AVELLINO – “Onesto, generoso, elegante nel pensiero, signore nell’animo. Ci mancherà non poterti più ammirare dopo averti visto passare e sorridere, sorridente appunto e magnificamente ironico. Ci mancherà la velocità con cui strappavi note di allegria moderata ed intelligente. Forte, severo, fino all’ultimo momento: hai unito questa qualità in nome della dignità con cui hai affrontato questo ospite incallito che è il cancro”.
Questo un passaggio del ricordo che ha tracciato di Massimo Preziosi il figlio Alessandro, noto attore del cinema e della televisione, in una gremita chiesa del Rosario dove, questa mattina, la città di Avellino ha tributato l’estremo saluto al noto penalista ed ex sindaco di Avellino.
“Grazie a nome di mio padre, amici, ora sì che posso confessarvelo: tutti voi – ha detto Alessandro – eravate per lui, tutti, destinatari del suo rispetto, della sua considerazione, del suo senso politico di fare parte di una comunità. Era bello camminare al tuo fianco, era bello sentirti chiamare “avvoca’, signor sindaco, Massimo. Anche nel pronunciare il tuo nome c’era un senso di altri tempi, di rara empatia, esemplare”.
Queste, invece le testimonianze degli ex primi cittadini Enzo Venezia, Paolo Foti e Giuseppe Galasso. Enzo Venezia: “Una persona perbene, onesta, che ragionava con la sua testa, con una rigorosità morale non comune. Ed era anche molto disponibile sul piano umano. io gli sono anche riconoscente perché mi volle a tutti i costi assessore, qui ndi giovanissimo ebbi la possibilità di essere assessore al Comune di Avellino.
Paolo Foti: “Lui si è caratterizzato per il rigore, la capacità nella funzione di sindaco ma ancor prima si è caratterizzato come uno dei migliori penalisti della Campania, certamente della città di Avellino, ma della Campania. E quindi lascia un ricordo di sé molto positivo, di una persona della cosiddetta città civile che si prestava alla città con molto disponibilità, mettendo in campo le proprie capacità professionali e umane”.
Giuseppe Galasso: “Se ne va una persona che rappresentava un po’ un’Avellino di un tempo, Avellino fatta di persone perbene, dignitose. Se n’è andato in silenzio com’era suo carattere senza clamori ed oggi la città si rende conto di aver perso una grande persona”.




