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    04/08/2020

In Consiglio l’emergenza coronavirus. Festa: «Il modello Avellino riferimento in Italia»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica11_consigvirus.jpgAVELLINO – “Noi siamo diventati riferimento in Italia: la Rai, Mediaset hanno parlato del modello Avellino. Il Consiglio comunale l’ha deciso la conferenza dei capigruppo, non è che me l’ha detto il prefetto. Quando ci chiedete di dialogare, a noi fa piacere: non cambiate metodo. Così ho modo di raccontare le tantissime cose che facciamo. Non ci fermiamo qua. Il bello deve ancora arrivare. Stiamo affrontando quest’esperienza amministrativa con competenza, con serietà. Abbiamo scritto la prima pagina di un libro nuovo. Questa è stata l’amministrazione della svolta nella storia di Avellino”.

È un passaggio della replica del sindaco di Avellino Gianluca Festa al termine del dibattito cui ha dato vita, dalle 16.00 di questo pomeriggio, il Consiglio comunale, il primo tenuto, via skype, da quando è scoppiata l'emergenza coronavirus. Una seduta molto intensa, caratterizzata dalle diverse posizioni dei gruppi consiliari con la maggioranza che si è schierata a difesa dell’operato del primo cittadino e della sua amministrazione e con l’opposizione che ha avanzato diverse critiche sull’azione fin qui portata avanti e, soprattutto, sulla mancata apertura al confronto tanto da rendersi necessario l’intervento del prefetto.

È stato proprio il sindaco Festa ad aprire i lavori: Noi ci sentiamo rappresentanti di tutta la città. Non si è dormito la notte. La gente ha votato noi. Passo dopo passo, azione dopo azione, non ci scordiamo mai di nessuno, questo è il nostro compito. Quando parliamo di pandemia parliamo di un evento irripetibile. Io sono contento del nostro approccio, del nostro impegno. È stato difficile anche fare il Consiglio. La città ha avuto risposte rapide, immediate, efficaci. Siamo una squadra, noi per cinque anni governeremo senza problemi. Ho ricevuto anche da parte di alcuni consiglieri di opposizione attestazioni di stima, ho apprezzato quest’atteggiamento. Quando c’è l’emergenza bisogna agire con tempi veloci, e l’abbiamo fatto. Fase 2: per noi esiste l’uscita dalla crisi e ritorno alla normalità. La nostra priorità è riportare la città a riprendersi. In otto mesi abbiamo cambiato la storia di questa città, abbiamo dato fiducia ai giovani, alle attività imprenditoriali, scommettendo sulle competenze. La meritocrazia era stata cancellata, l’abbiamo ripristinata: abbiamo parlato alla nostra gente, al popolo avellinese. Questa è la sfida, non la fase 2. Vogliamo riprenderci la nostra vita grazie al valore aggiunto che è dato dalla nostra gente: è un tesoro che possiedi o no. Noi abbiamo la fortuna di possederlo. Noi dobbiamo tornare ad una vita normale con tutte le precauzioni del caso, il virus non è sparito. Se manteniamo le precauzioni sociali è chiaro che dobbiamo ripartire, ritornando alla normalità. Questa la mission della fase 3. Dobbiamo prima re-impossessarci di quello che ci è stato tolto dal virus.

Le polemiche le lasciamo a chi ha fiato nella bocca, il popolo è con noi. State sereni, tranquilli, ci terrete avanti per cinque anni, noi governeremo per cinque anni, senza esitazioni e senza problemi per ritornare alla normalità. Quest’amministrazione nei prossimi cinque anni uscirà fuori dal dissesto: faremo cassa, risparmieremo sulla manutenzione e questo ci consentirà di accorciare i tempi rispetto al disavanzo. Sono andato con questa faccia dinanzi alla Corte dei conti ed ho avuto ragione. La casa comunale? Se possiamo cederla alla Guardia di finanza lo faremo: vogliamo tornare a casa nostra, Palazzo De Peruta, al Corso.

Dare un alloggio di proprietà ad un buon numero di nostri concittadini: anche in questo c’è un ritorno alla normalità. Una casa propria da poter lasciare ai propri figli. Anche questo è un ritorno alla normalità. Chi ci sottovaluta non riesce a comprendere che ogni nostra azione rappresenta il tassello di un mosaico, di una strategia più complessiva. Non c’è approssimazione: noi vogliamo lavorarare per la nostra gente. In queste nostre strategie per la città molti dovranno rimangiarsi la parola. Vogliamo consegnare alla città la normalità del quotidiano: ci sono in Italia città che hanno messo in campo il numero di sanificazioni che abbiamo messo in campo noi?

A noi il compito di volare alto come sappiamo fare noi, non è megalomania, ma la consapevolezza che abbiamo i mezzi, gli strumenti ed anche le capacità. C’è bisogno di coraggio in questa fase: le attività possono riprendere con la consapevolezza di convivenza del virus, nessuno può farcela da solo.

Noi abbiamo le carte in regola per riprenderci prima e meglio degli altri: ce l’abbiamo sempre fatta anche dinanzi alle catastrofi, ce la possiamo fare e torniamo più forti di prima. Noi dimostreremo a tutti quanto valiamo.  Sottoporremo all’attenzione del Consiglio il bilancio nelle prossime settimane, sarà una pietra miliare per il superamento dell’emergenza. Abbiamo uno spirito internazionale. Quest’amministrazione non ha paura di confrontarsi con l’Europa. Noi ci confrontiamo senza timore, senza esitazione con qualsiasi realtà metropolitana o europea. Vi assicuro che quando noi parliamo ci apprezzano anche con un pizzico di invidia. Questa è l’amministrazione che ci farà uscire dalla crisi.

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Su proposta del presidente del Consiglio comunale, Maggio, viene osservato un minuto di raccoglimento per le vittime del virus.

Il dibattito - Il primo ad intervenire nel dibattito è stato il consigliere Gianluca Gaeta (Ora Avellino): È doveroso ringraziare il sindaco che mi è stato vicino essendo stato io messo in quarantena. Grazie ai medici, agli infermieri, alle forze dell’ordine, ai medici presenti in Consiglio comunale. Un abbraccio forte ai cittadini di Ariano Irpino e a tutti quei paesi che hanno avuto perdite importanti. Questa crisi ha bloccato le attività commerciali e va elogiato il grande lavoro che l’assessore Nargi sta svolgendo per rialzare queste attività. Un grazie ai colleghi di opposizione che ieri hanno dato una mano con idee e strategie. Sindaco, ti stai confrontando mettendo in campo la tua faccia con coraggio: fai bene a dire di voler uscire dalla crisi e ritornare alla normalità. Le polemiche lasciamole agli altri, noi siamo chiamati per dare risposte. Vai avanti, ti diamo tutta la fiducia, Avellino ha bisogno di un sindaco che ci mette la faccia e vuole risolvere i problemi.

Monica Spiezia (Lega): In questi giorni di quarantena tutti abbiamo scoperto l’utilità dei social ed anche noi ci ritroviamo in un’aula virtuale ad affrontare questo dibattito. Grazie ai medici, agli infermieri. Penso che ad Avellino le cose stanno andando bene per quanto riguarda i contagi. La paura del contagio ci ha travolti. Questo mostro ha distrutto il tessuto nazionale, ma anche quello del Sud e della nostra città. Quando ci sono problemi che riguardano tutta la città bisogna lavorare insieme. Noi come città abbiamo osservato tutte le regole, e quindi dimostriamo di credere in questa città. Facciamo ripartire la città, apriamo come ha fatto la Calabria. Non aspettiamo ancora. Nessuno deve essere abbandonato a se stesso. Il mio obiettivo è il bene della città, a me piace dare le risposte. Il mio appello va a te sindaco: facciamo presto, aiutiamo Avellino a ripartire.

Diego Guerriero (Viva la libertà): Questa è una situazione assolutamente emergenziale. Partiamo dai fatti: il mio ringraziamento è a tutti coloro che hanno vissuto in prima linea questa situazione. Sindaco, hai lanciato un modello che ha previsto delle azioni, sei stato determinato, hai preso atto dei nostri consigli. Mi auguro che prevalgono sempre ragionamenti sereni nell’interesse della comunità avellinese. Un lavoro è stato fatto e questo lavoro ha portato a dei risultati. I fatti ci descrivono che oggi abbiamo contezza di una procedura corretta, una procedura che ci ha consentito di ricevere gli otto milioni di euro del fondo di rotazione. Ci dovrà essere da parte nostra un impegno maggiore e lo faremo in maniera assolutamente precisa e accurata. Lei sta lavorando dalla mattina alla sera. Invito tutti ad abbassare un po’ i toni. L’impegno nostro è e sarà massimo. Le scelte dovranno essere oculate e determinate.

Ferdinando Picariello (M5S): L’epidemia che stiamo vivendo porterà stravolgimenti enormi alla nostra vita. La politica deve prendere atto di queste cose. I Comuni in questo svolgeranno un ruolo importante. Dobbiamo essere artefici di un processo di semplificazione e di miglioramento della azioni sociali per far nascere una città più vivibile. È incredibile come il sindaco, che si definisce ambientalista, non abbia pensato ad una mobilità per l’emergenza. È una città abbandonata, senza marciapiedi, senza attenzione ai disabili, una città a misura di Suv come sa il sindaco che ne è un estimatore. Si ascoltino anche le associazioni. Non c’è traccia di mercato all’aperto. Nessuna attenzione agli scarichi nel Rio San Francesco e nel Fenestrelle. Quest’amministrazione distribuisce i gelati quando glieli portano gli altri. Le proposte: pensare alla mobilità piuttosto che alla propaganda per gli screening sierologici. Creazione di una viabilità d’emergenza e favorire il commercio di quartiere. Una gestione mirata dei trasporti pubblici. Bici ed auto elettriche in campo. Potenziamento della pubblica amministrazione. Utilizzo strade di quartiere a solo uso ciclo-pedonale. Mercatini di quartiere. Rete wi-fi gratuita in tutta la città.

Nicola Giordano (Laboratorio Avellino): Il sindaco troppo impegnato a ricordare la sua cavalcata in questi giorni piuttosto che le persone che hanno perso la vita. Il sindaco non è mai stato eletto presidente del piano di zona e, una volta eletto, dovrà far partire questo piano di zona per garantire i servizi ai cittadini.  La fase 2 è quello che interessa di più alla gente e non l’autocelebrazione che il sindaco ha messo in atto in questo momento. Mettere in campo delle azioni che consentano di uscire da questa fase.

Alessandra Iannuzzi (Viva la libertà): Non comprendo le polemiche sterili, gli ostruzionismi. Fase 2:  necessarie le misure da adottare per il commercio. Affrontare  la questione delle Pari opportunità e delle discriminazioni di genere accentuate dall’emergenza Covid. Immaginare dei sussidi all’occupazione femminile, istituire dei campi estivi per i bambini in modo che le famiglie possano riprendere con maggiore tranquillità senza dover ricorre a baby-sitter.

Francesco Iandolo (Avellino prende parte-App): Smettiamo di parlare di questa emergenza come di una guerra, la guerra è il tempo dell’odio. Questo è il tempo della solidarietà e della vicinanza. Perché siamo arrivati in ritardo nella politica sanitaria? Era proprio necessario allestire Campo Genova? E la proposta del Maffucci? C’è un’alternativa all’azione in emergenza e si chiama programmazione. Dubbi sui criteri di assegnazione dei bonus. Si programmano anche le emergenze, quale ruolo ha avuto il Coc? Si programma anche la partecipazione, quella dei cittadini e della città. Proposte: mobilità dolce, digitalizzazione, una normalità a misura d’uomo che ci consenta di riappropriarci della nostra città, di costruire l’Avellino del futuro. Sforamenti Pm10: fermare queste continue ordinanze che non producono effetti.

Giovanna Vecchione (Davvero): Doveroso ringraziare i medici e quanti sono stati in prima linea. Cerchiamo di far riaprire quante più serrande possibile di esercizi commerciali. Una situazione che non ha precedenti nella storia. Abbiamo fatto il possibile. Non parlare, come ci accusa qualcuno, non significa non avere idee: significa dare fiducia ai nostri amministratori e al nostro sindaco. Un pensiero a tutte le vittime

Amalio Santoro (Si Può): Faccio fatica a stare sull’introduzione del sindaco. Siamo tutti interessati a costruire una nuova normalità: c’è un’intelligenza della storia dentro il virus, un’intelligenza hegeliana. Noi dalla fase 1 non siamo ancora usciti. Non siamo certo ai numeri delle scorse settimane, avevamo qualche settimana di vantaggio, ma l’abbiamo bruciata: è andata in crisi Ariano, è andato in crisi il Moscati. Come si va avanti? Il problema è come continuiamo. Qual è la condizione dell’ospedale della nostra città? Lei, signor sindaco, deve porre questi interrogativi e non esaltarsi solo sulle cose fatte. Sarebbe utile interloquire con i manager del Moscati e dell’Asl di Avellino. La condizione sanitaria incrocia questa epidemia della paura. Ripartiamo da una grande tensione ideale, dalla trasparenza degli atti. Ripartiamo dalle cose che contano come la scuola, interloquendo con il provveditorato, un soggetto anche questo un po’ inabissato, potenziare la didattica on-line, ci sono disabili che fanno fatica ad usare questo strumento. Trasporti: potenziare i bus elettrici, sperimentare una mobilità alternativa, evitiamo di parlare della metropolitana leggera cui è stato dedicato un Consiglio monotematico. Si poteva fare qualcosa in più in materia ambientale: il parco Fenestrelle un parco di interesse regionale. Abbiamo utilizzato un po’ di risorse disponibili. Su Campo Genova si poteva evitare di sperperare altri soldi: c’erano alternative anche per fare i test. Tutti promettono di detassare: come si lega questa liberalità con il piano di rientro? Ci sono soluzioni tecniche che ci ha offerto anche il decreto Cura Italia. Abbiamo bisogno di un Comune che provi a sollecitare i livelli superiori: questa è una cosa da fare. Io solleciterei il sindaco a lavorare perché presso la prefettura si stabilisca una cabina di regia permanente con le varie forze sociali.

Gerardo Melillo (Avellino vera): Ripartire dal bene primario che è quello della famiglia. Ho visto che il sindaco e l’amministrazione erano presenti, hanno costituito un faro, si è battuto per la città, molte cose sono state fatte. In questa seconda fase c’è bisogno di collaborazione, coinvolgimento, anche perché dovremo affrontare la questione bilancio. Ci sono le carte in regola per fare bene. Quale migliore occasione che quella del bilancio: dobbiamo programmare insieme per ripartire. Dico al sindaco di far ripartire il commercio quanto prima; se c’è la possibilità di utilizzare fondi, favorire ulteriori condizioni positive. Dobbiamo lavorare insieme per costruire una città migliore.

Carmine Montanile (Laboratorio Avellino): Ci siamo trovati di fronte ad uno tsunami. È un momento tragico per la nostra comunità. Stiamo per affrontare la seconda fase che è la fase della conoscenza. Stiamo svolgendo un immane lavoro a Campo Genova con i test rapidi. Vai avanti sindaco, stai facendo bene. Importante sarà l’assetto sanitario della nostra comunità: se queste sono le basi sono a disposizione con la mia professionalità nell’interesse della comunità tutta. Ho sentito dire del Maffucci: sarebbe stare importante isolare i portatori del coronavirus.

Luca Cipriano (Mai Più): Bisogna partire dai dati. Numeri a noi favorevoli, perciò ci sono due verità: dobbiamo ringraziare gli avellinesi se ci siamo salvati, distanziamento sociale, soffrire per 60 e più giorni; il secondo merito è del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che con pugno fermo, anche esagerato talvolta, ha consentito al virus di rallentare nella nostra regione, di tenere il virus sotto controllo, è stato lui l’unico protagonista di questa operazione coronavirus. Ci sono state delle fotocopie sbiadite. Le ordinanze fatte? Poche, pochissime. La prima è stata quella dei parcheggi gratuiti, da ieri  però si pagano le tratte. Ci sono le ordinanze non fatte: quella sul servizio di consegna a domicilio, quella che obbliga l’utilizzo delle mascherine nelle farmacie e nei supermercati. Sanificazione delle strade: solo tre, tutte le altre le ha pagate la Confindustria. Si è scelto il modello dell’uomo solo al comando, che ha mortificato la democrazia. Siamo stati tutti derubati della nostra democrazia, non abbiamo potuto tenere le conferenze dei capigruppo, il Consiglio comunale che si riunisce dopo 72 giorni, il presidente Conte è andato tutte le settimane in Parlamento. Siamo qua perché il prefetto vi ha mandato una lettera in cui si dice di un’inammissibile prevaricazione della maggioranza nei confronti della minoranza. Si è scelto di sconfiggere il virus con la distribuzione di cornetti e di gelati. Non tollero tante ipocrisie. C’è bisogno ora dei fatti che al momento sono mancati, solo retorica vuota ed inutile, siamo nella fase 2: noi dovremmo, con un minimo di serenità,  varare un piano eccezionale sul decoro della città. Il sindaco mente sapendo di mentire: da un mese si potevano aprire le aree verdi della città. C’è bisogno di un’operazione di decoro: la gente continua a gettare per strada guanti e mascherine. Proposte: esenzione tasse spazzature e tassa occupazione suolo pubblico. Dobbiamo dire che per sei mesi non pagheranno le tasse e consentire loro di riaprire. Siamo pronti a varare il piano per il commercio. Serve un piano per il sociale: il piano di zona è paralizzato, cambiamo subito passo, c’è troppa carta bollata. Serve un piano per la mobilità: il Comune di Milano ha tracciato 35 chilometri per le bici. Ci sono milioni per acquistare bus elettrici. Serve un piano per la cultura: soffre il comparto dello spettacolo, dei concerti, propongo di convertire questi fondi in bonus per gli operatori dello spettacolo.

Costantino Preziosi (La svolta inizia da te): Sento parlare della fase 2. Ognuno lancia le proprie ipotesi. Nella prima fase il sindaco ha ritenuto di dover andare avanti da solo. Ringrazio per la sanificazione delle strade Confindustria e l’assessore Negrone. Spero che ci sia una maggiore collaborazione nella seconda fase perché io ritengo che le istituzioni si gestiscono e non si occupano. La linea guida deve essere la tutela della salute pubblica. La politica deve dettare la linea: qual è la comunità che vogliamo costruire? È ovvio che nulla sarà come prima, bisogna pensare all’economia, al lavoro. Due aspetti da affrontare: uno strutturale, uno economico. Il piano di riequilibrio non è stato approvato dalla Corte dei conti. Piano trasporti: istituire la metropolitana pedonale, modificare i tempi e i ritmi della città. Modificare l’uso dei parchi pubblici. Far riaprire i cortili e le palestre delle scuole nei mesi estivi con un numero limitato di bambini. Commercio: abolizione della Tari e sgravi compensativi sull’Imu.

Francesco Russo (Pd): Sono stato eletto nelle file del Pd come consigliere di opposizione e quindi intendo svolgere il mio ruolo. C’è stata una chiusura alla discussione ed è dovuto intervenire il prefetto. Il sindaco ha preferito operare da solo chiudendo qualsiasi possibilità di dialogo, la città ha bisogno di dialogo e di confronto. Un buon esempio c’è stato ieri nella riunione delle due commissioni con un bel dialogo tra maggioranza e minoranza: mi auguro che sia il primo momento di un confronto sereno e costruttivo.

Luigi Urciuoli (M5S): facilitazioni per tutti partendo dalle deroghe al Puc legate al distanziamento sociale per modificare la destinazione d’uso di locali e di alcune realtà.

Elia De Simone (Davvero): Voglio ricordare che Gerardo Grasso oggi è uscito dall’ospedale dopo due mesi di battaglia. Lo dico con la speranza che il mio amico Nuccio Sanseverino possa farcela anche lui. Questo virus dovrebbe insegnare parecchie cose. Siamo contestati da quando è iniziata questa vicenda a Campo Genova. Noi siamo partiti con questo progetto preciso con l’ausilio dell’ordine dei medici. Non sono un cameriere, non sono un servo sciocco. Chi sa veramente qualcosa su questo virus? Non è così semplice fare il siero e somministrarlo: servono in questa fase i test rapidi, servono i tamponi. In questa vicenda i medici sono stati mandati un po’ allo sbaraglio. Ora tutto quello che è stato proposto stasera ben venga: però prego tutti di abbassare i toni. Criticare è facile: il sindaco si è assunto una grossa responsabilità.

Ettore Iacovacci (Pd): Probabilmente stare in silenzio è tipico di certi consiglieri. Nessuno ha mai messo in discussione il lavoro del sindaco. Noi come opposizione abbiamo chiesto di essere ascoltati. Visto che non si poteva fare nelle commissioni l’abbiamo fatto sui giornali. Volevamo dare il nostro contributo al sindaco. Invece è mancato il rispetto delle opposizioni tanto che c’è voluto l’intervento del prefetto. Volevamo dare un contributo alla città soprattutto in questi momenti difficili, chiediamo di ascoltare le nostre proposte in un momento di confronto.

*  *  *

La replica del sindaco Festa: È stata una bella discussione, lunga, articolata. Ho apprezzato alcuni interventi anche dell’opposizione, altri invece non hanno ancora digerito l’esito della campagna elettorale. Abbiamo vinto, dovete farvene una ragione. I numeri sono numeri. Lo stesso consigliere Cipriano arriva secondo con le sue proposte, ma d’altronde già era arrivato secondo. Ringrazio la maggioranza per quello che ha fatto ed il sostegno che ci dato in questa fase. Il Maffucci? Quanto è costato alla Regione attrezzare le strutture private rispetto ad una struttura con 70 stanze che avremmo potuto utilizzare? Questione mercato: noi siamo pronti. Si aspettano indicazioni precise dall’incontro tra Anci e unità di crisi della Regione Campania. Non andiamo contro chi si sveglia alle cinque di mattina: però rispetto delle regole e pagamento dei tributi.

Noi siamo diventati riferimento in Italia: la Rai, Mediaset hanno parlato del modello Avellino. Il Consiglio comunale l’ha deciso la conferenza dei capigruppo, non è che me l’ha detto il prefetto. Quando ci chiedete di dialogare, a noi fa piacere: non cambiate metodo. Così ho modo di raccontare le tantissime cose che facciamo. Non ci fermiamo qua. Il bello deve ancora arrivare. Stiamo affrontando quest’esperienza amministrativa con competenza, con serietà. Abbiamo scritto la prima pagina di un libro nuovo. Questa sarà l’amministrazione della svolta nella storia di Avellino.

 

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