sicuramente saltato. S’è perso tempo a dire che eravamo un’isola felice. La camorra, dunque, nella nostra città non è un fatto nuovo. Quella che è nuova è l’escalation di violenza degli ultimi tempi.  La politica arriva sempre dopo rispetto all’impegno della magistratura e delle forze dell’ordine. Oggi c’è un’emergenza sociale da affrontare dando risposte concrete ai cittadini. Bisogna partire dalle scuole avviando progetti che coinvolgano i giovani.

Monica Spiezia: Insieme per tutelare la sicurezza urbana. La mia solidarietà ai poliziotti di Cecina, Trieste e quanti sono in campo per garantire la sicurezza delle nostre comunità.

Ferdinando Piacariello, M5s: Propongo al sindaco di avviare un protocollo della legalità con il prefetto relativo a tutti gli appalti che dovranno essere affidati. Dobbiamo far fronte per assicurare alla nostra comunità sicurezza e tranquillità. Lo Stato è presente sul territorio come ha assicurato questa mattina il sottosegretario Sibilia.

Luca Cipriano, Mai Più: Questa non è la nostra Avellino. Non mi riconosco in una città che aggredisce un assessore, dove avvengono esplosioni, dove ci sono raffiche di mitra. Viviamo una fase di decadenza e di degrado, con una fuga dei giovani e una crisi dell’occupazione. Si tratta di un’aggressione alla città, a chi vuole fare politica, alla comunità. Non ho capito l’attacco a Libera. In questo momento dobbiamo superare le divisioni e ripartire movendoci nel solco della fiducia, della trasparenza e della serietà.

Gianluca Gaeta, Ora Avellino: Il mio ringraziamento alle forze dell’ordine per il lavoro che svolgono quotidianamente. Più fatti e meno protocolli. Bisogna partire dalla scuola, dalle parrocchie con il contributo di tutti, dei sindacati, della Chiesa, delle associazioni. In campo con serietà, unità e trasparenza.

Gerardo Melillo, Avellino Vera: Allarghiamo l’impegno sulla legalità anche agli altri Comuni. Dalla politica vengano luoghi di confronto che favoriscano l’opera delle forze dell’ordine.

Ettore Iacovacci, Pd: Necessario prendere posizione per difendere legalità e trasparenza. C’è da risolvere il problema degli alloggi comunali e del funzionamento del Piano di zona senza fare promesse elettorali.

Elia De Simone: Non è il tempo delle polemiche. Bisogna partire dal proprio comportamento e dall’educazione dei figli.

Giuseppe Giacobbe: L’episodio di cui sono rimasto vittima è da condannare. Con le indagini in corso non dovrei parlare, però mi sento di dire che stiamo vivendo un momento particolare, ho fiducia nell’operato delle forze dell’ordine.

In chiusura dei lavori c’è stato l’intervento del sindaco Gianluca Festa: È stato, tranne qualche intervento, un Consiglio in cui tutti hanno dato il loro contributo di proposte per trovare una linea di coesione. Di qui la necessità di invitare ai lavori del Consiglio i rappresentanti dell’intera comunità. Sì alla proposta avanzata dai sindacati di un protocollo sulla legalità, sì al coinvolgimento delle scuole. Ha ragione Cipriano quando dice che questa non è la nostra Avellino. Le forze dell’ordine sono e al lavoro ed avvertiamo vicino la presenza dello Stato. Siamo per il rispetto delle regole, siamo liberi e non abbiamo conflitti d’interesse. Porteremo avanti gli sgomberi d’accordo con la prefettura.  La politica non è un male, la politica deve svolgere il proprio compito. Da Libera mi sarei aspettato parole di solidarietà e di vicinanza per l’assessore Giacobbe invece  di delegittimare chi amministra la città. Dobbiamo aprire ora una pagina nuova. Provo soddisfazione per questo Consiglio comunale.

 

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