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    03/09/2026

Comune, mercato e terminal-bus le grane da risolvere

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita3_p.za_f._sullo.jpgAVELLINO – Per l’esecutivo di Piazza del Popolo si prospetta un’agenda di lavoro impegnativa, con vertenze che rischiano di minare il consenso raccolto un anno fa in campagna elettorale.

Le scelte amministrative compiute sinora dal sindaco di Avellino, Gianluca Festa, hanno attirato non poche critiche sull’ente ed alimentato conflitti anche aspri, con cittadini e categorie produttive. Nel mirino dell’opinione pubblica sono finiti soprattutto il provvedimento di trasferimento del Terminal bus, con il quale i mezzi di trasporto urbano ed extraurbano sono stati improvvisamente dislocati in più aree di sosta, provocando non pochi disagi tra gli utenti, e lo spostamento del mercato bisettimanale a Campo Genova, che ha scatenato la protesta dei commercianti ambulanti, destinatari peraltro di salate cartelle esattoriali per mancato pagamento di oneri pregressi.

Un fronte, quest’ultimo, tuttora aperto, anche a causa dei numerosi problemi, di natura ambientale ed igienico-sanitaria, incontrati dalla giunta, per l’allestimento della nuova area di vendita e dell’indisponibilità degli operatori del settore ad accettare la decisione di Festa, altrettanto irremovibile nel suo percorso. Dopo il ricorso al Tar gli ambulanti hanno proposto al Comune di verificare l’ipotesi di un trasferimento del mercato a Valle, ma dal primo piano di Palazzo di Città è giunto l’ennesimo rifiuto. Il capoluogo, dunque, resta ancora senza un’area di vendita.

Difficoltà si sono registrate anche nei servizi sociali. Dopo la lunga querelle tra l’amministrazione cittadina e quelle dei Comuni limitrofi rientranti nel vecchio Piano di zona A4, che ha caratterizzato la gestione Foti, ci sia aspettava che con la costituzione della nuova società consortile si aprisse una pagina nuova per il welfare locale, ma così non è stato. Nemmeno il tempo di nominare il direttore del Consorzio che l’incarico è stato subito congelato su indicazione degli uffici per problemi di natura burocratica. Ennesimo contenzioso legale, polemiche, servizi sostanzialmente fermi, nessuna programmazione e finanziamenti persi.

Rischia di non andare meglio anche per quel che riguarda il Piano di alienazione dei beni immobiliari di proprietà del Comune, elaborato dall’assessore al Patrimonio, Stefano Luongo, con l’obiettivo di fare cassa. La minoranza ha contestato l’impostazione del provvedimento, che sarà sottoposto alla valutazione dell’aula, mettendone in dubbio efficacia ed attuabilità. Ma dure critiche sono venute anche da associazioni di rappresentanza dell’inquilinato, che hanno bocciato la proposta di vendita di 200 unità abitative, che impoverirebbe in maniera consistente il parco alloggi popolari, senza contare i vincoli che la legge impone per questo tipo di operazioni, i cui proventi debbono essere destinati esclusivamente ad uso sociale.

Ma nel piano vendite, che puntualmente tutte le amministrazioni comunali hanno elaborato, solitamente senza esiti concreti, per compensare le voci di spesa del bilancio, con valutazioni di entrate soltanto teoriche, sono stati inseriti anche pezzi di pregio del patrimonio comunale. A cominciare dallo stesso palazzo municipale e dall’ex asilo “Patria e Lavoro”.

L’intenzione di vendere la sede del Comune ha destato non pochi dubbi, ma il sindaco Festa ha ribadito di voler trasferire uffici e rappresentanza a Palazzo De Peruta, oggi occupata dall’ufficio dei giudici di pace.

Per la giunta cittadina resta comunque il problema di dover far quadrare i conti. Ma, intanto, si preannuncia un’altra tegola: il project-financing del Mercatone potrebbe subire dei rallentamenti, a causa di una richiesta di fallimento della società titolare della ristrutturazione del manufatto, depositata da un privato, che rivendica dei crediti.

 

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