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    12/07/2020

Ue-Regno Unito: i deputati non sosterranno un accordo ad ogni costo

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica11_pe_reg_unit.jpgBRUXELLES – In un dibattito congiunto su relazioni UE-Regno Unito e finanziamento dell'Ue, i deputati hanno criticato la posizione di Londra e esortato il Consiglio a concordare il Piano di ripresa.

Durante il dibattito sui negoziati in corso sulle relazioni future tra l’Ue e il Regno Unito, diversi deputati hanno affermato che il Parlamento non sosterrà un accordo ad ogni costo. Hanno poi respinto l'intenzione del Regno Unito di selezionare alcune aree politiche su cui negoziare, ignorandone altre.

Diversi deputati hanno sottolineato come entrambe le parti debbano attenersi alla Dichiarazione politica firmata da Regno Unito e Ue l'anno scorso, in cui viene delineato un quadro chiaro di relazione futura. I deputati hanno anche chiesto che tali impegni siano rispettati fedelmente, nell'interesse dei cittadini britannici nell'Ue e dei cittadini dell'Ue nel Regno Unito, così come stabilito nell'accordo di ritiro, giuridicamente vincolante. Il Parlamento spera in un nuovo dinamismo per concludere i negoziati, per i quali restano a disposizione solo 204 giorni.

Giovedì verrà adottata una risoluzione sulla valutazione dei negoziati, seguita da una conferenza stampa.

Bilancio a lungo termine dell'Ue e sostegno alla ripresa Covid-19

Per quanto concerne il prossimo bilancio a lungo termine dell'Ue e il pacchetto di ripresa Covid-19, i deputati hanno affermato che il tempo stringe e spetta ora al Consiglio europeo compiere rapidamente il prossimo passo importante: trovare una posizione comune tra gli Stati membri. L'economia deve tornare in pista con urgenza, e il Piano di ripresa "può far ripartire le cose, ma solo con un ambizioso bilancio a lungo termine".

Molti deputati hanno sottolineato che la proposta della Commissione è il minimo indispensabile. Inoltre, il ruolo del Parlamento deve essere rafforzato nell'ideazione e nell'attuazione del pacchetto, poiché "una crisi non può essere una scusa per minare la democrazia".

Contesto

Il 19 giugno, i capi di Stato e di governo dell'Ue si riuniranno in videoconferenza per discutere i piani del Fondo di ripresa per la riposta alla crisi Covid-19 e un nuovo bilancio a lungo termine dell'UE, presentato dalla Commissione europea il 27 maggio 2020 in Parlamento. Secondo il Consiglio, la discussione dei leader Ue servirà da "preparazione approfondita" a un successivo summit.

Inoltre, i presidenti di Consiglio e Commissione informeranno i leader delle discussioni con il Primo ministro Boris Johnson nella riunione ad alto livello Ue-Regno Unito del 15 giugno 2020 in videoconferenza.

A seguito del ritiro del Regno Unito dall'Unione Europea il 31 gennaio 2020, le due parti si sono impegnate in negoziati per stabilire un futuro partenariato, che dovrebbe iniziare dopo il periodo di transizione che terminerà il 31 dicembre 2020.

Aggiornamento del 18 giugno 2020, ore 15.08 - Negoziati Ue-Regno Unito: fermo sostegno dei deputati alla posizione dell'Ue - Visto il poco tempo a disposizione per raggiungere un accordo, il Parlamento si rammarica che le differenze sulle future relazioni Ue-Regno Unito rimangano sostanziali. In una risoluzione approvata giovedì con 572 voti favorevoli, 34 contrari e 91 astensioni, il Parlamento ha fatto un bilancio dei risultati dei negoziati Ue-Regno Unito su un nuovo partenariato e preso atto della richiesta delle parti negoziali di intensificare i colloqui durante il mese di luglio.  Inoltre, Il Parlamento deplora che, a seguito di quattro cicli di negoziati, non siano stati conseguiti reali progressi e che sussistano divergenze sostanziali.

I deputati sottolineano che un accordo globale è nell'interesse di entrambe le parti. Tuttavia, esprimono profonda preoccupazione per l'insistenza del governo britannico nel voler negoziare solo nei settori che sono di suo interesse ed è "inaccettabile" per l'Ue che il Regno Unito possa scegliere a suo piacimento alcune politiche e spingere per accedere al mercato unico dopo la Brexit.

Nella risoluzione si ribadisce inoltre il pieno e fermo sostegno del Parlamento al capo negoziatore dell'Ue, Michel Barnier, nelle trattative con i negoziatori britannici, in base al mandato politico conferitogli dagli Stati membri dell'Unione e dal Parlamento.

Si chiede poi al Regno Unito di rispettare gli impegni assunti nella Dichiarazione politica, firmata dal Primo Ministro Boris Johnson e ratificata sia dall'Ue che dal Regno Unito.
Obblighi di recesso

La rigorosa applicazione del Protocollo su Irlanda e Irlanda del Nord e la fedele attuazione dell'Accordo di recesso, anche per quanto riguarda i diritti dei cittadini, sono prerequisiti ed elementi fondamentali per garantire la fiducia necessaria per la corretta conclusione di un accordo.
Concorrenza su un piano di parità e pesca

L'approvazione da parte del Parlamento di qualsiasi futuro accordo commerciale con il Regno Unito è subordinata al fatto che il governo britannico accetti condizioni di parità (disposizioni e norme comuni), tra l'altro nel campo della protezione ambientale, delle norme sul lavoro e degli aiuti di Stato, e che venga concluso un accordo soddisfacente sulla pesca. Tale esigenza è dovuta alla prossimità geografica del Regno Unito, al grado di interconnessione e al già elevato livello di allineamento e interdipendenza con le norme Ue.

Infine, nella risoluzione si osserva come finora il governo britannico non abbia avviato trattative su delle disposizioni che garantiscano condizioni di concorrenza eque.

Citazione

"L'Unione europea e il Regno Unito hanno dimostrato la loro volontà di progredire in modo significativo nei negoziati in luglio. Con la tempestiva risoluzione adottata oggi, il Parlamento europeo esprime la sua disponibilità a concludere un accordo ambizioso ed equo, senza compromettere i nostri principi e i nostri obiettivi", questa la dichiarazione di David McAllister (Ppe, Germania), presidente della commissione per gli Affari esteri del Parlamento europeo e del gruppo di coordinamento per il Regno Unito (Ukcg), a commento del voto in Plenaria e dell'esito della riunione ad alto livello Ue-Regno Unito del 15 giugno.
Contesto

L'attuale periodo di transizione scade il 31 dicembre 2020. Per entrare in vigore il giorno successivo, il nuovo accordo commerciale e l'accordo globale dovranno essere sottoscritti dalle parti negoziali al più tardi in ottobre. Il testo dovrebbe poi essere ratificato sia dal Parlamento europeo che dal parlamento britannico e, in caso di un cosiddetto accordo misto, dai parlamenti nazionali di tutti gli Stati membri dell'Ue.

 

 

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