BRUXELLES – Il Parlamento europeo si è riunito oggi per votare le misure urgenti proposte dall'Ue per affrontare la pandemia Covid-19, tra cui sostegno ai sistemi sanitari e assistenza finanziaria per gli Stati membri maggiormente colpiti dalla crisi. È la prima sessione plenaria del Parlamento europeo che utilizza il voto a distanza. All'apertura della sessione, il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha dichiarato:
“Stiamo vivendo una situazione straordinaria ed inaspettata che ci ha condotto in queste settimane a prendere delle decisioni senza precedenti, anticipando spesso la rapida evoluzione delle circostanze con l’obiettivo di proteggere la salute dello staff e dei deputati ed allo stesso tempo garantire la vita democratica della nostra istituzione.
Abbiamo dovuto rallentare, certo. Ma non ci siamo fermati, perché la democrazia non può essere sospesa soprattutto nel mezzo di una crisi tanto drammatica. È nostro dovere anzi, proprio in questi tempi così difficili, essere al servizio dei nostri cittadini che tanto stanno soffrendo, dare loro una guida, una speranza per affrontare questo momento buio e quelli che verranno. Come legislatori noi abbiamo i mezzi, la possibilità e il dovere di essere utili.
Oggi siamo qui vicini seppur lontani, riuniti con questo formato inedito, straordinario ma determinati a dare il nostro contributo nella lotta alla pandemia garantendo la nostra funzione democratica e la continuità dei lavori del parlamento perché è solo così che possiamo rendere un servizio alle persone, alle nostre comunità ed al personale sanitario che si sta sacrificando nelle corsie dei nostri ospedali in tutta l’Europa.
Qualche giorno fa questo orribile virus ci ha colpito molto da vicino, ha portato via una giovane vita, un ragazzo che lavorava proprio qui con noi al Parlamento europeo. Alla famiglia del caro Giancarlo vanno le nostre più sentite condoglianze così come vanno alle famiglie di tutte le persone che hanno perso la vita a causa del Covid-19.
Voglio rivolgere infine un pensiero a tutte quelle persone che questo virus lo combattono quotidianamente con coraggio e determinazione, alle persone malate prima di tutto, al personale medico che in tutta Europa lavora senza sosta ed anche ai nostri cittadini che con il loro comportamento responsabile saranno decisivi per debellare questa pandemia”.
Aggiornamento del 26 marzo 2020, ore 15.58 - Covid-19: I deputati chiedono una risposta più unitaria dell'Ue - Con un forte sostegno alle misure per affrontare la pandemia Covid-19, il Pe si è espresso giovedì in Plenaria a favore di una forte solidarietà dell’UE per aiutare i cittadini.
Prima della votazione d'urgenza sul primo pacchetto di misure proposte dalla Commissione per aiutare gli Stati membri ad affrontare la pandemia in modo efficiente e coordinato, i deputati hanno chiesto ai Paesi Ue di collaborare e di mantenere aperte le frontiere interne, per consentire la consegna di attrezzature mediche e di beni.
Giovedì, nel rispetto delle severe precauzioni sanitarie, alcuni deputati, di tutti i gruppi politici, si sono riuniti in una sessione speciale nell'Aula di Bruxelles, mentre altri hanno seguito il dibattito da casa. Grazie alle speciali procedure messe in atto, tutti i deputati hanno potuto votare a distanza: 687 deputati hanno partecipato alla prima votazione per l'approvazione della procedura d'urgenza.
In apertura di dibattito, il presidente David Sassoli ha ribadito che il Parlamento non cesserà di funzionare nonostante la pandemia. "Oggi siamo qui vicini seppur lontani, riuniti con questo formato inedito, straordinario ma determinati a dare il nostro contributo nella lotta alla pandemia garantendo la nostra funzione democratica e la continuità dei lavori del parlamento perché è solo così che possiamo rendere un servizio alle persone, alle nostre comunità ed al personale sanitario che si sta sacrificando nelle corsie dei nostri ospedali in tutta l’Europa", ha affermato.
Sottolineando la necessità di un'azione comune e di preservare il mercato unico, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Quando avevamo bisogno di uno spirito "tutti per uno", molti hanno fornito una risposta "solo per me". Ma ora le cose stanno migliorando. La libera circolazione di beni e servizi è l'unico modo per far arrivare le forniture là dove sono necessarie. Mettere barriere tra di noi non ha senso! I cittadini europei si ricorderanno delle decisioni e delle azioni che prendiamo oggi".
Esteban Gonzáles Pons (PPE, ES) ha dichiarato: "Abbiamo bisogno dell'Europa che ogni sera esce sui balconi per applaudire gli operatori sanitari". Ha poi fatto eco alla Presidente della Commissione e ha chiesto che le risorse siano convogliate verso l'assistenza sanitaria locale e che sia garantito il libero flusso di attrezzature e beni medici. Ha poi chiesto il mantenimento dei sistemi politici, l'investimento nella ricerca e la solidarietà tra i leader europei il cui "spirito europeo sta fallendo".
"Le decisioni di oggi non rappresentano che un primo passo", ha affermato Javier Moreno Sánchez (S&D, ES), sottolineando la necessità di proporre anche delle misure quali un piano Marshall dell'UE, finanziato da un nuovo strumento comune europeo di debito, e un fondo europeo per la disoccupazione, per contribuire a mitigare le conseguenze economiche e sociali della crisi Covid-19.
"Se l'Europa si basa sulla solidarietà economica e monetaria, la solidarietà sanitaria è ancora più necessaria" ha dichiarato Dominique Riquet (Renew, FR), sostenendo i passi fatti contro i voli a vuoto, e affermando che le catene di fornitura ben organizzate sono i mezzi per stabilizzare l'Europa e combattere la malattia. "Voglio che questo aforisma si applichi all'Europa e ai suoi cittadini: ciò che non ci uccide ci renderà più forti", ha concluso.
Nicolas Bay (ID, FR) ha criticato la risposta dell'UE: "Abbiamo una grande sfida e voi siete assenti. La Commissione europea ha messo a rischio gli europei. L'UE non è nemmeno in grado di coordinare le misure adottate dagli Stati membri. La crisi Covid-19 è un chiodo, forse l'ultimo, della bara di una burocrazia impotente".
I ringraziamenti e la gratitudine non bastano, ha detto Ska Keller (Verdi/ALE, DE) che ha chiesto che gli aiuti siano estesi anche ai Balcani occidentali. I Verdi chiedono aiuto finanziario alle persone che hanno perso il loro reddito e, attraverso i "coronabond”, di garantire la stabilità dei Paesi dell'Unione Europea. Questi tempi straordinari "non sono un pretesto per minare i controlli e gli equilibri": i governi devono rimanere sotto il controllo dei parlamenti nazionali.
Derk Jan Eppink (ECR, NL) ha proposto una diversa risposta pragmatica alla crisi, dichiarando come i nuovi eurobond o "coronabond" non sarebbero “un modo efficace per rivitalizzare l'economia europea”. “La gente ha urgente bisogno di denaro contante. Le banche centrali nazionali dovrebbero invece fornire crediti a tasso zero ai nostri cittadini e alle nostre imprese", ha aggiunto.
"Un'Europa protettiva si prenderebbe cura dei suoi lavoratori essenziali. Piuttosto che applaudire i badanti, i cassieri, le persone da cui dipendono le nostre vite, aiutiamoli", ha dichiarato Manon Aubry (GUE/NGL, FR), chiedendo che la produzione di attrezzature sanitarie sia condivisa e che sia messa in campo una strategia chiara e coordinata per eliminare l'isolamento.
Il Vicepresidente della Commissione, Maroš Šefčovič, ha chiuso la discussione rispondendo alle domande poste dai deputati durante il dibattito.




