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    20/09/2019

De Mita: «È dei sindacati la responsabilità della chiusura dell’Irisbus»

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Ciriaco De Mita (foto di Massimo D'Argenio)AVELLINO – Dopo l’inaugurazione del circolo dell’Unione di Centro a San Tommaso, che si è svolta ieri sera, Ciriaco De Mita questa mattina ha sentito l’esigenza di convocare una conferenza stampa, per non precisati motivi, presso la sede principale del partito in Corso Europa. E come al solito l’ex leader Dc ne ha per tutti.

Dalla stampa: «Faccio fatica a leggere i giornali perché troppo spesso la semplificazione prevale sui concetti», ai sindacati: «Sono l’ultima casta rimasta: quelli irpini hanno tutta la responsabilità della chiusura della Irisbus». Dai politici locali: «Il Pd, in città non esiste. Più che di un partito si tratta di un gruppo di persone incapaci di coltivare un’idea di comunità», a quelli nazionali: «Bersani è una brava persona di solida cultura politica, ma pretende di mettere insieme posizioni contrastanti». Come quelle di Vendola: «Un poeta, ma mai animato da rancore ideologico».

Poi tornando in Irpinia, ha parlato della gestione degli enti locali, «che ha assunto i caratteri dello squallore e dell’assurdo. Le istituzioni – ha aggiunto – vengono vissute come luoghi di scontro e di propaganda perché da oltre vent’anni non si ragiona sul da farsi ma su chi vince e chi perde». E poi anche di crisi economica: «In questi anni gli amministratori non sono stati capaci di fronteggiare i veri problemi, perché intenti a manifestare la percezione del dramma che ci coinvolge. Sarebbe stato, invece, auspicabile, ricercare le condizioni necessarie». In vista delle prossime amministrative il leader di Nusco ha auspicato che «si giocassero sulla ricerca delle soluzioni e non sullo scontro tra schieramenti stabiliti a priori».

Infine l’ex presidente del Consiglio ha sottolineato come egli sia «stato il solo ad aver consentito l’emergere di nuove classi dirigenti in provincia». Smentendo quanti lo accusano di aver paralizzato il sistema. «Io ho aiutato a crescere le nuove classi dirigenti, ma – ha ricordato – le classi dirigenti emergono dalla contesa e ciò è stato possibile fino a quando c’erano i partiti. Perché essi erano luoghi di dialogo e di elaborazione. E se in questi venti anni non è emersa una nuova classe dirigente è perché i giocatori bravi sono quelli che fanno gol e non quelli che potrebbero farlo» - ha concluso sornione De Mita.

 

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